DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE

il TG di GABRIELLA

I LIBRI DI GABRIELLA CARLIZZI

Una finestra nuova, per tutti, aperta sulla strada, sul mondo, ... lontana dai poteri, vicina alla gente, ... curiosa, rispettosa, amica, ... aperta allo scambio, alla battuta, al saluto, alla discussione, alla polemica, ...incline alla pace, ... ansiosa di verità, ...anche provocatoria se necessario, ... puntuale, ... intrigante, ... attesa, ............
La Giusta Informazione 2 di Gabriella Pasquali Carlizzi
Redazione - Giovedì 23 Settembre 2010

SABATO 11 SETTEMBRE 2010, IN OCCASIONE DEL TRIGESIMO DELLA SCOMPARSA DI GABRIELLA, I SUOI FAMILIARI ED AMICI HANNO DIFFUSO QUESTO RICORDO CHE QUI DI SEGUITO RIPRODUCIAMO

Gabriella, nel nostro cuore

"La vita è un dono di Dio; ce lo dà per un tempo, dobbiamo poi restituirglielo pieno di buone opere”.
Queste, e altre che seguono, le parole con cui iniziava “Insegnamento e vita di Padre Gabriele M. Berardi”, un libro scritto da Gabriella nel 1990 e dedicato al suo direttore spirituale, e che oggi ben si addicono a ricordare proprio lei.
Provata dalla sofferenza fin dai primi anni di vita, aveva subito dimostrato anche uno spiccato senso di ribellione che in molte circostanze non l’ha davvero facilitata. Un carattere il suo estremamente volitivo e determinato, come di chi ha davanti a sé un obiettivo preciso ed è pronta ad affrontare qualunque tipo di ostacoli.
Ribellione quindi a tutto ciò che avrebbe potuto distrarla dal suo scopo di vita e nello stesso tempo una totale docilità al Signore, alla volontà del Padre.
“Spesso sono stata ostacolata in questo cammino già di per sé stesso difficile, ma ogni volta nei momenti di sconforto il Buon Gesù mi ha soccorso, incoraggiandomi con un sorriso dalle mille sembianze.
Era sempre Lui, povero, malato, sofferente, disperato, era sempre Lui a chiedermi aiuto e a impedirmi di cedere nella mia missione”.

E in effetti Gabriella, alla guida dell’Opera “Padre Gabriele”, si è rivolta a tutte le nuove povertà del mondo d’oggi offrendo prova di coraggio e abnegazione, spesso rischiando molto di persona; improntando quindi la propria vita nel dare ad ogni giorno un senso armoniosamente collegato al piano di Dio, affrontando fatiche ed esperienze che ora, a giusto titolo, sappiamo di poter definire straordinarie.
Finanche la sua malattia è stata un percorso d’amore verso gli altri, in continua alternanza e contrappunto di malinconia e di letizia, giacché ben si capiva che Gabriella già ne intravedeva il traguardo.
“E così giorno dopo giorno, la mia vita terrena si è conclusa, e quando l’ho raccolta nel calice del mio cuore morente per farne dono al Padre, la Mamma Celeste mi è venuta incontro per accompagnarmi nel mondo dell’eternità.
Ora il Signore ascolta continuamente quanto io chiedo per tutti voi, mie amate creature; per voi ricorro alla Sua infinita misericordia, al Suo infinito amore, di cui è intriso il mio insegnamento e il ricordo di me nell’intima preghiera del vostro cuore”.

 
Mercoledì 8 Dicembre 2010

 

UN NUOVO E CONTINUO OLOCAUSTO
Continuano con la scomparsa della fanciulla Yara casuali combinazioni…
o vi è dell’altro?

Abbiamo ricevuto ieri una lunga email di un nostro lettore che qui di seguito vi proponiamo perché ci pare contenga elementi che meritano una più approfondita analisi.
Infatti le circostanze così dolorose che hanno toccato tante famiglie con un dolore inconsolabile, pensiamo che possano essere osservate anche sotto una visuale che se corrispondesse alla realtà e quindi non fosse solo una successione di casualità o, più ancora, una forzatura dell’autore, ci direbbe in maniera illuminante come il Male assoluto abbia delle sue misteriose centrali da cui si originano a getto continuo terribili progetti devastatori.
E in questo caso chi c’è dietro, se c’è? Invitiamo quindi i lettori a provare a rispondere con loro riflessioni.
L'autore dell'email ci ha chiesto di non far comparire il proprio nome.

Vado osservando da tempo in occasione di tanti delitti o scomparse di bimbi, ragazzini e ragazze di tutte le età, come spesso, accanto ai particolari più disparati sulla vita dei loro genitori e che già talvolta li estraggono dalla genericità (quali ad esempio l’appartenenza a inusuali gruppi religiosi o altro), il nome stesso delle innocenti vittime e talvolta dei loro fratelli sia di origine ebraica. Quasi che questa attribuzione del nome che avviene alla nascita di ciascuno di noi, costituisca un codice, che innocente involontario e sentimentale per i genitori che lo conferiscono, sia motivo invece di attrazione diabolica per quegli operatori del Male che con le loro misteriose alchimìe raggiungono le nostre vite e i nostri cari quando una involontaria “porta aperta” da un qualsiasi nostro gesto di vita ne consente a loro il passaggio. Proprio come quando un ladro – appunto per un ingresso distrattamente lasciato incustodito – entra furtivo nelle nostre case rubandoci spesso quanto è per noi molto prezioso.
Ecco quindi un primo e invero disordinato elenco che ho formato oggi, ma che forse potrebbe essere integrato da chissà quanti altri nomi:
Yara Keba Gioele e Natan Gambirasio; Tommaso Onofri; Salvatore Pappalardi; Sarah Scazzi e poi Sabrina e Michele Misseri; Maria Geusa; Samuele e Davide Lorenzi; Elisa Claps; Meredith Kercher, Marta Russo, Simonetta Cesaroni…
Si badi bene però che l’osservazione non è soltanto rivolta alla serialità dei nomi che qui appare, poiché infatti assumendo quale presupposto di codice l’origine latina o germanica o araba dei loro nomi, forse troveremmo che attorno a noi innumerevoli altri bimbi o fanciulli o ragazzi scomparsi o uccisi hanno nomi con quest’altra origine.
La mia attenzione quindi su tale serialità tutta “ebraica” è stata catturata da un ulteriore particolare loro comune denominatore: e cioè il clamore scoppiato attorno ad ognuno di tali casi e l’esasperante fastidioso ostinato inserimento dei media che espropriano spesso inquirenti, parenti e sacerdoti dei loro ruoli.
Con una violenza che persino a Porta a Porta – trasmissione di amplificazione per eccellenza – veniva ieri sera anche da Vespa stigmatizzata!
E poi, consentitemi anche questa “divagazione” esagerata, il furioso incendio del Monte Carmelo mi è parso un segno di rivendicazione violenta, “lampante” la scena, fermato poi solo da una provvidenziale pioggia giunta miracolosamente così come al tempo di Elia.
Insomma un metodo che sembra echeggiare una sua provenienza da un certo mondo della cultura, da quello dei padroni del linguaggio, del messaggio, della trasmissione e… appunto, dei codici! In tale programma delittuoso, se confermato, apparirebbe quasi un proseguimento o sfruttamento del delitto stesso o l’impostazione di un olocausto di nuovo e altrettanto terribile genere.
Il compimento del delitto da parte di altri – ad esempio – è l’occasione di inserimento dello sciacallo iena o avvoltoio che sia, che diviene predatore della vittima esanime per l’invio di un suo messaggio. Un delitto nel delitto. Una sua esasperata consumazione sino all’ultimo brandello.
Come il recentissimo caso della povera Sarah, così come si accennava giorni fa in un post, il cui corpo viene, dopo l’assassinio, anche se forse solo a parole, terribilmente violato. Consumazione he oggi parla di olocausto, ma domani in un’altra serialità di nomi o di circostanze o di programmi, invierà un altro messaggio.
A molti di voi a leggere tutto questo verrà probabilmente da ridere, ma se provassimo una volta tanto a concederci una pausa nella nostra frenesia di vita? E quindi a riconoscere e a poterci tutelare, come tanto spesso suggerisce Gabriella, tra quanto ci avviene attorno, i segni in codice della presenza e della lotta del Male contro il Bene?

 

UN SALUTO….. NELLA SPERANZA…

... che possa essere un “arrivederci”, nonostante per la scienza dovrei considerarlo un “addio”.

E’ vero, il mio cancro si è aggravato, la massa è aumentata di molto e sono iniziate emorragie dallo stomaco e dallintestino con conseguente anemizzazione….

Alla faccia di questi risultati, io a parte una iniezione di toradol alla sera, non accuso nulla che possa somigliare all’agguato della morte.
Continuo a prendere l’Aloe e spero un giorno di poter testimoniare un miracolo.

In questi ultimi sei mesi di convivenza con il cancro, penso di aver avuto il privilegio di comprendere molte realtà che quando si sta bene, tendiamo ad ignorare, forse per amore verso il prossimo, o forse per evitare di mettersi davanti ad uno specchio e dire a te stessa: “Non ti illudere, quello che tu dai con amore e dedizione, nel momento del bisogno non ti sarà restituito, nemmeno da chi dice di amarti…”

Sto vivendo in uno stato di quotidiana solitudine interiore, guardo i volti che mi circondano e dico a me stessa: “Meglio avere il cancro ed essere viva dentro, che somigliare a questi morti viventi”.

A volte mi arrabbio, cerco di scuotere l’inerzia, l’incapacità di chi ha dalla propria parte l’essere buono, mite, e dunque non colpevole…..

Il fatto è che nemmeno in questa tragedia ho visto esaudire i miei desideri di donna.
E quando si ha un cancro, chi ci è passato lo sa, emerge più che mai la femminilità, la voglia di lottare e vincere attingendo a quegli strumenti , i soli, capaci di dire al tuo male: “Ora concedimi due ore di spensieratezza, voglio farmi bella, elegante, uscire una sera e rivivere i tempi lontani del piano bar….”

Questi miei pensieri possono apparire sciocchi, eppure oggi la storia ci dimostra che vi sono donne che hanno sconfitto il cancro proprio così, grazie a qualcuno che è stato capace di risvegliare in loro la voglia di vivere.

Non è questo il mio caso, e dunque non so come si concluderà questa esperienza, ormai troppo lunga e logorante, e ripeto, non per il cancro, ma per il sentirmi prigioniera in una gabbia dorata, fatta di silenzi, di omissioni, di tutto quello che non è Gabriella…

Un dono incommensurabile tuttavia può in un certo senso giustificare il mio soffrire dell’anima: sono i miei tre figli, e per loro sarei pronta a ripercorrere una intera vita di dolori inimmaginabili, da quando mi paralizzai subito dopo la mia nascita a tutt’oggi.. e forse domani ancora… se sarò viva.

Quante volte ho pensato di raccontare in un libro la mia storia, e avevo anche cominciato a scriverla in questi mesi, ma poi mi sono resa conto che sarebbe stato un drammatico atto di accusa, e per questo ho preferito distruggere tutto, e cercare di perdonare….

In ogni caso, ringrazio i tantissimi che ogni giorno mi scrivono, scusandomi se non rispondo, ma non sempre ce la faccio, e spero comunque che la vita che ho tanto amato vinca sulla morte con la vita….

Un miracolo….

E in questo senso, a coloro che hanno Fede chiedo di pregare perché io non ceda allo sconforto…

Gabriella Pasquali Carlizzi

27.04.2010

 

Mercoledì 18 gennaio 2012

MONTI, COME INDICATO DA NOI A NATALE,
E’ DAVVERO ANDATO AL MARE CON TUTTI E PROPRIO…
A SCHOLA
di Carmelo Maria Carlizzi


Su tv, siti internet, giornali e media d’ogni sorta da qualche giorno si parla giustamente solo della Costa Concordia adagiata, ancora non naufragata del tutto, la notte del 13 gennaio di fronte all’isola del Giglio, all’Argentario. E l’interesse è senza dubbio ben giustificato. Ma un’attenzione simile la si può forse paragonare per varie ragioni a quella dell’11 settembre 2001 con l’attentato alle Torri Gemelle di New York. Anche se fortunatamente con innumerevoli varianti ed esiti assai meno cruenti. Le valutazioni sull’evento sono di tutti i tipi, ma mi piace in particolare fare riferimento al blog di Paolo Franceschetti (www.paolofranceschetti.blogspot.com) dove subito si sono aperte le danze.
Venerdì 13 alle cinque del mattino ho sognato Gabriella, insieme ci tuffavamo da molto in alto e da un bordo imprecisato in un mare azzurro cupo e abbastanza calmo per dirigerci poi a nuoto oltre alcuni scogli vicini alla costa mentre, quasi a ripararci dal mare dopo aver appena raggiunto la terraferma, una barca con su alcuni marinai sfilava fermandosi tra noi e la costa stessa, dove quindi ci rilassavamo all’ombra e riparo di un ponte autostradale ripromettendoci soddisfatti di tornare in quel posto in vacanza per l’estate prossima. Il mare al momento del risveglio mi aveva ricordato quello di un bagno nel corso di un nostro brevissimo soggiorno a Sorrento, mentre i luoghi, la costa, gli scogli, l’atmosfera erano quelli delle nostre ferie estive sempre trascorse all’Argentario. Altri contenuti del sogno devo ancora tutti comprenderli.
Nella notte poi accadeva al largo del Giglio quanto tutti abbiamo potuto conoscere. Ma accostare l’evento della Costa Concordia a Gabriella mi ha consentito, in una sorta di sintonia con lei, di leggere questa circostanza diversamente dal coro dei media o anche di coordinare in un’unica visione fatti diversi già individuati dai diversi osservatori e dai frequentatori sul sito di Paolo.
 
Domenica 27 Febbraio 2011
CHI L’AVREBBE DETTO… ANCHE IL TERREMOTO!
di Marcelo Mariani

La scena internazionale è da alcuni giorni occupata in particolare da tre vicende: il terremoto che ha colpito la Nuova Zelanda, la serie di rivolgimenti nei paesi arabi e musulmani e … la persistenza al governo del nostro Cavaliere.

Partendo dall’ultima dobbiamo dare atto al capo del Governo che è solo grazie a lui e alle sue iniziative se l’Italia è al centro dell’interesse mondiale. Nemmeno il Papa riesce ultimamente ad attirare tanta attenzione pur avendo quale fonte di ispirazione e di spunti etici a portata di mano la beatificazione di Giovanni Paolo II; anzi pare che tutti gli esponenti della Chiesa che dovrebbero essere delegati come d’uso per richiami e tirate d’orecchie, vadano invece defilandosi, preferendo anch’essi il ricorso a percorsi riservati, a svicolare, a sistemarsi le sottane, a tentare di disporre diversamente le carte, anziché – come si suol dire – “prendere il toro per le corna” (in verità lui si è definito un torero).

 
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IL MISTERO DI GIUSTO