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di Gabriella Pasquali Carlizzi - Domenica 5 Luglio 2009

TALPIOT... SILENZIO DI TOMBA!
INCREDIBILE MA VERO IL COMPORTAMENTO INACCETTABILE TENUTO DA AUTOREVOLI PERSONALITA' DELLA CHIESA A RIGUARDO DELLA SCOPERTA DI UNA TOMBA NEI PRESSI DI GERUSALEMME ALL'INTERNO DELLA QUALE SONO STATI REPERITI DIECI OSSARI RICONDUCIBILI A 2000 ANNI FA.
Per dare un'idea del problema che intendiamo affrontare ci sembra utile per i nostri lettori riportare qui di seguito un articolo scritto da Enrico Baccarini l'8 Giugno 2009 in ordine a quella che ormai viene impropriamente definita come “La tomba perduta di Gesù”. Baccarini così ha sintetizzato questo evento:
"... Gli ultimi anni ci hanno abituato a rivelazioni epocali, a incredibili scoperte in grado di rivoluzionare il corso della nostra storia o a modificare le nostre credenze. Lo scorso febbraio una nuova bomba è esplosa nel mondo dell’archeologia lanciando i propri dardi infuocati nel già tormentato campo dell’archeologia biblica e della religione. Un mix di fanta-archeologia, unita ad abili tecniche pubblicitarie, hanno fatto gridare a quella che da molti è stata considerata la “scoperta archeologica più importante della storia: il ritrovamento della tomba di Gesù e della Santa Famiglia“. Quale credibilità si può dare ad una affermazione tanto eccezionale. I vangeli quanto le trascrizioni giunte fin dal più remoto passato della nostra religione e della storia ci avevano infatti abituato a conoscere un corso degli eventi diverso da quello recentemente sbandierato a livello mondiale da giornalisti, documentaristi e studiosi. Cristo era asceso al cielo dopo tre giorni dalla sua morte e la Santa Famiglia, intesa come una discendenza terrena del Messia, erano considerate il frutto di speculazioni e distorsioni di una ricerca biblica fuori da ogni canone e rigore scientifico. Dan Brown ci aveva parimenti introdotto, attraverso le pagine del suo celebre romanzo Il Codice da Vinci, a nuove ipotesi interpretative affascinanti, in alcuni casi plausibili ma comunque poste sotto la forma di un romanzo che di storico ha dimostrato aver ben poco.

Autore di questa nuova ri-scoperta è stato il regista di “Titanic” James Cameron , vincitore di ben 11 premi Oscar e, negli ultimi anni, prestatosi al mondo della ricerca storica e archeologica come documentarista attento e scrupoloso. Il suo “The Lost Tomb of Jesus” (La tomba perduta di Gesù), documentario prodotto in esclusiva per Discovery Channel, ha letteralmente imposto a milioni di spettatori la prima presunta prova storica di una sopravvivenza terrena, e di una discendenza reale, di Gesù. Ben presto però ad affondare le convinzioni del regista non è stata la montagna di ghiaccio del Titanic ma il parere di molti e autorevoli archeologi mediorientali e occidentali, come Amos Kloner e padre Michele Piccirillo, che hanno letteralmente dimostrato l’invalidità storico-metodologica, nonché ricostruttiva, delle tesi sostenute da Cameron mentre non sembra parimenti rientrare nel panorama dell’archeologia-patacca, come è stata da molti definita, la scoperta di un seme di dattero germogliato dopo ben 2000 anni e ritrovato durante alcuni recenti scavi condotti presso la fortezza di Masada.

La storia del “ritrovamento” avvenuto lo scorso Febbraio non è infatti di questi giorni ma risale a ben 27 anni fa quando durante i lavori di costruzione di alcuni palazzi a Talpiot, sobborgo di Gerusalemme a pochi chilometri dal Santo Sepolcro, fu rinvenuta da alcuni operai una grotta di 2000 anni contenente 10 urne funebri. Nel documentario di Cameron, co-firmato dal documentarista Simcha Jacobovici, si sostiene che la grotta avrebbe ospitato gli ossari di Gesù di Nazareth, della Vergine Maria e di Maria di Magdala, detta la Maddalena, oltre quelle di un certo Giuda, il figlio che secondo molte correnti di pensiero e di ricerca moderne sarebbe nato da un legame fra Gesù e Maria Maddalena. Vera o no che sia la tesi di Cameron il destino del sito sembra aver trovato maggior gloria delle tesi riportate in auge dal suo moderno scopritore. Secondo il Jerusalem Post, una commissione di indagine voluta dall’Autorità delle Antichità israeliane e dal comune di Gerusalemme vorrebbe, a breve, aprire il sito al turismo di massa e consacrarlo quindi indirettamente come nuovo luogo di interesse storico della nazione di Israele.

Il forte scetticismo dimostrato da molti archeologi pesa però sempre di più e inesorabilmente sulle reali basi storiche all’origine di questa scoperta.

Tra i primi detrattori troviamo Amos Kloner lo studioso che nel 1980 guidò i lavori nella cripta. In numerose interviste rilasciate ai maggiori network mondiali Kloner ha ritenuto poco plausibile “che Gesù e i suoi avessero una tomba di famiglia. Erano della Galilea, senza legami a Gerusalemme, mentre la tomba di Talpiot apparteneva a una famiglia della classe media del primo secolo dopo Cristo“. Per Kloner i nomi riportati sulle urne trovate a Talpiot, estremamente comuni nella Palestina di 2000 anni fa, sono stati trovati in molte altre tombe rinvenute nei decenni passati in numerosi siti archeologici, etichettando quindi la tesi sviluppata nel documentario come “una assurdità“.

Padre Michele Piccirillo, dal 1973 alla guida degli scavi francescani in Terra santa e direttore dell’istituto di archeologia di Amman, ha liquidato con la frase “… un chiaro esempio di mala-archeologia” il ritrovamento tardivo della presunta tomba di Gesù e della sua famiglia. “Siamo davanti a un errato uso della archeologia - dichiara - che dalle nostre parti ma anche altrove, impera per far colpo magari a sfondo turistico, o se vogliamo, per alimentare delle cattiverie contro la Chiesa. Non c’è nulla di scientifico in questo ritrovamento“.
Anche Padre Piccirillo commenta che i nomi rinvenuti sulle urne trovate a Talpiot erano molto comuni 2000 anni fa e sono stati trovati anche in altri cimiteri. Secondo Piccirillo, archeologo tra i più stimati in tutto il Medio Oriente, è alquanto “fantasioso pensare di trovare tombe a Gerusalemme appartenenti a persone provenienti dalla Galilea“. “Ogni anno - conclude - siamo di fronte a qualche ritrovamento “importante”: prima la tomba di Haifa, poi quella di Giacomo, adesso quella di Gesù. Il fatto è che quando arrivano notizie di questo tenore dalla Terra Santa vengono subito gonfiate dai giornali. Ma sono solo cose commerciali senza nessun fondamento scientifico“. Vorremmo aggiungere alle parole di Padre Piccirillo la scoperta, avvenuta negli ultimi mesi del 2006, della presunta grotta da cui secondo la tradizione Giovanni Battista avrebbe impartito i propri insegnamenti.

Non sempre però la “mala-archeologia” partorisce mostri informi privi di continuità storica e di realtà oggettiva. Ricordiamo proprio come, attraverso le pagine di ARCHEOMISTERI, lo scorso anno avessimo pubblicato a nostra firma un lungo studio su la dinastia dei Desposini, parenti collaterali del Cristo sopravvissuti alle persecuzioni romane, e protrattasi per i successivi quattro secoli. A tale riguardo storici come Eusebio di Cesarea ci forniscono notizie quantomeno dettagliate a riguardo, ricordandoci anche come una delegazione composta da almeno trenta Desposini fosse giunta a Roma al soglio di Papa Silvestro per reclamare il primato della Chiesa di Gerusalemme su quella di paolino-romana. La realtà storica di questa dinastia “collaterale”, pur se taciuta e non pubblicizzata, ci viene confermata dai documenti storici e dagli stessi scritti dei padri della Chiesa.

Per quanto riguarda invece le vicende del regista di “Titanic” James Cameron, questi ha difeso strenuamente il suo controverso documentario, principalmente in una conferenza stampa indetta a New York lo scorso febbraio dove sono stati portati e “svelati” due degli ossari al centro delle polemiche.

«Sono un cineasta, non un archeologo», ha sottolineato Cameron che ha detto di essersi inizialmente avvicinato alla materia «da profano, e di essersi convertito: non ho trovato niente che contraddicesse l’ipotesi iniziale». Purtroppo però la sua formazione da cineasta e non da archeologo ha pregiudicato a detta di molti quel rigore metodologico fondamentale per una produzione di questo tipo. «Chi ci critica non ha visto il film, non ha letto il libro che lo accompagna», ha detto il giornalista investigativo canadese Simcha Jacobovici, che ha collaborato al progetto e che è stato inseguito dalle polemiche dopo la conferenza stampa di New York. «Ogni cristiano sa che Gesù è il figlio di Dio e che è morto e risorto il giorno di Pasqua», ha invece affermato Joseph Zwilling portavoce dell’Arcidiocesi di New York, «… nessun presunto test del Dna o un film di Hollywood cambieranno questo fatto».

“La tomba perduta di Gesù” è stato proiettato lo scorso 4 marzo sul canale televisivo inglese Discovery Channel e, nei 59 minuti della pellicola, si è teso a riesaminare i resti archeologici riportati alla luce nel 1980 e sottoposti, in seguito, a una serie di analisi tra cui test del Dna di materiali umani rinvenuti negli ossari. Il documentario racconta inoltre gli studi effettuati da un’equipe di scienziati, archeologi, esperti di statistica e di genetica, su la contraddittoria decina di ossari rinvenuti durante i lavori di costruzione del complesso condominiale a Talpiot. Secondo Jacobovici, le analisi statistiche hanno stimato che le probabilità che quelle ossa non siano appartenute a Giuseppe, Maria, Gesù, Maria Maddalena e ad un figlio di Gesù, sono inferiori ad una su cento. Dalle prove del Dna, poi, è emerso che tra i resti attribuiti a Gesù e quelli attribuiti alla Maddalena non vi erano legami di sangue, rafforzando l’ipotesi che i due sarcofagi appartenessero a una coppia di coniugi. Poco dopo la loro scoperta, hanno ricordato Cameron e Jacobovici alla loro conferenza stampa newyorchese, «le ossa furono nuovamente sepolte in un luogo consacrato, come vuole la tradizione ebraica». Ma i progressi della scienza genetica - ha aggiunto Jacobovici - permettono oggi di realizzare analisi del Dna anche partendo da minuscoli residui, dalle polveri lasciate da quelle ossa.

Le ultime informazioni emerse lo scorso Aprile da studiosi come Amos Kloner tenderebbero a confermare l’ipotesi della strategia mediatico-pubblicitaria; “…vogliono soltanto ricavarne dei soldi” è stato il suo ultimo secco commento. Aspri anche i commenti degli esponenti religiosi e della comunità scientifica da molte parte del globo. “Le prove storiche, religiose e archeologiche dimostrano che il luogo dove il Cristo fu deposto è presso la Chiesa della Resurrezione“, ha detto Attallah Hana, prete Greco Ortodosso di Gerusalemme. Anche Stephen Pfann, studioso della Bibbia presso l’università di Terra Santa a Gerusalemme e studioso intervistato nel documentario, preferisce non dare troppo peso alla scoperta. “Non credo che i Cristiani ci cadranno“, ha detto, aggiungendo di non essere neppure sicuro che il nome di Gesù sia stato letto correttamente sull’incisione: “Più probabilmente si tratta del nome Hanun“.

L’intrigante dibattito non sembra ancora aver cessato la propria corsa, ulteriori aggiornamenti si susseguiranno nei prossimi mesi, a seguito anche di ulteriori prove che lo stesso Cameron afferma di non aver ancora pubblicizzato. Il mondo scientifico osserva e prepara le proprie armi, ovviamente testi e documenti in un paese purtroppo ancora martoriato da una guerra disastrosa, per comprovare definitivamente la sola natura mediatica del materiale prodotto. “Ai posteri l’ardua sentenza”, affermava Manzoni tra le pagine del suo più bel romanzo. Solo il futuro, e nuove scoperte, potranno aiutarci a comprendere un filone che sembra ogni giorno riservarci sempre nuove sorprese..."

LA NOSTRA OPINIONE

Come abbiamo potuto notare questa scoperta ha sicuramente irritato e non poco le Autorità Ecclesiastiche anche quelle chiamate in causa per la loro competenza archeologica relativa alla Terra Santa.

A nostro avviso una reazione così odiosa ha sicuramente destato non pochi sospetti su quanto possa essere avvenuto in termini di accordi riservatissimi, fino a decidere di cementare questa tomba e chiudere il discorso addebitando l'evento alla solita voglia di scoop e di pubblicità.

Non mettiamo in dubbio che la Chiesa abbia espletato ogni adempimento finalizzato a chiarire scientificamente la realtà di questa scoperta, tuttavia nessuno ha escluso in termini categorici e di percentuali che vi sia anche una benché minima ipotesi che gli ossari fossero riconducibili alla famiglia di Gesù.

Abbiamo voluto investigare personalmente su tale evento, ricavandone un bel po' di quesiti che vogliamo rappresentare ai nostri lettori perché tale circostanza ci sembra meritevole di ulteriori approfondimenti.

Ci siamo fatti tuttavia una nostra idea personale che si distacca nettamente da quanto sostengono Cameron e Jacobovici.

Infatti chi come noi crede nella Presenza viva del Signore sulla terra, ritiene che Gesù dopo essere stato posto nel sepolcro in qualche modo da quel sepolcro uscì.

E pertanto non crediamo nel modo più assoluto che le ossa conservate sotto il suo nome appartenessero realmente a lui.

Non possiamo tuttavia accettare la risposta della Chiesa e di altre figure competenti che hanno liquidato il fatto sostenendo che i nomi di Giuseppe, Maria, Gesù, Maria Maddalena ed altri, fossero molto diffusi in quel tempo, se non per la semplice constatazione che l'averli ritrovati tutti insieme nella medesima tomba rende assai improbabile una mera casualità.

Abbiamo inoltre ricavato da documenti storici del diritto romano che l'area destinata all'epoca all'esecuzione delle pene per mezzo della crocifissione era di unica pertinenza dello Stato e pertanto in tale area non poteva coesistere alcuna proprietà privata.

Dalle Scritture risulterebbe invece che ad una distanza di pochi metri dalla crocifissione di Gesù vi fosse un sepolcro di proprietà di Giuseppe D'Arimatea, il quale ottenne da Pilato il permesso di prendere il corpo di Gesù e riporlo in detto sepolcro

Su questo punto le osservazioni da fare sono molteplici nel senso che si è sempre sottolineato che l'iniziativa di Pilato violò di fatto tutte le leggi previste per i condannati a morte, e in tal senso appare poco credibile che nel concedere un permesso che avrebbe esposto la sua stessa Autorità a pesanti critiche, addirittura gli adempimenti e le cure per la sepoltura di Gesù avvenissero sotto gli occhi di tutti, gente del popolo nonchè le stesse guardie al servizio di Pilato.

Ne consegue che appare più verosimile l'idea di un sepolcro di proprietà privata che fosse distanziato dall'area destinata alle esecuzioni delle pene, e di qui prende corpo l'ipotesi che la scoperta della tomba di Talpiot possa realmente essere stata donata da Giuseppe d'Arimatea alla famiglia di Gesù.

Ora come spiegare la presenza di ossa che secondo Cameron e Jacobovici dovrebbero essere appartenute al Signore?

A nostro parere la cosa non stupisce più di tanto.
Infatti è noto che il sepolcro fu trovato vuoto: Gesù o salvato o risorto non solo non c'era più ma si ripresentò in carne ed ossa ai suoi stessi apostoli.

Non si può pertanto escludere che qualcuno pensando che si fosse salvato e ritenendolo in pericolo, ricercato, si fosse premurato di mettere successivamente nell'ossario i resti di un'altra persona.
Sappiamo della recente scoperta di documenti attestanti un fitto scambio di lettere tra Pilato e altre autorità anche religiose, poichè nessuno era convinto che Gesù meritasse una condanna a morte.
E se a Giuseppe d’Arimatea fosse stato consegnato un corpo esangue ma ancora vivo...?

Ci rendiamo ben conto che qualora si avvalorasse l'ipotesi che la tomba di Talpiot fosse realmente appartenuta alla famiglia di Gesù dovrebbero essere riviste molte verità che in Terra Santa alimentano la Fede di milioni di pellegrini.

Ma quali sono queste verità?

A pensarci bene non sarebbe sconvolta la verità essenziale, cioè quella che Gesù non rimase in alcun sepolcro.

Verrebbe invece sconvolto il business del culto, nel senso che si dovrebbe dire ai fedeli di tutto il mondo che il sepolcro posto all'interno della Chiesa della Resurrezione non è quello dove fu portato il corpo di Gesù dopo essere stato deposto dalla croce.

E forse andare a sconvolgere una realtà fisica che produce fiumi di denaro può avere determinato la reazione del tutto inadeguata a questa scoperta.

Ci siamo recati sul posto nel quartiere di Talpiot e con stupore abbiamo constatato che l'ingresso a questa tomba è stato cementato e che il sito è all'interno di un complesso residenziale e passa del tutto inosservato.

Non solo, ma essendo questa tomba molto grande non si è esitato a costruirvi sopra delle belle palazzine.

Le ossa reperite al tempo delle scoperta risultano essere state riseppelite secondo la tradizione ebraica.

Quello che di più ci ha sconcertato sono state le risposte dei residenti ai quali abbiamo chiesto come mai questo reperto archeologico è stato così volgarmente cementato nonostante abbia scatenato aspre polemiche e imposto fulmineamente inquietanti silenzi.

Abbiamo avuto l'impressione di essere in un quartiere siciliano controllato dalla mafia.
Omertà assoluta.
Mezze parole che tradivano pesanti timori.

Solo una persona, un ebreo, apparentemente colto, ci ha detto:
“Ma chi ve lo fa fare? Non ci tenete alla vostra vita? Ascoltate il mio consiglio, lasciate perdere questa storia, è una brutta storia.”

Siamo andati anche a cercare spiegazioni presso i Custodi di Terra Santa.
Si sono mostrati poco cortesi, irritati, e nessuno di loro ha voluto darci una benché minima risposta se non frasi del tipo: “Con questi scoop ci togliete i pellegrini”.

E per noi la risposta vera è stata questa.
Infatti qui i pellegrini valgono oro e la Fede dei pellegrini sembra essere proprietà privata.

E dunque riteniamo di avere più che un motivo per riproporre questa circostanza e come al solito chiedere che sia fatta luce su quanto, a nostro avviso, non è stato mai chiarito.

Un altro argomento che la Chiesa ha adottato per escludere che questa tomba fosse riconducibile alla famiglia di Gesù è il considerare che loro erano persone della Galilea, povere e che pertanto non potevano permettersi una tomba di famiglia, nè per loro poteva esserci alcuna ragione per avere una tomba proprio a Gerusalemme.

Dunque non è possibile per la Chiesa che Giuseppe D'Arimatea benché avesse trovato il sepolcro vuoto, essendoci comunque stato il corpo di Gesù, donò questa sua proprietà alla famiglia del Giusto?

Quanto a Gerusalemme, per dei parenti che hanno subito nel proprio ambito una così ingiusta crocifissione, destinata peraltro a non essere dimenticata nella storia dei secoli, ci sembra che questo possa essere un più che valido motivo per accettare come tomba di famiglia la stessa che vide le Sacre Spoglie.

Di certo la presenza di tutti i nomi che comunque fecero parte della famiglia di Gesù merita un'attenzione che ci auguriamo possa scaturire oggi dall'avere noi riproposto un problema che non può essere liquidato con quattro battute irrispettose e che pongono inquietanti sospetti.

Ci piacerebbe che i nostri lettori esprimessero i loro commenti sulla vicenda che qui abbiamo pubblicato.


Descrizione foto:

1. Tomba di Talpiot;
2. Tomba di Talpiot con incisione dell'ultima apertura 2005;
3. Ambiente circostante la tomba di Talpiot;
4. Giuseppe d'Arimatea;
5. Mappa del sepolcro;
6. James Cameron;
7. S. Jacobovici nell'interno della tomba;

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People in this conversation

  • Guest - andrioletti davide

    Aver trovato la tomba della famiglia di Gesù o Cristo è estremamente importante e rafforza di più la religione ed il pensiero Cristiano .Dio mandò sulla terra per mezzo di Maria(sua madre) il "figlio" Gesù nel modo più naturale come tutti gli altri esseri umani viventi con le passioni,dolori e sofferenze,gioie,emozioni e amori.Perciò dalla nascita alla morte di Cristo,visse e morì come tutti gli esseri viventi e ne Maria( sua madre ) e Cristo,non salirono con anima e corpo al "celo" ma solo con l'anima che è l'uguale a Dio e così come ogni essere vivente a"merito"salirà a Dio con l'anima essendo(come scritto nella Bibbia) siamo tutti figli di Dio . Perciò nulla viene rinnegato alla dottrina Cristiana se Maria madre di Cristo ha avuto altri figli e se Cristo ha avuto moglie e figli.Fa parte della natura e Dio sicuramente non ha voluto dare a nessuno dei privilegi.Ha voluto solo mandare sulla terra un uomo che rivoluzionasse il modo di pensare ed i rapporti umani secondo la direttiva di Dio. Ci sarebbe da fare un trattato .Per trattare questo argomento bisogna "pulire" il cervello da pregiudizi ed avere l'animo sincero e libero e privo di ogni interesse politico ed economico. Per ora mi fermo quì.Un saluto Cristiano. A.Davide

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  • Guest - Esmeralda De Barros

    Concordo pienamente con l'autore dell'unico commento che ho visto finora (A. Davide). Che Gesù Cristo sia risorto o meno, che sia stato sposato o meno, direi che poco importa. Sappiamo che la Chiesa ha cambiato molto il Suo messaggio per in qualche modi "divinizzare" la persona di Cristo. Per me, rimane quell'essere eccezionale che ha voluto cambiare le regole dell'epoca e modernizzare il pensiero ebraico, dar respiro e Umanità alle Sacre Scritture della Torah, che venivano più rispettate e temute che VISSUTE col cuore. Gesù è stato quell'essere che ci ha mostrato la via con l'esempio della sua stessa persona, ha criticato il comportamento religioso dei padri della Torah, esattamente come oggi tanti criticherebbero il comportamento della Chiesa... poca aperta, rinchiusa in riti e asfissiata dalle sue stesse emanazioni umanoide più che Umane... senza parlare dei disastri combinati in passato e le dittature ai quali ha sottomesso tutti i popoli del mondo... Errori del passato... che possono essere perdonati... se un cambiamento sincero avviene. Gesù era un Umano, con la U maiuscola, il che è sinonimo di FIGLIO ALL'IMMAGINE DI DIO... Ci ha mostrato quello che siamo destinati a diventare, come FIGLI DI DIO, cioè siamo destinati a diventare esattamente come lui. Solo perchè ha aperto il suo cuore a Dio, ha potuto essere investito dalla Sua forza, investito dalla potenza di CRISTO, esattamente come lo saremo noi un giorno, chi sa quando, quando saremo molto più evoluti di quanto siamo ora. Questo spiega i miracoli e prodigi che ha compiuto durante la Sua vita. Siamo tutti qui ad aspettare un nuovo Messia che venga, come Gesù è venuto 2000 anni fa. Forse non abbiamo ancora capito che bisogna aprirgli il nostro Cuore perchè possa venire... e non credo si tratterà di una visita come persona fisica... bensì saprà occupare il cuore di milioni di persone che finalmente inizieranno a vivere come si deve, con rispetto, tolleranza, dolcezza, espansione della coscienza... in poche parole con AMORE! Una volta investiti dalla potenza di Cristo, perchè abbiamo iniziato a riempire le condizioni essenziali per poter esserlo, saremo anche noi capaci di miracoli e prodigi, la famosa Resurrezione della Carne avverrà finalmente... perchè sara in effetti la Carne, il nostro aspetto più materiale, ad essere RIVOLUZIONATO nelle sue particelle....
    Che Gesù Cristo sia sopravissuto o meno alla Crocifissione non dovrebbe importare così tanto al VERO credente. L'importante non è tanto come sia stata la Sua morte/Resurrezione, quanto il messaggio di Amore e Tolleranza che ha lasciato all'Umanità. Non è la prima volta che storici scoprono tracce di un'ipotetica sopravvivenza di Gesù alla Crocifissione. E allora? Se anche fosse vero, e credo lo sia perchè era un Super Uomo sia nello Spirito che nella carne, questo proverebbe soltanto che la Chiesa, forse a Sua insaputa o volutamente, si è sbagliata... Beh, non è la prima volta, e l'ha fatto per secoli. Sarebbe ora che modernizzasse il suo pensiero invece di morire lentamente di asfissia. Che Gesù Cristo sia stato sposato con Maria Maddalena, la Sua discepola preferita, sarebbe stata la cosa più normale del mondo e sopratutto dell'epoca. Era un rabino con tutto il diritto al matrimonio. Che abbia voluto coniugare l'aspetto maschile e femminile del mondo attraverso il suo matrimonio con Maria Maddalena, per creare un nuovo germoglio nell'Umanità.. perchè no? Cosa ci sarebbe di male o di contradditorio col messaggio di Tolleranza, Pace e Amore che ha lasciato? Un saluto a tutti, con il mio più profondo rispetto e affetto verso tutti i Cristiani e altri credenti di tutto il mondo e di tutte le razze. EDB

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