LA DOPPIA COPPIA OVVERO IL RITORNO DEL MOSTRO “A” FIRENZE
di Marcelo Mariani
Fra le “eccellenze italiane” dell’articolo dei giorni scorsi, qualcuno mi ha fatto notare che avevo dimenticato una delle nostre maggiori che da oltre quarant'anni ci colloca ciclicamente a buon diritto nel panorama mediatico internazionale. Parlo del Mostro di Firenze, o meglio del Mostro “a” Firenze come ultimamente a Gabriella Carlizzi piaceva definirlo. Infatti non poteva mancare il Mostro in questi giorni di grande impegno mediatico per l’Italia e di attenzione da parte di tutto il mondo su Roma. E poiché nella Capitale si parlava di lui assestandogli alcuni colpi abbastanza duri, ben due sentenze di revisione, anche se una solo parziale, ecco che a Perugia nello stesso giorno della sentenza sul processo Meredith, il Nostro o il Mostro che dir si voglia ha mostrato la sua rabbia contro una coppia di giovani, scoppiandola, senza riuscire a far uccidere lei, ma non per questo senza lasciare un segno sufficientemente chiaro. Stavolta non è stata una Beretta calibro 22 a sparare – troppo banale – né è stata una coppia di giovani a morire, infatti per precisa volontà o per caso, almeno lei si è salvata, ma l’impressione del suo zampino c’è tutta. Intanto la gente che subito ha gridato: “Al Mostro, ci risiamo, e proprio nel giorno della sentenza Meredith!”, gli ha conferito quella risonanza che a lui, vanitoso com’è, comunque piace sempre. Ma come fare del resto a non pensare a lui? Ormai tutti hanno imparato le associazioni nei fatti di cronaca e a muoverci fra simboli e codici.
ECCELLENZE ITALIANE: DA PAPA FRANCESCO A SILVIO BERLUSCONI, DALLE NOVITA’ ECCLESIASTICHE A QUELLE MASSONICHE, L’ANDAMENTO DEL MADE IN ITALY
di Marcelo Mariani
Un mio amico con cui elencavamo e commentavamo le novità di questo Papa Francesco che hanno colpito favorevolmente tutti, accanto a quelle che sono subito apparse evidenti, come la croce e la catena di ferro, l’uso della sua mitra vescovile e non di quella papale assai preziosa, le scarpe nere usate al posto delle ormai famose scarpette rosse, il non uso dell’ammiraglia papale, la stola che si è subito tolta dopo la benedizione, la mozzetta rossa che ha rifiutato di indossare, i pantaloni neri sotto la veste bianca, l’anello d’argento e non d’oro, e infine il nome che richiama – lo ha detto lui – il Poverello d’Assisi, ma poi tanti altri segni che evitiamo di elencare per non fare una apoteosi alla rovescia della sincera modestia di quest’uomo, accanto a quelle dicevamo, con questo mio amico abbiamo notato proprio ieri, subito dopo la recita dell’Angelus dalla finestra del suo appartamento, come non avesse inviato i tradizionali auguri nelle diverse lingue del mondo, o almeno di quelle più diffuse, così come ormai era tradizione consolidata da decenni.
Festa della donna? Un tempo forse, quando c’era mutuo rispetto per la persona, amabilità reciproca, e alla mente si prospettava un futuro pacifico e si riconoscevano come fondamentali i valori della famiglia, dell’intera comunità, e ardeva viva la speranza di stare bene insieme e di gioire delle piccole gioie quotidiane. Sembra trascorsa un'era. Non mi sembra che oggi ci sia spazio per mimose, sorrisi, strette di mano e compiacimenti per costatare finalmente un patto di amicizia con gli altri tutti attorno. Un sottile veleno circola per le città, i paesi e i territori, non solo quelli afflitti dalla guerra, ma anche quelli apparentemente in pace: è il veleno della diffidenza, del sospetto, dell'irritazione, dell’ambiguità che s’è fatto strada in questi anni di crisi profonda, tanto da minare la stessa identità umana ed affermare una tragica differenza di classe e di genere.
Dopo lo scherzo di Natale nell'ultimo libro di Benedetto XVI con lo svuotamento del Presepio, ecco quello di Carnevale, poi le Ceneri, quindi la Quaresima e infine, finalmente Pasqua! DOPO IL CONCISTORO, CON IL NUOVO PAPA FINIRANNO I GIORNI DI BUIO
di Carmelo Maria Carlizzi
Certo non è dal diritto al riposo che queste dimissioni di Benedetto XVI, ad una osservazione più attenta, possono sembrare essere state motivate. E' da decenni che Ratzinger guida la Chiesa se consideriamo anche il lunghissimo periodo quale prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede (1981/2005), ex sant'Uffizio, di certo il dicastero più importante della Santa Sede. Ed ora, stando a quanto è stato detto da Padre Ferrari, direttore della Sala Stampa, Joseph Ratzinger andrà a risiedere per sempre in Vaticano, anche se in un piccolo convento, e da lì certo continuerà a sentire fisicamente quanto avverrà in Piazza San Pietro, come pure è inevitabile che la sua nuova casa divenga un luogo di pellegrinaggio per quanti capiteranno in Vaticano. Se cercava quiete e raccoglimento Ratzinger doveva andare sui monti d'Italia o d'Austria dove non mancano centinaia di conventi o santuari immersi nella pace più contemplativa e dove sarebbe stato di certo ben accolto. Il Vaticano è invece, nel bene e nel male, l'ombelico del mondo. E poi dentro Roma, caput mundi da sempre! E' assai probabile perciò che di qui sino al 28 febbraio cambi parere, o subito dopo, magari accogliendo questa nostra facile riflessione. Da questo, se avverrà o meno, si capirà molto delle reali ragioni di tali dimissioni. Altrimenti è inevitabile pensare che rimanendo in Vaticano voglia o possa, o debba, condizionare anche involontariamente ogni atto del suo successore. Sta lì, a due passi nel senso più letterale. L' "andiamo a trovarlo" sarà un pensiero reciproco fra Ratzinger e il suo successore, una semplice doverosa questione di cortesia e di buon vicinato. Si vedranno per la messa privata, per la passeggiata, per il caffè o la minestrina dalle suore, per le grandi e piccole occasioni. Ci abitueremo ad avere due papi? Uno che parla e regna, e uno che sembra, solo sembra, tacere e pregare. Con la cortesia prelatizia che non fa proprio difetto nella curia romana, in breve tempo lo pregheranno di andarsene da un'altra parte.
LA PRIMA ITALIA GIUSTA NON E' QUELLA DI BERSANI E DEL PD...
di Marcelo Mariani
Il Pd da alcuni giorni ha invaso l’Italia con un manifesto che ritrae Bersani associato allo slogan L’ITALIA GIUSTA. Si presuppone che accanto al principale manifesto immagine, con tale slogan così impegnativo siano stati impostati anche i manifesti per i singoli candidati, così come discorsi, convegni, opuscoli e quant’altro fa seguito all’avvio di una campagna elettorale in grande stile. Ma un’organizzazione del livello di quella scesa in campo per il Pd, avrebbe dovuto e potuto facilmente documentarsi in anticipo. Infatti sarebbe bastato digitare “ITALIA GIUSTA” per scoprire che con tale formazione noi esistevamo intanto sul web già dal 2008. Il Pd quindi con lo slogan “L’ITALIA GIUSTA” promuove di fatto un’immagine di sé che si sviluppa subito con l’applicazione di un strano tipo di giustizia che pare consistere anche nell’appropriarsi di quanto identifica da anni altri movimenti politici, per poi adoperarlo tranquillamente a proprio uso e consumo. Se così è, questa campagna elettorale del Pd comincia davvero male e all’insegna di un gesto di noncurante prepotenza che non porterà bene.
POSTI VUOTI NEL PRESEPIO. FATTI FUORI BUE E ASINELLO! DUE “PROVVIDENZIALI” COINCIDENZE DI PAPA RATZINGER E DI SILVIO BERLUSCONI
di Marcelo Mariani
Se qualcuno si era illuso è bene che si sappia che il tempo delle favole è finito, e quale periodo migliore per chi crede in determinati valori, di quello di Natale? E se Papa Ratzinger ha tolto il bue e l’asinello dal presepio una ragione ci deve pur essere, anche se l’uomo della strada, il pastore di oggi per capirci, la domanda se la continua a fare: “Forse la Madonna incinta di nove mesi è venuta a piedi da Nazareth?”. Ma se, come dice il Vangelo (Lc 2, 7, Lc 2, 12 e Lc 2, 16), Gesù è stato posto in una mangiatoia e se è vero che le mangiatoie stanno nelle stalle, perché la stalla doveva essere vuota? Da cosa lo deduce il Papa? Potevano esserci dei cavalli o delle mucche, e che differenza farebbe ai fini del presepio, cioè della scena della Natività? E visto che probabilmente non erano giunti a piedi a Betlemme, dove avevano parcheggiato il loro asinello Giuseppe e Maria? In un’altra stalla vicina o all’aperto? Tutte congetture, ma non diverse da quella del Papa di proporci una stalla vuota. Mentre il vuoto della natura attorno a Gesù e il significato in sé di una stalla vuota, ci dicono, oggi, che allora Gesù non era atteso. E i profeti? Perché altrimenti, inconsciamente, per sentore di quanto stava avvenendo, qualcuno avrebbe predisposto le cose per un minimo d’accoglienza, seppur estremamente semplice, del Figlio di Dio. Forse proprio il Padre suo! E invece niente. Niente Stella Cometa. E niente pastori che cantano, infatti il Vangelo non lo dice, dice solo che “davano gloria Dio” (Lc 2, 20) e che significa questo, in che modo lodavano Dio?
L’OPERAZIONE MEDIATICA DI DISSOLVIMENTO DI ANTONIO DI PIETRO E DEL SUO MOVIMENTO, L’ITALIA DEI VALORI, È IN PIENO SVOLGIMENTO, ANCHE SE LUI HA SUBITO INIZIATO A DIFENDERSI COME AL SUO SOLITO CON LE UNGHIE E CON I DENTI. E IL FRONTE ACIDO È ASSAI VARIEGATO E ANCHE SOFISTICATO, CONDOTTO DIETRO LE QUINTE DA VERI MAESTRI DELL’INGANNO, che per essere troppo bravi sono stati anche tranquillamente scoperti nella loro azione e frettolosi. Ma il curioso è che l’attacco arriva da sinistra cominciando da “Report” la trasmissione di Rai3 condotta da Milena Gabbanelli, che in un’intervista a Di Pietro gli appioppa la proprietà di ben 15 case a Milano, replicato da Crozza che poi sulla 7 a ”Il paese delle meraviglie” duplica questo attacco per gli immobili intestati alla sua famiglia. Ma ecco che contestualmente e parallelamente lo stesso Grillo curiosamente o ingenuamente infila Di Pietro nello scannatoio candidandolo alla presidenza della Repubblica e definendolo una persona “onesta”, forse l’unica. Il programma prevederebbe, a quanto si dice, Grillo presidente del Consiglio e Di Pietro al Quirinale, un tandem che fa rabbrividire oggi Eugenio Scalfari su Repubblica.
NON E’ CERTO GRILLO NELL’ATTUALE QUADRO POLITICO CHE SI PUO’ METTERE DI TRAVERSO. INFATTI SONO ANCORA UNA VOLTA I MAGISTRATI AD ESSERE CURIOSAMENTE ACCUSATI DI DETERMINARE SITUAZIONI CHE DI FATTO “IMPEDISCONO LA GOVERNABILITA’ DEL PAESE”. QUINDI NON PUO’ ESSERE GRILLO L’OBIETTIVO DELL’AZIONE VIOLENTA CHE LUI TANTO TEME, MA CHE E’ SICURAMENTE IN GESTAZIONE, VISTO CHE GLIENE E’ ARRIVATO IL SENTORE, IN QUALCHE MENTE DEVIATA…
di Marcelo Mariani
Il governo Monti sembra destinato a durare, anzi si può serenamente parlare della nascita di un nuovo metodo, di un nuovo stile, di una nuova democrazia che democrazia non è, ma che in Italia pare funzionare, poiché l’ABC di Napolitano al momento attuale pare l’unico modo di fare andare avanti il Paese. Con l’ABC interpretato da Monti abbiamo riscoperto la dignità, l’operatività, la maggioranza di governo, una maggioranza che supera il tecnicismo del porcellum e di ogni premio di maggioranza. È una maggioranza vera. Potrebbe forse essere paragonata a quella dei primi governi del dopoguerra, con la differenza che con questi può avere in comune l’emergenza economica ma non certo la tensione ideale e la volontà operosa di rimettere in cammino il Paese che pure allora ci fu. Abbiamo ormai detto addio ai sogni, sia a quelli sciagurati di Berlusconi che a quelli volenterosi di Bersani.
In Italia si sa, siamo pieni di casi mai chiariti che attraversano la penisola in lungo ed in largo lasciando scie di paura se non di orrore, e che anche a distanza di anni continuano a non farci dimenticare le tante vittime... almeno a molti di noi. Ci sono coscienze talmente ermetiche che invece non solo non ne serbano il ricordo, ma negano persino l'evidenza della morte della vittima o dello stupro della vittima: il fatto non è mai accaduto, punto! E in cima alla lista degli orrori “mai accaduti” dobbiamo mettere anche la pedofilia ossia l'abuso sessuale sui bambini da parte di quegli adulti che si trasformano verso di loro in dei veri assassini. Uso il termine “assassini” a ragion veduta perché questi abusi uccidono nelle loro piccole vittime la crescita, la psiche, il futuro intero, oppure le deformano in maniera irreversibile. Se volete affrontare almeno indirettamente e senza impegno questa realtà, potete trovare in rete molte testimonianze di ragazzi e ragazze e quanto attraverso il dialogo si raccontano cercando di aiutarsi l'un con l'altro. Parlano delle loro orrende esperienze, raccontano le conseguenze che li portano dall'anoressia, talvolta all'autolesionismo quando sperano nel dolore di quelle lame che incidono la carne, purché ne cancelli almeno per un po' il trauma e il ricordo dell'abuso patito. Accade però che la pedofilia sia un fatto privato, all'interno di famiglie in cui si trova l'isolato depravato che abusa dei propri figli, nipoti o bambini che frequentano quella che diviene la “casa degli orrori”. Accade che l'isolato depravato si trovi nei parchi, nelle spiagge, nelle scuole e negli oratori... accade!
Mi piace ricordare di Gabriella, a due anni da quando ci ha fisicamente lasciati, alcuni aspetti che ne hanno costituito e formato la personalità e la vicenda di vita così come da tutti meglio conosciuta. Al primo posto pongo il coraggio, quello propriamente detto, quello fisico e cioè il saper affrontare sempre il nemico a viso aperto senza timore di soccombere e di essere uccisa, eliminata. Questo suo dono in lei era tale perché associato alla generosità, in quanto vedeva nella persona a cui in un dato momento si opponeva, solo la parte che era succube del male o del peccato, e faceva di tutto per soccorrerla e separarla dal resto, e riscattarla al bene. Naturalmente non sempre riusciva in questo e molte volte doveva poi far fronte alla violenza dell’altra parte del suo antagonista che rifiutava tale metodo, si ribellava, aumentando in quel momento l’avversione verso di lei. Tutto questo mi fu palese nei primi anni in cui Gabriella iniziò la sua attività alla guida dell’Opera di Padre Gabriele (1984) e negli anni seguenti, allorché prese a frequentare a seguito di curiosi avvenimenti, compresi solo molto tempo dopo, quale assistente volontaria alcune carceri di massima sicurezza e in particolare il penitenziario di Paliano nel Frusinate, un antico castello dei Colonna dove allora, era il 1986, erano rinchiusi taluni tra i più noti pentiti di ogni sorta, quelli cosiddetti rossi e quelli neri, quelli della camorra, della droga, della mafia e d’ogni altro genere di criminalità.
Il rito contro l’Italia e per suo tramite contro l’Europa è in corso con sempre maggiore violenza, e sempre più evidente è che la maschera non solo è caduta dal volto dei sacrificatori, ma costoro stessi non temono più di mostrare il ghigno che li caratterizza ed individua tutti. L’eccitazione e il senso di impunità e quindi di potenza che li pervade sta raggiungendo il primo livello del parossismo, questo lungo stato di grazia criminale che ad ognuno dei suoi tantissimi livelli si ciba di determinati lembi dei corpi delle vittime. Nel sabba del potere assoluto che sanno di rappresentare, ormai costoro ritengono che sia finalmente giunto il momento per l’inizio dell’adorazione di cui desiderano essere oggetto. Il sogno della democrazia con cui sono stati abbattuti gli idoli precedenti del nazismo e del comunismo è stato schiacciato proprio dai loro eredi morali che hanno finalmente dismesso la tunica dell’ipocrisia e del falso di cui si erano ammantati in questa interminabile fase di transizione dal dopoguerra ad oggi, durante la quale si sono serviti dell’inconsapevole favore popolare per trascinarlo a loro piacimento verso l’esaltazione di miti e valori di cui sanno bene come servirsi ma che lasceranno ora le masse a bocca asciutta, anzi arsa dalla sete ed esangue per la fame, senza un soldo in tasca e con la schiena piegata sul lavoro per un pezzo di pane incerto.
L’OPERAZIONE ITALIA CONTINUA, UNA ROSA ROSSA IN DONO PER CIASCUNO DI NOI Non ci viene fatto mancare nulla, dai tentati affondamenti navali alle bombe targate br, e ora persino in campo i terremoti seriali. Stragi di massa ricercate con insistenza per fare felici i più diversi offerenti.
di Marcelo Mariani
Con una lettura tutta nostra, ma “Con gli occhiali di Gabriella” proseguiamo a mettere in fila gli avvenimenti che hanno visto e vedono il nostro Paese oggetto di aggressioni che vorrebbero essere sofisticate e misteriose, e che invece pare lascino intravedere provenienza e intenti. Naturalmente siamo doverosamente attenti a confrontare quanto scriviamo con quanto risalta rimbalzando sulla rete. E ci accorgiamo che non siamo i soli a fantasticare o… ad avere colto nel segno? Come colpire l’Europa, da sempre complessivamente la maggiore potenza mondiale nell’arte, nella cultura e nella scienza, ma ora in predicato anche quale futura potenza globale oltre che economica, anche politica e militare? Il luogo più adatto in cui agire per prevenire tale rischio è stato individuato da tempo nell’Italia, infatti prendersela con Francia o Germania, sarebbe al momento a rischio di sicure ritorsioni quasi equivalenti, poiché conoscono i due paesi assai bene queste strategie che adottano in vario modo da sempre e di cui semmai sono maestri. Grecia, Spagna e Portogallo sono già sistemate o quasi, gli altri per ora non contano nulla. L’Inghilterra da sempre è creatrice compagna di merende. L’Italia operosa invece ancora resiste, e quindi si presta bene, non avendo peraltro autorità nel concerto del potere mondiale nemmeno per suonare il piffero. Bastone e carota quindi riservati per noi. Eh già direbbe Vasco Rossi, eh già, non ci bastava quanto sinora ricevuto di legnate sulla schiena, ci voleva pure il terremoto seriale! E perché ne fosse chiara l’origine e fossimo spinti a recepire l’ammonimento e imparare la lezione, questo è stato replicato più volte in pochi giorni e, per inculcarlo ancora meglio, anche questa mattina è arrivata una violenta bella scossa che ha superato il grado 5. Non si sa bene quale segnale di resa sia atteso, e da chi di noi, per fare cessare le scosse.
ATTENTATO A BRINDISI I giornali annunciano, i giornali parlano, i giornali spiegano. Alcuni “poteri forti” si parlano a modo loro, e si rispondono; questa volta a Brindisi. La concordia europea che non si è riusciti ad affondare a gennaio tra le scholae del Giglio, si è provato oggi a riaffondarla, e ancora dinanzi ad una scuola.
di Marcelo Mariani
I quotidiani di sabato con grande evidenza riportavano alcune notizie tra le quali una poneva, inquadrava l’Italia al centro dell’attenzione. A Camp David centro del mondo occidentale per lo svolgimento del G8, a rappresentare autorevolmente l’Italia c’è Monti forte delle misure draconiane assunte che hanno consentito all’Europa da novembre ad oggi di non dover ancora affrontare una reazione a catena di fallimenti innescata dal default della Grecia. E poi via via le altre. La magistratura invia un avviso di garanzia ad un alto prelato, mons. Vergari ex rettore della basilica romana di S. Apollinare, in merito alla scomparsa di Emanuela Orlandi con l’accusa di sequestro di persona, con l’aggravante della minore età della vittima e in concorso con esponenti della banda della Magliana. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera annuncia un piano di opere pubbliche per 100 miliardi di euro a partire dal 2012 pari al 5-6% del pil e con una previsione di 400 mila nuovi posti di lavoro entro il 2015. La Fiat manda in cassa integrazione a Mirafiori 5400 dipendenti, ma è la prima volta che questi sono in stragrande maggioranza colletti bianchi. La Cei del cardinale Bagnasco fa sapere che in vicende di abusi commessi da sacerdoti pedofili, le denunce dovranno partire dalle vittime e che i vescovi non potranno scavalcare la giustizia civile e pertanto non saranno obbligati a denunciare i casi di abusi, dovranno però collaborare con le famiglie delle vittime.
IL DOPPIO LAVORO DEGLI ITALIANI Ovvero il loro segreto miracoloso e salvifico, ma ormai consunto
di Marcelo Mariani
Gli osservatori stranieri, europei ed extracontinentali, sono sempre stati un po’ sorpresi e qualche volta invidiosi dell’operosità italiana, e noi di questo ne siamo stati un bel po’ consapevoli e orgogliosi. Anche perché per tutto il novecento il nostro Paese ha prodotto ogni sorta di eccellenze nei più diversi campi e applicazioni dell’ingegno e della laboriosità. E così è stato sino ad un paio di decenni orsono. Gli stessi osservatori poi sono anche stati sempre curiosi di come questo processo potesse attuarsi con rinnovato successo. Un’operosità e una crescita peraltro alquanto diversa dai modelli orientali, giapponese un tempo e oggi coreano o indiano o cinese, caratterizzati ora da una disciplina ferrea, ora da una massiccia disponibilità di braccia a basso costo. Ma gli stessi occhialuti professori di economia usciti da Harward e da Oxford, sono ad un tempo molto critici verso la nostra tendenza al doppio lavoro, sommerso o nero che lo si voglia chiamare. Ed alla forte incidenza che questo ha avuto sino a qualche tempo fa nella formazione e tenuta della nostra economia. Storcono il naso perché questo non collima con le regole del capitale e della moderna e corretta organizzazione dello stato. Già, ma loro che ne sanno delle raffinatezze di questo nostro sistema e poi Andreotti, l’unico che potrebbe spiegarle lucidamente, è ormai assai vecchio e stanco, mentre Tremonti, che ne aveva ben compreso il senso, quando è toccato a lui ha cercato di dare al metodo dignità scientifica, come finanza “creativa”.
IL NUOVO GOVERNO OMBRA IN CORSO DI FORMAZIONE E’ LA VERA MICIDIALE FORBICE DELL’ECONOMIA ITALIANA
di Marcelo Mariani
Il professor Mario Monti ormai da alcuni mesi va dispiegando provvedimenti su provvedimenti, consigli su consigli, tasse su tasse, volti tutti meritevolmente a sistemare l’economia italiana riallineandola a quelle dei paesi europei e quindi all’economia mondiale. E per far questo ha potuto contare, così come il Cavaliere suo predecessore per circa un ventennio, sulla più vera risorsa del nostro popolo: lo spirito di sacrificio. Un tempo inesauribile. Infatti si sa che in Italia sappiamo cucinare e bene, e come con un chilo di spaghetti e mezzo chilo di pomidori pelati, 20 grammi di olio d’oliva, 10 grammi di sale grosso e fino, cinque foglie di basilico, uno spicchio d’aglio, 5 litri d’acqua e un po’ di gas, costo complessivo 3 euro, riusciamo ad imbandire un pranzo superbo e soddisfacente per quattro persone, due genitori e due figli, il nucleo medio di riferimento. Ricetta questa degli spaghetti poi addirittura con innumerevoli gustose varianti. Moltiplicato per due volte al giorno e per trenta giorni, fa 180 o anche 200 euro mensili se proprio vogliamo aggiungere un po’ di parmigiano grattugiato, un bicchiere di vino in cartone e un pezzo di pane casereccio. Già solo un pezzo, perché il pane più rustico ormai in provincia viaggia oltre i due euro al chilo, quanto se ne consumerebbe al giorno se la linea e il diabete lo consentissero. Badate bene stiamo parlando di sopravvivenza pura. Ma felice! Quindi oggi c’è ancora spazio per tassare il paziente somaro italiano, che scenderà in piazza inferocito solo quando sarà eroso anche questo dato, per arrivare così alle elezioni politiche in pace sociale con ancora funzionanti (nel senso di disponibili) le tv, i mezzi pubblici, gli uffici politici, la sanità e la polizia.
Il vero affondamento dell’Italia e quindi della Concordia del 13 gennaio sarà ritentato. E tramite loro si tenterà ancora quello dell’Europa. Il nostro Paese va quindi ancorato per tempo a ragioni salde se vuole salvare sé stesso e contribuire davvero decisamente al salvataggio dell’Europa, così come viene chiesto con forza da varie parti del mondo. La metafora della nave prosegue dopo quella dei gemelli e prima ancora della coppia. La Coppia in Italia, a Firenze, e i Gemelli, figli della coppia, negli Stati Uniti, e ora di nuovo in Italia. Il ricordo dell’affondamento dell’altra Concordia del 12 gennaio 1915 (dopo 97 anni), anche qui con varie decine di vittime e arresto del comandante, a pochi mesi dallo scoppio della Grande Guerra e anch’essa nel Tirreno proprio davanti ad “Ostia” – nome che è tutto dire –, così come riportato in un ampio servizio di Repubblica domenica 5 febbraio scorso, fa pensare ad un assai lugubre avvertimento. Ma speriamo che l'inchino al “Giglio” toscano del Tirreno non sia altrettanto infausto per conseguenze mondiali.
MONTI, COME INDICATO DA NOI A NATALE, E’ DAVVERO ANDATO AL MARE CON TUTTI E PROPRIO… A SCHOLA
di Carmelo Maria Carlizzi
Su tv, siti internet, giornali e media d’ogni sorta da qualche giorno si parla giustamente solo della Costa Concordia adagiata, ancora non naufragata del tutto, la notte del 13 gennaio di fronte all’isola del Giglio, all’Argentario. E l’interesse è senza dubbio ben giustificato. Ma un’attenzione simile la si può forse paragonare per varie ragioni a quella dell’11 settembre 2001 con l’attentato alle Torri Gemelle di New York. Anche se fortunatamente con innumerevoli varianti ed esiti assai meno cruenti. Le valutazioni sull’evento sono di tutti i tipi, ma mi piace in particolare fare riferimento al blog di Paolo Franceschetti (www.paolofranceschetti.blogspot.com) dove subito si sono aperte le danze. Venerdì 13 alle cinque del mattino ho sognato Gabriella, insieme ci tuffavamo da molto in alto e da un bordo imprecisato in un mare azzurro cupo e abbastanza calmo per dirigerci poi a nuoto oltre alcuni scogli vicini alla costa mentre, quasi a ripararci dal mare dopo aver appena raggiunto la terraferma, una barca con su alcuni marinai sfilava fermandosi tra noi e la costa stessa, dove quindi ci rilassavamo all’ombra e riparo di un ponte autostradale ripromettendoci soddisfatti di tornare in quel posto in vacanza per l’estate prossima. Il mare al momento del risveglio mi aveva ricordato quello di un bagno nel corso di un nostro brevissimo soggiorno a Sorrento, mentre i luoghi, la costa, gli scogli, l’atmosfera erano quelli delle nostre ferie estive sempre trascorse all’Argentario. Altri contenuti del sogno devo ancora tutti comprenderli. Nella notte poi accadeva al largo del Giglio quanto tutti abbiamo potuto conoscere. Ma accostare l’evento della Costa Concordia a Gabriella mi ha consentito, in una sorta di sintonia con lei, di leggere questa circostanza diversamente dal coro dei media o anche di coordinare in un’unica visione fatti diversi già individuati dai diversi osservatori e dai frequentatori sul sito di Paolo.
E’ NATALE! TUTTI AL MASTER… DA MONTI Per assistere alla sfilata di tutte le massonerie
di Carmelo Maria Carlizzi
Ancora una volta si è riproposto il compromesso storico tra Peppone e Don Camillo che nel nostro Paese sin dall’ultima guerra ha dato sempre buoni risultati. Il discreto prof. Monti ha infatti così potuto aprire in Italia e non solo una nuova era, invitando d’autorità tutti alla sua schola, e non gratuitamente. Con ripetute esortazioni e benedizioni papali e della Cei. Le iscrizioni che si sono automaticamente aperte sono anche obbligatorie, i corsi numerosi e tutti assai ben frequentati, e si svolgono nelle diverse e note aule, parlamentari e d’altro genere. Tutti a schola di alta Massoneria, ma anche di profondo Esoterismo. Con corsi riservati di osservazione sui nuovi delitti seriali di Mostruosità, di osservazione critica di attentati Anarchici di nuovo conio che hanno avviato le loro espressioni di sintesi tra annunci e pacchi postali, ma anche di BR con sigle nuove o nostalgiche. Tutti questi tre a dar prova di emulazione e ad osservare le reazioni, l’effetto. Ma poi a schola di Multinazionali che decidono da altri oceani quel che è giusto o sbagliato in Europa e in Italia. Di Vaticano che si adegua nella giustizia di tanto in tanto (ma si sa, i suoi tempi sono lunghi) , nella finanza sempre, nella politica pure e quindi giocoforza nell’attuale contingenza anche nelle tasse, dopo il tuffo – se di dialogo o di contrasto non ci è stato ancora detto – con le forze magiche più o meno camuffate nel Benin, patria della magìa nera nascosta, ma anche ufficiale e ben ammantata di cristianesimo. Di Sindacati nuovamente riuniti così c’è meno confusione. Di Confindustria subito autocandidatasi prima della classe. Aspettando tutti senza dirlo ufficialmente, ma di fatto fiduciosi, che la Criminalità organizzata, quella dei trucidi cattivoni, con la sua cospicua percentuale non più occulta di pil, dia il suo valido contributo – quello finanziario beninteso –, e stavolta nella giusta direzione dopo le lezioni private in corso con i bidelli che conducono a studiare per le orecchie in galera i loro capi e fiancheggiatori perché chi vuole conservare le orecchie per intendere, intenda.
Un Giorgio e tre super Mario salveranno il Paese? Dall’11.11.11 verso dove andremo?
di Marcelo Mariani
Chi aveva dubbi sulla schola di appartenenza del cavaliere, ora può toglierseli. Di nuovo il nostro, ad una dignitosa uscita di scena anche se temporanea, ne ha preferito una istantanea, ma con rientro altrettanto veloce. Uscito e rientrato subito per far disperare Napolitano e il popolo italiano, e compiacere Di Pietro che in maniera colorita lo aveva previsto: “ma vuoi vedere che questo rientra dalla finestra…”. E disilludere quanti del suo partito si stavano già sciogliendo in varie direzioni richiamandoli perentoriamente all’ordine, nonché fare una pernacchia a quei suoi generali che stavano inquadrando le rispettive divisioni pronti a marciare verso il centro e verso destra. Il nostro infatti non ci sta, ormai è chiaro, e con lui gli alleati e peones del mondo affaristico si sono accorti che gli venivano togliendo la sedia da sotto, e che quindi sono corsi dal loro papi a piangere e giurare fedeltà, a implorare un’indicazione contro lo straniero che pretende di dettare legge in casa nostra. Ormai sappiamo tutti che Draghi è espressione della finanza (ma guarda un po’, pensavamo venisse dalle sale operatorie), che Monti è anche lui espressione della finanza (anche qui siamo davvero sorpresi), così come Balotelli è una nuova espressione della nazionale di calcio che l’altra sera, venerdì 11, ha segnato un gol, agevolato un secondo e per poco un terzo. Ma anche Monti venerdì 11 ha segnato il suo ingresso al Senato e per Draghi hanno parlato migliaia di studenti “draghi indignati e ribelli” venerdì 11 a Roma, Milano, Bologna, Pisa, Venezia, Napoli. Tutti nel giorno dei grandi uno. Ma anche del 3.
IL GRANDE INGANNO - UN GRANDE VUOTO DA COLMARE SUBITO Un’intera generazione è vissuta compressa nell’ombra, ma ora va liberando enormi energie
di Marcelo Mariani (fotografie di Micheal Rahija)
Giorno dopo giorno si è prodotto un gigantesco vuoto nel tempo dei nostri giovani, nella loro vita e in quella che sarà la loro memoria. Ed ora che ce ne siamo accorti tutti, giovani e meno giovani, genitori e nonni, rimane poco tempo per correre ai ripari. Ma anche le idee sono poche, e praticamente nulla è la buona volontà e la capacità di chi detiene i poteri in questa nostra società un tempo democratica. Videogiochi, calcetto, discoteche, palestre, piscine, internet, università… hanno scandito le ore della giornata dei nostri ragazzi, nei quali però in innumerevoli casi non è avanzato un progetto di vita. E non per loro colpa. Intanto sono comunque avanzati nell’età, mentre i più giovani di loro iniziano da poco ad avanzare e nella stessa incertezza. Matrimonio, figli, casa e lavoro che sino a pochi anni orsono erano mete subito da raggiungere e che già delineavano limiti, responsabilità e prerogative per ogni giovane che così diveniva a tutti gli effetti un cittadino completo, ora sono mete che paiono non interessare e comunque non auspicabili nell’impossibilità della loro gestione, privi i giovani come sono, e molti lo saranno per chissà quanto tempo, di un lavoro stabile.
MIRACOLI D'ITALIA “Meredith Kercher: un delitto imperfetto” La magistratura riuscirà ad esprimere una sentenza salomonica o scontenterà comunque qualcuno?
di Marcelo Mariani A Perugia a far da luce perenne subito dopo il caso Narducci, ecco che si attacca un nuovo vagone al lungo treno seriale, il delitto di Meredith Kercher, (la zucca illuminata con le ruote in un cartoon), che vede tra i viaggiatori alcuni dei protagonisti già sperimentati: giornalisti, inquirenti, avvocati e semplici curiosi o studiosi. Tra questa gente non poteva mancare Gabriella Carlizzi, la signora da sempre appassionata ad ogni giallo che si verifica con modalità inusuali, e che al caso ha dedicato nel 2008 un suo saggio oggi di particolare attualità. Ora che i protagonisti, pubblica accusa, parti civili e difesa hanno ciascuno espresso le proprie certezze, la parola è passata alla giuria che tra qualche giorno esprimerà la sentenza verso i due giovani, Amanda e Raffaele, rimasti da giudicare dopo Rudy, già riconosciuto e riconosciutosi in qualche modo e per alcuni aspetti presente sulla scena del delitto assieme agli altri due. Certo sarà dura per chi dovrà decidere il non avere davanti agli occhi i volti di questi due giovani, che stanno maturando già da anni in carcere esperienze di vita a loro modo uniche attorno alla consapevolezza di quanto realmente accadde in quella casetta nella notte delle streghe. In ambedue i giovani nelle immagini televisive mai una reazione, un gesto di ribellione, un grido, ma sempre tanta evidente docilità e umiltà, nessuna fierezza tra gli agenti che forse inutilmente li tengono d’occhio e stretti, mentre procedono dal cellulare al loro posto in aula come due agnelli nemmeno belanti, con lo stesso sguardo sperduto, le stesse pieghe alla bocca quando accennano a qualche sorriso di saluto che però non si apre mai del tutto, quasi due gemelli di una storia vissuta assieme. Due asinelli tra i suoni. Ma sarà altrettanto dura per i giurati non avere davanti agli occhi il sorriso della gioventù di Meredith, una ragazza che viveva i suoi anni come tanti coetanei nella città della cioccolata, capoluogo di una regione di grandi santi che hanno segnato secoli di ascetismo e spiritualità per l’intera umanità. Perugia come Firenze città d’arte e di cultura e di storia e di giovani, ma anch’essa terra di massoneria e di Mostri. Nel pentolone delle streghe di Halloween il Mostro con gli amici Mostri nel preparare il brodo hanno gettato e mescolato di tutto: gioventù, sesso, amore, rivalità, sogni… e poi condito con droga – quanto basta a stordire visto che c’è la gioventù – e insaporito ulteriormente con giochetti e scherzetti, ma la carne che hanno messo a cuocere l’hanno scelta per bene al mercato. Una coppia di giovani bianchi, un giovane nero e una giovane di colore misto, già, proprio come Meredith. I nostri giovani anche qui come per tutta Italia usati, singolarmente o a coppia.
di Marcelo Mariani Ricorre il decimo anniversario dell’attentato alle Due Torri e in molti Paesi si stanno svolgendo o si preparano commemorazioni, mentre su tutti i media sono già iniziati approfondimenti di grande valore e significato. Anche su questo sito l’11 maggio scorso in occasione dell’eliminazione di Bin Laden, con un articolato commento abbiamo ricordato questa pagina così dolorosa della storia degli Stati Uniti. Pensando oggi a tale avvenimento voglio qui attirare l’attenzione dei lettori sulle conseguenze che invece non ha avuto in Italia, quanto meno a livello di riflessione, questo decennio di grandi cambiamenti della politica internazionale. E mi spiego. L’abbattimento delle Due Torri, simbolo degli Stati Uniti visti allora come la maggiore potenza mondiale, indica l’evento storico che più d’ogni altro ha segnato il nuovo tempo nel passaggio del secolo, quello dell’avanzamento impetuoso sulla scena mondiale della Cina, ma anche di Russia, India e Brasile, il cosiddetto BRIC e dietro di loro a seguire delle nuove potenze minori asiatiche e dell’America del Sud e di molti paesi Arabi. Ma sono alle porte altri paesi dell’Africa, dell’Asia e del Centro America, e solo numerosi stati dell’Africa e paesi Arabi dell’Asia, possono ancora essere classificati con l’espressione un po’ antistorica di Terzo Mondo. Questi non fanno ancora numero nei listini di borsa se non indirettamente, pur essendo determinanti quale luogo di residuo scontro anche cruento tra potenze per la gestione delle ricchezze del loro sottosuolo. Il cosiddetto villaggio globale è in pieno fermento come non mai da duemila anni e può essere paragonato ai villaggi del far west con sceriffi, giacche azzurre, indiani, saloon, scontri a fuoco, esecuzioni sommarie e treni sbuffanti che ogni giorno scaricano gente nuova.
Ad un anno dalla scomparsa di Gabriella Carlizzi, l’11 agosto del 2010, voglio qui raccontare a quanti le hanno voluto bene o che l’hanno apprezzata, o che hanno solo sentito parlare di lei, chi è stata davvero Gabriella e cosa di lei vive tutt’oggi, e quel che sono certo vivrà di lei nel senso più completo della parola e molto a lungo. Proponendo questa sintesi inedita del suo intenso percorso di vita, sento che è pure arrivato il momento di testimoniare quegli aspetti, assai poco noti, che hanno costituito non solo la molla di tutto il suo agire, ma anche la vera ragione delle tante persecuzioni patite sul piano giudiziario e, ancor più, su quello spirituale in senso stretto. Naturalmente mi riferisco alla Gabriella così come conosciuta al pubblico e di cui ci si può iniziare ad informare andando qua e là sul nuovo sito in allestimento www.gabriellapasqualicarlizzi.net e su quelli collegati. La data che segna una svolta radicale della sua vita, sino allora in tutto accomunabile a quella di ogni giovane donna sposata e madre, è la scomparsa del suo direttore spirituale Padre Gabriele Maria Berardi dell’Ordine dei Servi di Maria, avvenuta il 22 novembre 1984, e questo per una serie di ragioni diverse tra loro. Padre Gabriele, sacerdote popolarissimo anche in ambito nazionale, noto come il Padre Pio di Roma e come lui in possesso di doni spirituali e carismi elevatissimi (profezia, esorcismo, confessione, guarigione, introspezione dei cuori, bilocazione, imposizione delle mani, …), esorcista autorevolissimo riconosciuto dal Vicariato di Roma, aveva promosso sin dal 1961 un’opera di beneficenza ai poveri che negli anni aveva poi consolidato sotto forma di associazione laica denominata Associazione fra i Volontari della Carità. Padre Gabriele in vita aveva guidato spiritualmente, come innumerevoli altri fedeli, anche la nostra famiglia, sin dal suo nascere, gratificandoci con la sua preghiera di intercessione di speciali favori e talmente eccezionali da legarci per sempre a lui per riconoscenza.
Quasi come a voler ricordare che tra un mese esatto è un anno che Gabriella Carlizzi è scomparsa, ecco che nell’ultimo semestre una serie di delitti, tutti di donne, ufficialmente vanno a soluzione o conoscono un impulso significativo: Simonetta Cesaroni, Serena Mollicone, Alberica Filo Della Torre, Meredith Kercher, Sarah Scazzi, Melania Rea, Elisa Claps… Ma è proprio quest’ultimo caso, che mi fornisce lo spunto per alcune riflessioni riprese dai commenti pervenuti su questo blog. Il parroco Don Marcello Cozzi al funerale della Claps ha avuto parole forti e coraggiose: "Elisa è un fiore reciso che qualcuno ha lasciato marcire in un angolo" e la verità "è stata oggetto di baratto", poi ha chiesto ancora nella sua omelia di “togliere il macigno di menzogne”… Qual’è il mistero e quale il baratto, si chiede quindi l’autore del commento. L’arcivescovo emerito di Potenza Ennio Appignanesi - e non da solo per rimanere nell’ambito ecclesiastico, così come il parroco appena citato - ha sempre sostenuto che Danilo Restivo figlio del potente Maurizio Restivo e nipote dell’allor più potente ministro democristiano Franco Restivo sia stato protetto dalle logge massoniche di appartenenza. E di qui parebbe comprensibile e consequenziale il suo trasferimento a Londra dove ha potuto di certo ripararsi all’ombra di una cupola tutta speciale. Così come in un angolo oscuro della basilica della Santissima Trinità a Potenza veniva contemporaneamente “riparata” la fanciulla Elisa. Diciotto anni di respiro per il giovane Restivo che appena “lasciata” Elisa si era trattenuto per un po’ “in chiesa a pregare” e poi con calma farà le valige verso la sua nuova patria a godersi complessivamente ben diciotto anni di tranquillità e di cui alcuni da sposato. Che sarebbero stati anche di più se non fosse che non resistendo alle sue pulsioni si macchiava anche dell’assassinio di Heather Barnett; e ora pare sospettato di un terzo e addirittura di un quarto omicidio, sempre di donne.
La vittoria dei Sì nei quattro referendum sta delineando tutta una nuova fase di cambiamenti e in diversi campi. Naturalmente la principale osservazione va al quadro politico dove accanto ai festeggiamenti del centrosinistra si rileva il curioso pacato realismo della destra. Quasi un soffuso terrore che si scoperchino uno dopo l’altro le pentole del malgoverno. Le mazzate inferte alla destra, Lega compresa, in effetti sono state due se si considera quella delle amministrative in varie importanti città di pochi giorni prima. Questa realtà ha liberato dagli oscuri ma ben elevati centri del vero potere una rapida presa d’atto che si è espressa intanto nella consegna alla magistratura di tutta quella rete di potenti che per quindici anni hanno fatto man bassa, ma sarebbe meglio dire “carne di porco” tra appalti, banche, commesse, incarichi, posti… e dando il via libera ad inchieste che hanno messo le mani su miliardi di euro di ruberie, ad ogni livello e in ogni luogo del sottogoverno specialmente della destra. Sembrerebbe facile quindi osservare: “ecco cos’è successo in tutto questo tempo”. Da un lato l’ottimo Tremonti ha giocato le sue tre carte della furbizia finanziaria: uno, utilizzando i risparmi di tre generazioni del dopoguerra che hanno finanziato il bilancio quotidiano delle famiglie e consentito ancora ai giovani di avere grazie a genitori e nonni casa cibo e denari da spendere in videogiochi canne e discoteche; due, non sottraendo quindi al bilancio pubblico quelle risorse che sono così potute andare a saziare gli appetiti dei ladri che oggi cominciano ad essere smascherati cioè quelle che avrebbero dovuto essere destinate agli investimenti produttivi; tre, consentendo al sistema bancario di consolidare avidità e metodi di cui poi andare orgogliosi a livello internazionale.
THE TREE OF LIFE (L’albero della vita) ma dopo il Giappone forse è il turno della Germania
di Marcelo Mariani Stefano, un assiduo commentatore nel nostro sito ci ha scritto nei giorni scorsi: “Consiglio a tutti di cuore di andarsi a vedere The tree of life, è un film meraviglioso che nella sua durata, cancella ogni empietà di questo mondo aprendo gli occhi e mettendo a nudo tutta la bellezza del creato, rose rosse, lobby e cattiverie verie, appaiono come nuvole nere, che hanno al massimo la forza di una debole pioggia. Non saprei trovare le parole giuste per descrivere questo capolavoro, ma posso dire con certezza, che anche all'ateo più incallito verrebbe qualche dubbio sulla sua origine e sull'origine del mondo”. Parole bellissime. Andrò anch’io a vedere questo film che ha suscitato l’entusiastica commozione di Stefano, intanto basta quanto dice per farci riflettere e molto. Ma questo mondo meraviglioso che pur a tratti e in tanti punti del globo ancora c’è, e dove la bellezza si vede, si tocca, si aspira e ti avvolge, purtroppo da meno di cent’anni, anzi dalla prima esplosione nucleare ha visto datato nell’uomo l’annullamento della serena e complice sottomissione al Creato.
di Marcelo Mariani Lo scontro fra i diversi poteri sovranazionali si preannuncia durissimo e non incruento, e di un genere che va di continuo sempre più aggiornandosi. Un assaggio ed un inizio lo abbiamo avuto in questi giorni con l’eliminazione di Bin Laden da parte delle forze speciali Usa che sono andate a prenderselo in casa altrui, e senza tante storie. Quattro elicotteri che arrivano passando vicino ad un’accademia militare di un Paese fortemente militarizzato, e che per circa un’ora roteano sopra il rifugio di Bin Laden, non è ovviamente un’operazione proprio segreta, né nella sua preparazione né nella sua assordante attuazione. Un Paese che ha 415 aerei da combattimento, 2.500 carri armati e circa 50 testate nucleari, ma un paio di radar funzionanti anche se magari di vecchio tipo li dovrà pur avere o no? Quanto meno al corpo di guardia dell’accademia si saranno svegliati e qualche soldato si sarà pure allertato oppure dovevano quel giorno proprio dormire. Poi, dopo averlo portato vivo o morto su una loro portaerei, lo avrebbero “seppellito” in mare.
di Marcelo Mariani Nei giorni di Pasqua numerosi delitti e fatti hanno reso la cronaca meno lieta di come avrebbe dovuto: la donna napoletana uccisa misteriosamente ad Ascoli, il bimbo che è caduto dalla finestra a Roma, i due carabinieri aggrediti da alcuni ragazzi e di cui uno è in fin di vita, la giovane donna che muore banalmente e prima di partorire due gemelli, un dirottatore sul volo Alitalia Parigi-Roma, e poi accoltellamenti di giovani, violenze su una bimba da parte di un ragazzino, violenze su ragazze straniere da parte dei parenti perché colpevoli di volere una vita normale come tutti i giovani… E poi, inaspettata visto il periodo particolare, ancora la cacciata dei rom dai loro campi di stracci nella capitale, vera pulizia di Pasqua, perché non si venga a dire che la decisione è stata casuale. E infine ha attirato parecchio l’attenzione la – vogliamo dirlo – un po’… imbarazzata e forzata “accoglienza” degli stessi lì per lì avvenuta nella Basilica di S. Paolo, territorio del Vaticano. Anche se poi comunque risolta cristianamente ospitando quei rom in altre strutture cattoliche.
ULTIMO AVVERTIMENTO DI UN CILIEGIO PRIMA DI SFIORIRE
di Wataru Matsura
In passato bastava che un’aquila volasse in una certa direzione sulle teste dei soldati romani per distoglierli da un’impresa militare che, a giudicare dai simboli del Fato – che loro sapevano leggere bene – li illuminava con provvidenziali segnali scritti nelle coincidenze. I genitori di ogni tempo si sono sempre premurati di avvertire e mettere in guardia i figli contro i lupi in agguato e contro le prese della corrente, contro i coltelli, e contro le caramelle offerte dagli sconosciuti. Anche un uomo primitivo sapeva che il fungo colorato ed invitante, l’amanita falloide, quella in cui i Puffi costruivano le loro pittoresche abitazioni, era causa di un sonno eterno, ma non come quello di Biancaneve con teca di vetro e bellezza preservata in eterno, bensì orrendo e livido come solo la morte può essere. Tuttavia sussistono strenuamente, in tutta normalità, gli irriducibili aficionados dell’atomo, del colorante artificiale, del disboscamento felice, della scalata sociale e del “freghiamocene dell’avvenire degli altri”, come ci insegna gran parte della classe al potere. Del resto cosa ci aspettavamo? Il loro motto è semplice: “Se qualcosa sale, qualche altra deve scendere!”, ed è chiarissimo come il sopruso e la legge della giungla siano il loro quintessenziale concetto di Evoluzione. Ma veniamo alla mia gente, che è anche la vostra gente. Per capirlo basta solo chiudere gli occhi e dimenticare il colore della pelle e gli occhi a mandorla. Il dolore e le lacrime sono esattamente gli stessi, ed il senso di perdita dell’Aquila è simile a quello che ora provano a Fukushima. Città rase al suolo dalla potenza della natura.
DI TERREMOTO IN TERREMOTO, DI CAMMELLIERE IN CAVALIERE E DI SARAH IN YARA
di Marcelo Mariani
La sensazione che si ricava da quanto sta accadendo oggi nel mondo è non tanto di confusione, ma di indeterminazione ed incertezza, sul da farsi per chi governa e sul futuro per noi comuni mortali. Non si sa bene come leggere i diversi avvenimenti. Infatti questi dominano la nostra giornata togliendo chiarezza a quanto ciascuno di noi pur deve esplicare. Il villaggio globale su cui sembravamo tutti d’accordo quale realtà attualmente condivisibile è saltato per lasciarne intravedere vagamente la formazione di un altro. I punti di riferimento appena ricostituitisi paiono già essere venuti meno. I paesi arabi sono tutti in gran fermento per le manifestazioni che ne stanno destabilizzando i diversi governi, siano essi dittature o monarchie dal pugno più o meno pesante. Ma sommovimenti di uguale prossimo fragore sono in ebollizione altrove, ovunque. Le economie di tutti i paesi che già stentavano a trovare una accettabile stabilizzazione, tra crisi petrolifera indotta e terremoto giapponese, sono ora di nuovo nella necessità di individuare orientamenti e metodi ancora una volta del tutto nuovi.
La scena internazionale è da alcuni giorni occupata in particolare da tre vicende: il terremoto che ha colpito la Nuova Zelanda, la serie di rivolgimenti nei paesi arabi e musulmani e … la persistenza al governo del nostro Cavaliere.
Partendo dall’ultima dobbiamo dare atto al capo del Governo che è solo grazie a lui e alle sue iniziative se l’Italia è al centro dell’interesse mondiale. Nemmeno il Papa riesce ultimamente ad attirare tanta attenzione pur avendo quale fonte di ispirazione e di spunti etici a portata di mano la beatificazione di Giovanni Paolo II; anzi pare che tutti gli esponenti della Chiesa che dovrebbero essere delegati come d’uso per richiami e tirate d’orecchie, vadano invece defilandosi, preferendo anch’essi il ricorso a percorsi riservati, a svicolare, a sistemarsi le sottane, a tentare di disporre diversamente le carte, anziché – come si suol dire – “prendere il toro per le corna” (in verità lui si è definito un torero).
Ho letto alcune considerazioni di Vincenzo Mastronardi riportate dall’AGI a seguito del ritrovamento nel pomeriggio di sabato 26 del corpo senza vita della fanciulla Yara. Indicava al momento le tre ipotesi possibili del criminologo: che Yara fosse stata vittima di un pervertito, di una setta satanica o di un rapimento per riscatto o per errore. Spesso Gabriella e Mastronardi si sono scambiate valutazioni e fonti specialmente in riferimento a crimini seriali. La nostra convinzione, che poi fa seguito agli studi di Gabriella condotti sul campo, è che il Mostro per eccellenza si sia rifatto vivo e con il suo solito stile facilmente riconoscibile: quello dell’impunità, dell’evidenza dei comportamenti esibiti, del dosaggio accorto di pubblicità e di silenzi. Su questo non ci sono mai stati dubbi; come si dice, lo aspettavamo al varco; e se non lo anticipavamo era solo perché non vogliamo in alcun modo legarci a lui e alle sue “libere” iniziative. Il Mostro circola liberamente, colpisce premeditatamente, attende, osserva, dirige il dibattito, detta silenzi, recepisce o indovina esigenze, offre unilateralmente la propria esperienza, si coordina sapientemente con gli avvenimenti nel mondo e con le più diverse esigenze rituali.
Ancora una volta proponiamo ai nostri lettori un articolo di Gaetanina Sicari Ruffo, perché la sua indignazione sugli attuali eclatanti fatti di cronaca di questi giorni è esplosa stavolta incontenibile e ci fa intravedere in sistematica attuazione l’umiliazione della donna da parte dell’uomo, imbelle destinatario di tale dono, nel pascersi della svendita di se stessa da parte della donna. Ma come non vedere in contemporanea a far da sfondo le giovani fanciulle innocenti strappate alla vita, proprio in quanto donne, da Mostri antichi e nuovi che ora operano in giro per l’Italia
I recenti fatti dell'inchiesta della procura di Milano hanno rivelato la considerazione in cui è tenuta la donna nel nostro Paese: non la donna “dello schermo”, Beatrice, di nobile sentimento e di grande virtù, di cui parla Dante, oggi così richiesto e universalmente considerato padre della nostra lingua e civiltà, che s'intende onorare nella ricorrenza dell'Unità d'Italia, ma donna oggetto ludico, diversivo, scacciapensieri, donna pupattola, figura di avanspettacolo, di una fiction senza fine che va in onda dal mattino alla sera. D'altronde che i programmi televisivi martellanti quotidianamente sul gusto della licenza morale, del parassitismo, della superficialità e del vuoto più totale avrebbero condotto a questo, bisognava prevederlo. La Tv si è assunta il compito di rieducare le coscienze con la lezione del Grande Fratello, del voyeurismo spinto fino all'indecenza, delle banalità indigeste offerte a colazione, a pranzo ed a cena. Il suo messaggio è prevalentemente osceno e tendenzioso, mira ad addormentare la mente e ad alienare il corpo. Le sue creature sono fantasmi d'un assopimento patologico, il suo linguaggio amorfo e scorretto semina dentro solchi aridi quei denti di drago di cui si diceva qualche tempo fa, a proposito della maga Medea della tragedia greca che così ha fatto vincere il suo Giasone, nella Colchide, con l'astuzia. E poi dicono che i miti sono favole! Contengono la sapienza umana dei secoli passati. Il puparo non è uno solo, ma ormai sono tanti, convinti che questo sia il vero progresso: fingere, divertirsi, stordirsi. Altrimenti non si sentirebbero tanti padri, intervistati, ripetere con convinzione: “Magari fosse mia figlia al posto di quella che trionfa sulla scena!”. Ma vi rendete conto? La vita reale non si distingue più da quella illusoria, è divenuta scena dove si recita la farsa della ricchezza presunta, della onnipresenza, del potere personale, del qualunquismo e dello scherno.
UN NUOVO E CONTINUO OLOCAUSTO Continuano con la scomparsa della fanciulla Yara casuali combinazioni… o vi è dell’altro?
Abbiamo ricevuto ieri una lunga email di un nostro lettore che qui di seguito vi proponiamo perché ci pare contenga elementi che meritano una più approfondita analisi. Infatti le circostanze così dolorose che hanno toccato tante famiglie con un dolore inconsolabile, pensiamo che possano essere osservate anche sotto una visuale che se corrispondesse alla realtà e quindi non fosse solo una successione di casualità o, più ancora, una forzatura dell’autore, ci direbbe in maniera illuminante come il Male assoluto abbia delle sue misteriose centrali da cui si originano a getto continuo terribili progetti devastatori. E in questo caso chi c’è dietro, se c’è? Invitiamo quindi i lettori a provare a rispondere con loro riflessioni. L'autore dell'email ci ha chiesto di non far comparire il proprio nome.
Vado osservando da tempo in occasione di tanti delitti o scomparse di bimbi, ragazzini e ragazze di tutte le età, come spesso, accanto ai particolari più disparati sulla vita dei loro genitori e che già talvolta li estraggono dalla genericità (quali ad esempio l’appartenenza a inusuali gruppi religiosi o altro), il nome stesso delle innocenti vittime e talvolta dei loro fratelli sia di origine ebraica. Quasi che questa attribuzione del nome che avviene alla nascita di ciascuno di noi, costituisca un codice, che innocente involontario e sentimentale per i genitori che lo conferiscono, sia motivo invece di attrazione diabolica per quegli operatori del Male che con le loro misteriose alchimìe raggiungono le nostre vite e i nostri cari quando una involontaria “porta aperta” da un qualsiasi nostro gesto di vita ne consente a loro il passaggio. Proprio come quando un ladro – appunto per un ingresso distrattamente lasciato incustodito – entra furtivo nelle nostre case rubandoci spesso quanto è per noi molto prezioso. Ecco quindi un primo e invero disordinato elenco che ho formato oggi, ma che forse potrebbe essere integrato da chissà quanti altri nomi: Yara Keba Gioele e Natan Gambirasio; Tommaso Onofri; Salvatore Pappalardi; Sarah Scazzi e poi Sabrina e Michele Misseri; Maria Geusa; Samuele e Davide Lorenzi; Elisa Claps; Meredith Kercher, Marta Russo, Simonetta Cesaroni… Si badi bene però che l’osservazione non è soltanto rivolta alla serialità dei nomi che qui appare, poiché infatti assumendo quale presupposto di codice l’origine latina o germanica o araba dei loro nomi, forse troveremmo che attorno a noi innumerevoli altri bimbi o fanciulli o ragazzi scomparsi o uccisi hanno nomi con quest’altra origine. La mia attenzione quindi su tale serialità tutta “ebraica” è stata catturata da un ulteriore particolare loro comune denominatore: e cioè il clamore scoppiato attorno ad ognuno di tali casi e l’esasperante fastidioso ostinato inserimento dei media che espropriano spesso inquirenti, parenti e sacerdoti dei loro ruoli. Con una violenza che persino a Porta a Porta – trasmissione di amplificazione per eccellenza – veniva ieri sera anche da Vespa stigmatizzata! E poi, consentitemi anche questa “divagazione” esagerata, il furioso incendio del Monte Carmelo mi è parso un segno di rivendicazione violenta, “lampante” la scena, fermato poi solo da una provvidenziale pioggia giunta miracolosamente così come al tempo di Elia. Insomma un metodo che sembra echeggiare una sua provenienza da un certo mondo della cultura, da quello dei padroni del linguaggio, del messaggio, della trasmissione e… appunto, dei codici! In tale programma delittuoso, se confermato, apparirebbe quasi un proseguimento o sfruttamento del delitto stesso o l’impostazione di un olocausto di nuovo e altrettanto terribile genere. Il compimento del delitto da parte di altri – ad esempio – è l’occasione di inserimento dello sciacallo iena o avvoltoio che sia, che diviene predatore della vittima esanime per l’invio di un suo messaggio. Un delitto nel delitto. Una sua esasperata consumazione sino all’ultimo brandello. Come il recentissimo caso della povera Sarah, così come si accennava giorni fa in un post, il cui corpo viene, dopo l’assassinio, anche se forse solo a parole, terribilmente violato. Consumazione he oggi parla di olocausto, ma domani in un’altra serialità di nomi o di circostanze o di programmi, invierà un altro messaggio. A molti di voi a leggere tutto questo verrà probabilmente da ridere, ma se provassimo una volta tanto a concederci una pausa nella nostra frenesia di vita? E quindi a riconoscere e a poterci tutelare, come tanto spesso suggerisce Gabriella, tra quanto ci avviene attorno, i segni in codice della presenza e della lotta del Male contro il Bene?
Abbiamo chiesto a Gaetanina Sicari Ruffo, autrice di un assai profondo e documentato saggio “Il voto alle donne - La lunga lotta per il suffragio femminile tra Ottocento e Novecento”, edito recentemente dalla nostra Monde&ditori e con tale opera vincitrice del premio Internazionale Letterario Arché “Anguillara Sabazia Città d’Arte”, di commentare per questa rubrica, alla luce di tanti recenti eventi, cosa sta succedendo nell’universo femminile, e se il lungo cammino delle donne verso la completa parità e dignità nei confronti dell’altro sesso comunque stia procedendo, tra notizie di gossip e politiche (le tante performances di Berlusconi e il caso Carfagna-Mussolini), di cronaca nera (il recente caso di Avetrana e quello già da manuale di Elisa Claps), di curiosità etica e religiosa (la vicenda dei vescovi anglicani che passano tra i cattolici per opposizione verso le donne prete e il caso della prima donna rabbino dopo l’olocausto) e di sofferenza di tante donne eroiche (per tutte la birmana Aung San Suu Kyi). Ed ecco la sua analisi.
A giudicare dall'intenso programma del Festival dell'Eccellenza femminile 2010, tenutosi a Genova, dall'8 al 17 novembre, articolato in tavole rotonde, recitals, performances, mostre, proiezioni, incontri, spettacoli con la partecipazione di autorevoli protagoniste (la scrittrice Dacia Maraini, la sceneggiatrice Susi Cecchi D'Amico, la regista Francesca Comencini, la cantante Teresa De Sio), conclusosi con la I edizione del premio Ipazia (dal nome della sventurata martire pagana del IV sec. d. C. immortalata dal film del regista A. Amenabar) conferito alla danzatrice Carla Fracci, si potrebbe credere già raggiunta una sorta di parità femminile, anzi una supremazia del gentil sesso tutto dedito alla scrittura creativa, all'arte recitativa, all'affascinante combinatoria di musica, spettacolo, cinema e danza. Aspetti tutti lodevolissimi d'un modo di porre all'attenzione con uno scatto d'orgoglio, la condizione femminile contemporanea, perché non si abbia più il cattivo gusto di parlare solo di “veline”, “velone”, donne immagini, accompagnatrici di professione o temporanee.
IL CASO SCAZZI E MISSERI: UNA LETTURA, TUTTA DI FANTASIA E CON GLI OCCHIALI DI GABRIELLA, DI DUE COGNOMI TUTTI AL PLURALE
Ho in tante occasioni commentato per telefono o tramite mail con Gabriella Pasquali Carlizzi tutti quei casi di cronaca che più attraevano la sua attenzione e dai quali molto spesso estraeva chiavi di lettura impensate, ma nei quali pescava anche connessioni davvero coinvolgenti. Talvolta mi è anche capitato di suggerirne a lei qualcuna, ed esserne ascoltato. Dall’11 agosto mi trovo però a lavorare ormai praticamente solo di pura fantasia o di banale realtà, poiché Gabriella non c’è più. E guardandomi attorno mi sembra di non essere il solo. Succede che appena saputo della scomparsa e poi dell’orribile fine ad Avetrana della giovane Sarah Scazzi strangolata, almeno a quanto risulta sino a poco fa secondo il reo confesso omicida e anche sporcaccione zio Michele Misseri, ho cominciato a sentirmi dentro come bombardato da tutto quanto Gabriella era solita dirmi o scrivere nei suoi articoli. Ma vuoi vedere che anche stavolta… Ma vuoi vedere che ha davvero ragione l’avvocato Paolo Franceschetti quando dice che Gabriella ha aperto la sola strada su cui tocca addentrarsi se ci si vuole capire qualcosa…
"Alle nuove generazioni vittime della solitudine interiore in cui sono abbandonate da una società che nell'era del consumismo ha dimenticato il prezioso ruolo dell'educazione ai valori morali, laici e religiosi che sono alla base dell'onestà e del rispetto verso se stessi e verso il prossimo"
Queste parole di Gabriella (tratte dalla dedica del suo romanzo "Meredith Kercher - Un delitto imperfetto") ci paiono il miglior commiato ad amici, lettori ed estimatori: infatti Gabriella Pasquali Carlizzi, dopo lunga malattia, è venuta a mancare questa mattina alle 7.45, nella sua casa di Via Cassia in Roma.
Roma, 11 Agosto 2010
La Redazione de "La Giusta Informazione 2" ringrazia coloro che con i propri interventi hanno sostenuto Gabriella durante la sua malattia e quanti lasceranno su questo spazio un proprio pensiero a lei dedicato.
SABATO 11 SETTEMBRE 2010, IN OCCASIONE DEL TRIGESIMO DELLA SCOMPARSA DI GABRIELLA, I SUOI FAMILIARI ED AMICI HANNO DIFFUSO QUESTO RICORDO CHE QUI DI SEGUITO RIPRODUCIAMO
Gabriella, nel nostro cuore
"La vita è un dono di Dio; ce lo dà per un tempo, dobbiamo poi restituirglielo pieno di buone opere”. Queste, e altre che seguono, le parole con cui iniziava “Insegnamento e vita di Padre Gabriele M. Berardi”, un libro scritto da Gabriella nel 1990 e dedicato al suo direttore spirituale, e che oggi ben si addicono a ricordare proprio lei. Provata dalla sofferenza fin dai primi anni di vita, aveva subito dimostrato anche uno spiccato senso di ribellione che in molte circostanze non l’ha davvero facilitata. Un carattere il suo estremamente volitivo e determinato, come di chi ha davanti a sé un obiettivo preciso ed è pronta ad affrontare qualunque tipo di ostacoli. Ribellione quindi a tutto ciò che avrebbe potuto distrarla dal suo scopo di vita e nello stesso tempo una totale docilità al Signore, alla volontà del Padre. “Spesso sono stata ostacolata in questo cammino già di per sé stesso difficile, ma ogni volta nei momenti di sconforto il Buon Gesù mi ha soccorso, incoraggiandomi con un sorriso dalle mille sembianze. Era sempre Lui, povero, malato, sofferente, disperato, era sempre Lui a chiedermi aiuto e a impedirmi di cedere nella mia missione”. E in effetti Gabriella, alla guida dell’Opera “Padre Gabriele”, si è rivolta a tutte le nuove povertà del mondo d’oggi offrendo prova di coraggio e abnegazione, spesso rischiando molto di persona; improntando quindi la propria vita nel dare ad ogni giorno un senso armoniosamente collegato al piano di Dio, affrontando fatiche ed esperienze che ora, a giusto titolo, sappiamo di poter definire straordinarie. Finanche la sua malattia è stata un percorso d’amore verso gli altri, in continua alternanza e contrappunto di malinconia e di letizia, giacché ben si capiva che Gabriella già ne intravedeva il traguardo. “E così giorno dopo giorno, la mia vita terrena si è conclusa, e quando l’ho raccolta nel calice del mio cuore morente per farne dono al Padre, la Mamma Celeste mi è venuta incontro per accompagnarmi nel mondo dell’eternità. Ora il Signore ascolta continuamente quanto io chiedo per tutti voi, mie amate creature; per voi ricorro alla Sua infinita misericordia, al Suo infinito amore, di cui è intriso il mio insegnamento e il ricordo di me nell’intima preghiera del vostro cuore”.
RIPORTIAMO QUI APPRESSO, ALCUNE PARTI DEL RICORDO DI GABRIELLA PUBBLICATO VENERDI' 13 AGOSTO 2010, DA PAOLO FRANCESCHETTI SUL SUO BLOG (paolofranceshetti.blog- spot.com). AVVOCATO E STUDIOSO CHE, CONOSCIUTA GABRIELLA NEL 2007, NE ERA DIVENUTO SUBITO UN ATTENTO LETTORE E INTERLOCUTORE, TALVOLTA ANCHE ASSAI POLEMICO; MA IN SEGUITO ESTIMATORE E AMICO, ERA ANDATO APPROFONDENDO CON LEI IN INCONTRI, DIBATTITI E CONVEGNI, I TEMI SEMPRE SCOTTANTI E SEMPRE ATTUALI CHE VEDONO UNA CERTA MASSONERIA CON I SUOI SODALI, SERVITORI E FIANCHEGGIATORI COSTANTEMENTE PRESENTE NELLE SUE INNUMEREVOLI MULTIFORMI SEMBIANZE, SIGLE, ESPRESSIONI, MANIFESTAZIONI, RITI, CIRCONVOLUZIONI... DELITTI!
CHI ERA GABRIELLA CARLIZZI
Avrei voluto essere al funerale di Gabriella, ma sono in Germania, troppo distante, e per giunta in moto. Il mio modo di stare accanto a Gabriella sarà quindi quello di scrivere due righe per spiegare la sua figura. Gabriella Carlizzi è un personaggio particolare, controverso, pieno di contraddizioni. Scomoda come nessun altro, ma con meriti che nessun altro ha mai avuto. Lei è, e resterà, un personaggio unico nel panorama del giornalismo investigativo, perché ha cambiato per sempre il mondo del cosiddetto "complottismo"...
... che possa essere un “arrivederci”, nonostante per la scienza dovrei considerarlo un “addio”.
E’ vero, il mio cancro si è aggravato, la massa è aumentata di molto e sono iniziate emorragie dallo stomaco e dallintestino con conseguente anemizzazione….
Alla faccia di questi risultati, io a parte una iniezione di toradol alla sera, non accuso nulla che possa somigliare all’agguato della morte. Continuo a prendere l’Aloe e spero un giorno di poter testimoniare un miracolo.
In questi ultimi sei mesi di convivenza con il cancro, penso di aver avuto il privilegio di comprendere molte realtà che quando si sta bene, tendiamo ad ignorare, forse per amore verso il prossimo, o forse per evitare di mettersi davanti ad uno specchio e dire a te stessa: “Non ti illudere, quello che tu dai con amore e dedizione, nel momento del bisogno non ti sarà restituito, nemmeno da chi dice di amarti…”
Sto vivendo in uno stato di quotidiana solitudine interiore, guardo i volti che mi circondano e dico a me stessa: “Meglio avere il cancro ed essere viva dentro, che somigliare a questi morti viventi”.
A volte mi arrabbio, cerco di scuotere l’inerzia, l’incapacità di chi ha dalla propria parte l’essere buono, mite, e dunque non colpevole…..
Il fatto è che nemmeno in questa tragedia ho visto esaudire i miei desideri di donna. E quando si ha un cancro, chi ci è passato lo sa, emerge più che mai la femminilità, la voglia di lottare e vincere attingendo a quegli strumenti , i soli, capaci di dire al tuo male: “Ora concedimi due ore di spensieratezza, voglio farmi bella, elegante, uscire una sera e rivivere i tempi lontani del piano bar….”
Questi miei pensieri possono apparire sciocchi, eppure oggi la storia ci dimostra che vi sono donne che hanno sconfitto il cancro proprio così, grazie a qualcuno che è stato capace di risvegliare in loro la voglia di vivere.
Non è questo il mio caso, e dunque non so come si concluderà questa esperienza, ormai troppo lunga e logorante, e ripeto, non per il cancro, ma per il sentirmi prigioniera in una gabbia dorata, fatta di silenzi, di omissioni, di tutto quello che non è Gabriella…
Un dono incommensurabile tuttavia può in un certo senso giustificare il mio soffrire dell’anima: sono i miei tre figli, e per loro sarei pronta a ripercorrere una intera vita di dolori inimmaginabili, da quando mi paralizzai subito dopo la mia nascita a tutt’oggi.. e forse domani ancora… se sarò viva.
Quante volte ho pensato di raccontare in un libro la mia storia, e avevo anche cominciato a scriverla in questi mesi, ma poi mi sono resa conto che sarebbe stato un drammatico atto di accusa, e per questo ho preferito distruggere tutto, e cercare di perdonare….
In ogni caso, ringrazio i tantissimi che ogni giorno mi scrivono, scusandomi se non rispondo, ma non sempre ce la faccio, e spero comunque che la vita che ho tanto amato vinca sulla morte con la vita….
Un miracolo….
E in questo senso, a coloro che hanno Fede chiedo di pregare perché io non ceda allo sconforto…