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Nostro servizio - Sabato 15 Agosto 2009

OSPEDALE DI SONDALO… MA I MEDICI SE NE FREGANO ANCHE DELL’INTERVENTO DEL VICEMINISTRO DELLA SALUTE, FERRUCCIO FAZIO…
INTANTO MADRE-CORAGGIO NON MOLLA, RIVUOLE SUO FIGLIO ANDREA, CHE ORMAI CONSIDERA QUASI UN “OSTAGGIO” DI QUESTO OSPEDALE, SPECIE DA QUANDO PERSONE AMICHE CHE LAVORANO LI’ DENTRO, PUR CHIEDENDO DI NON FARE I LORO NOMI, HANNO INVIATO ALLA SIGNORA VINCENZA UN CORPOSO DOSSIER DI CASI DI MALATI TUTTI MERITEVOLI DELL’INTERVENTO DA PARTE DELLE COMPETENTI AUTORITA’.

Da un mese circa abbiamo ritenuto di dare spazio a questa storia umana ma anche grottesca, una storia in cui con una inspiegabile ostinazione, i medici dell’Ospedale di Sondalo, nonostante la madre del loro paziente Andrea Magnoni, abbia dichiarato più volte la propria totale sfiducia a riguardo delle capacità professionale del personale sanitario, non decidano di trasferire questo ragazzo in una struttura sanitaria di Roma, dove la signora Vincenza vive e lavora.

Lei è preoccupata, non si da pace, e le autorità Ministeriali hanno accolto il suo appello, il vice Ministro Fazio ha interessato subito il Policlinico Gemelli, uno dei posti più qualificati in tema di Sanità, e con un ottimo reparto di riabilitazione, ma intanto a Sondalo nessuno parla di trasferimento, nessuno si esprime su una data immediata.

Sappiamo che avevano presentato domanda perché Andrea fosse accolto presso la struttura romana del Centro di Riabilitazione Santa Lucia.
La signora Vincenza anche lì è riuscita ad avere alcune informazioni.

Ebbene, formalmente sulla carta Andrea sarebbe accolto, ma i tempi sono lunghi, e il funzionario del centro le ha detto che seppure avessero avuto intenzione di chiamarlo tra un mese, già doveva comparire in un certo registro, cosa che non è avvenuta.

La signora Vincenza teme nell’ennesima beffa, nel senso che l’Ospedale di Sondalo con la scusa che Andrea è in lista di attesa al Santa Lucia, trattengano presso di loro il ragazzo chissà per quanto tempo ancora, ma lei suo figlio, lo rivuole subito, non vuole che stia lì nemmeno un giorno in più. Lunedì 17 agosto tornerà alla carica ma non solo col Vice Ministro, ormai per lei è guerra, e invierà una relazione su ciò che si verifica nell’Ospedale di Sondalo alla 3^ Commissione Sanità della Regione Lombardia, che il prossimo 17 settembre si recherà presso detto presso l’Ospedale “Morelli”.
La visita dovrebbe consentire ai consiglieri regionali, componenti la Commissione, di poter discutere con maggior cognizione di causa la proposta di Legge sull’autonomia, ossia il distacco del “Morelli”dall’A.O.V.V. (Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna).
La signora Vincenza dice senza peli sulla lingua: “O mi trasferiscono a Roma mio figlio immediatamente, oppure la auspicata autonomia se la sognano, io sono in grado di bloccargli tutto, nelle mie mani c’è un vero e proprio dossier che mi hanno fatto avere gli stessi dipendenti paramedici dell’Ospedale e poi ho anche parlato con qualche medico onesto che da quell’Ospedale ha preferito andarsene”.
La signora è un fiume in piena, e si sente veramente forte come chi ormai è ben documentato.
Ci dice: “Basterebbe che si vadano a leggere i commenti sui tanti blog, in cui i cittadini di Sondalo sconsigliano l’autonomia per quell’Ospedale, uno dice addirittura.. leggete qua:

“Ma quale autonomia pretendono??
All’ospedale di Sondalo vige già la piena anarchia!
Da parte dell’AOVV non c’è la ben che minima vigilanza: pazienti non mobilizzati nei letti in medicina e neurologia che sviluppano piaghe da decubito; un bambino di dieci anni ricoverato per CINQUE giorni in ortopedia con la madre che non riceveva nessun tipo di informazione ed aveva solo e soltanto una microfrattura alla caviglia!!! La madre ha dovuto chiamare il 118 ed in un attimo il figlio è stato trattato e dimesso!! La signora è stata pure sgridata dal medico:”lei faccia la mamma che io faccio il dottore!”
Il bambino doveva essere trattato e dimesso in giornata!
Questa è la razionalizzazione delle risorse??
Questa è la “centralità della persona” tanto sbandierata nel sito dell’AOVV??
Non accadrebbe se ci fossero dei supervisori seri ed attenti, altro che autonomia!!! “

Siamo quasi increduli, chiediamo alla signora Vincenza il link di questo blog, lei ce lo da senza problemi:
www.altarezianews.it.

La signora Vincenza Giuseppini è una impiegata dell’ISPESL (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza Lavoro), e se ne frega di come questa sua battaglia venga giudicata tra sanitari e parenti nei meandri di pettegolezzi che girano nei corridoi dell’Ospedale, dove ancora oggi, quando questa mamma chiama per sapere di suo figlio, ancora una volta con la febbre, gli si risponde negandogli notizie e i medici si fanno negare.
“Allora, se i medici non ci sono, è illegale, perché un medico di guardia deve esserci sempre, e se non c’è nemmeno quello, che vadano i carabinieri e che il Ministro chiuda la struttura.”.
La signora è talmente agguerrita che decidiamo di intervistarla, vogliamo comprendere meglio le ragioni profonde di questa sua battaglia.

D: “Signora Vincenza, da dove si origina questo suo turbamento?”

R: “Semplice. Quando mi avvertirono dell’incidente e viaggiai tutta la notte per arrivare all’Ospedale di Sondalo dove mi figlio era in coma, mi resi subito conto che in quel posto i malati non erano al sicuro. Figuratevi, era la prima volta che mi capitava di vedere con i miei occhi che in un reparto di rianimazione facevano entrare tutti, solo con un camice… niente altro, capite? Capelli al vento, niente mascherine per l’alito, e lì’ tutti a toccare e sbaciucchiare il paziente, mica solo i parenti stretti, tutti, perfino gli amici, i conoscenti … insomma una vergogna. Pensai subito che il mio Andrea si sarebbe preso qualche infezione, come di fatti poi è stato… ancora oggi ha la febbre, passano da un antibiotico all’altro, sta due giorni senza febbre e poi gli ritorna. E poi, ci fosse stato un solo medico che ha fatto la stessa diagnosi, tutte diagnosi diverse, dunque una madre, secondo voi, deve stare tranquilla? Ho nominato un avvocato di medicina legale, ora farò fare al più presto una perizia e poi vedremo se mio figlio poteva essere curato meglio a Roma.

D: Signora, lei non è medico, ma sembra molto sicura di quanto afferma…

R: Non sono medico, ma ho sottoposto il caso di mio figlio ad illustri primari, e tutti si sono stupiti che ad Andrea non siano state fatte alcune terapie e alcune indagini.

D: Ci scusi, ma questi primari che lei ha consultato, su che base si sono espressi?

R: Sulla documentazione che persone amiche che lavorano in quell’Ospedale, non medici, mi hanno procurato, diciamo in un modo non ortodosso. Ma è gente che conosce fin troppo bene la situazione di questo Ospedale e non fanno altro che dirmi: “Signora, si porti via suo figlio!”
Poi sono entrata in contatto con parenti di pazienti che sono morti nello stesso Ospedale, e alcuni hanno fatto denunce per omicidio colposo a carico dei medici, altri chiedono il risarcimento per incuria professionale, insomma, ho lavorato giorno e notte e per questo credo che se non mi rimandano a Roma mio figlio, sono in grado di bloccargli l’autonomia che chiedono.
Vedremo se la Commissione che andrà in visita a settembre, con il mio dossier gli concederà questa autonomia.

D: Lei però ha contro anche il suo ex marito e le altre due figlie, che sono su ad assistere Andrea, è così?

R: Si, loro sono sempre stati contro di me, non hanno mai accettato che io mi separassi dal loro padre, ma la mia storia è troppo triste, e a un certo punto una donna non ce la fa più.
In questo frangente poi hanno toccato il fondo. Sapete perché sono lì da un mese? Sfruttano la casa che Andrea ha in affitto, e che paga con il suo stipendio di dipendente delle Poste, bollette comprese. Io ho trovato questo fatto profondamente immorale, e so per certo che se non avessero avuto questa comodità, dopo un giorno loro stessi avrebbero chiesto il trasferimento di Andrea.
Non lo fanno perché a Roma, le porte della mia casa sono chiuse.

D: Signora, le sue sono accuse gravi, lei ci sta dicendo che per stare lì usano lo stipendio di suo figlio, che potrebbe curarsi anche meglio, o pagarsi qualche visita di consulto privatamente?

R: Si, è così. Ma ora la festa è finita.

D: Che vuol dire, ci spieghi meglio, per favore.

R: Semplice. Il contratto di affitto di mio figlio scadeva in questi giorni. Ho comunicato la disdetta date le sue condizioni fisiche, e a fine mese la casa deve essere lasciata libera.
Idem ho fatto per i contratti delle utenze.

D: E i suoi come hanno reagito?

R: Non li ho avvertiti, si ritroveranno a dover uscire di casa e a organizzare il trasloco delle cose di Andrea.

D: Lei pensa che un giorno suo figlio non voglia tornare a lavorare a Sondalo?

R: Magari, vuol dire che mio figlio avrà per quel tempo riacquistato la piena autonomia. Ma intanto ci vorranno mesi di riabilitazione e dovrà stare vicino a me che sono la mamma. Poi, se vorrà, avrà modo di trasferirsi di nuovo e affitterà un’altra casa. Nel frattempo il suo stipendio non sarà consumato da nessuno che ne approfitta.

D: Signora, pensa che lei manchi molto ad Andrea? Che tipo è suo figlio?

R: Si, lo psichiatra, il professor A.V. me lo ha spiegato, lui sostiene che continuare a tenerlo lontano da me è un crimine, e dice anche che quando Andrea cadrà in depressione io devo chiedere i danni all’Ospedale, cosa che naturalmente farò.
Mio figlio è un ragazzo che ha subito molto fin dall’infanzia la soggezione della figura paterna.
Per questo ha avuto problemi di balbuzie.
Pensate, qualche anno fa, credevamo che gli mancasse un esame alla laurea, poi scoprimmo che aveva dato si è no due o tre esami, ed io dovetti rendermi sua complice, senza dirlo al padre, per evitare una tragedia.
Di contro, si era messo a fare politica, naturalmente con gruppi di estrema destra, una reazione scontata per chi subisce sopraffazioni o mortificazioni.
Ma vi prego, non fatemi ricordare gli anni più brutti della mia vita… la colpa è mia, perché i motivi per separarmi subito dal mio ex marito, li ebbi fin da prima che nascesse Andrea… Poi, si sa, uno cerca di tirare avanti, e per fortuna il mio lavoro mi ha salvato, fino a quando non ce l’ho fatta più e ho detto basta.

D: Ma i medici di Sondalo, sono a conoscenza di questa situazione familiare? Sa, in questi casi, la figura materna diventa indispensabile…

R: Si, non solo sanno tutto, ma ascoltano anche come mi rispondono il padre e le sorelle di Andrea.
Due giorni fa, mi sono sentita dire: “Noi stiamo facendo da madre ad Andrea assai meglio di te…”
E così mio figlio invece di avere un padre e due sorelle, si ritrova al posto della vera madre, tre madri sostitute… Ai medici fa comodo così, ormai sono prevenuti, addirittura uno di loro mi ha detto “Sappia che questa telefonata la sto registrando…”

D: Cosa? Signora Vincenza dice sul serio? Guardi che una cosa del genere, per questo medico prevede guai seri, lo sa?

R: E perché credete che mi sia rivolta al Ministro e alla Magistratura… Mi auguro per questo Ospedale che lunedì mi mandino mio figlio a Roma… e rispettino la sua volontà, senza continuare a fargli il
lavaggio del cervello che deve aspettare che lo chiamino dal Santa Lucia… Tanto anche il Santa Lucia, leggerà domani stesso di questo caso, manderò loro la documentazione in mio possesso e vedrete che non lo prenderanno più… se questo è l’unico modo per uscire da un tunnel di bugie e molto altro…

D: Molto altro? Cosa intende dire signora Vincenza…?

R: Bè, vi ho già detto molte cose, qualche carta lasciatemela di riserva….

D: D’accordo, speriamo solo che averle dato spazio nel nostro sito, serva a farle riabbracciare il suo Andrea…

R: Io non credevo nella forza di internet… ma voi mi avete dimostrato che questo linguaggio, quando si è onesti può raggiungere anche i poteri forti…. Grazie….

E siamo in tanti a dire ancora una volta a madre-coraggio: “Resista, lei è un esempio di mamma!” Ringraziamo anche noi il Ministro e il Vice Ministro della Salute, persone che meritano di governare per il solo fatto di essersi resi sensibili alla voce del cuore, al di là della gelida burocrazia.


La nostra Redazione, credendo di interpretare i sentimenti di Andrea, dedica questa canzone a Vincenza, una mamma vera, una mamma forte, una mamma che forse tutti vorrebbero avere.

Didascalia immagini:
1. Viceministro della Sanità Ferruccio Fazio;
2. Ospedale di Sondalo;
3. Andrea Magnoni;
4. 5. 6. 7. Vignette satiriche.

 

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