I LIBRI DI GABRIELLA CARLIZZI

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DI PROSSIMA PUBBLICAZIONE

Una finestra nuova, per tutti, aperta sulla strada, sul mondo, ... lontana dai poteri, vicina alla gente, ... curiosa, rispettosa, amica, ... aperta allo scambio, alla battuta, al saluto, alla discussione, alla polemica, ...incline alla pace, ... ansiosa di verità, ...anche provocatoria se necessario, ... puntuale, ... intrigante, ... attesa, ............

Martedì 1 Maggio 2012

IL DOPPIO LAVORO DEGLI ITALIANI
Ovvero il loro segreto miracoloso e salvifico, ma ormai consunto
di Marcelo Mariani


Gli osservatori stranieri, europei ed extracontinentali, sono sempre stati un po’ sorpresi e qualche volta invidiosi dell’operosità italiana, e noi di questo ne siamo stati un bel po’ consapevoli e orgogliosi. Anche perché per tutto il novecento il nostro Paese ha prodotto ogni sorta di eccellenze nei più diversi campi e applicazioni dell’ingegno e della laboriosità. E così è stato sino ad un paio di decenni orsono. Gli stessi osservatori poi sono anche stati sempre curiosi di come questo processo potesse attuarsi con rinnovato successo. Un’operosità e una crescita peraltro alquanto diversa dai modelli orientali, giapponese un tempo e oggi coreano o indiano o cinese, caratterizzati ora da una disciplina ferrea, ora da una massiccia disponibilità di braccia a basso costo. Ma gli stessi occhialuti professori di economia usciti da Harward e da Oxford, sono ad un tempo molto critici verso la nostra tendenza al doppio lavoro, sommerso o nero che lo si voglia chiamare. Ed alla forte incidenza che questo ha avuto sino a qualche tempo fa nella formazione e tenuta della nostra economia. Storcono il naso perché questo non collima con le regole del capitale e della moderna e corretta organizzazione dello stato.
Già, ma loro che ne sanno delle raffinatezze di questo nostro sistema e poi Andreotti, l’unico che potrebbe spiegarle lucidamente, è ormai assai vecchio e stanco, mentre Tremonti, che ne aveva ben compreso il senso, quando è toccato a lui ha cercato di dare al metodo dignità scientifica, come finanza “creativa”.
 

Mercoledì 4 Aprile 2012

IL NUOVO GOVERNO OMBRA IN CORSO DI FORMAZIONE
E’ LA VERA MICIDIALE FORBICE DELL’ECONOMIA ITALIANA
di Marcelo Mariani


Il professor Mario Monti ormai da alcuni mesi va dispiegando provvedimenti su provvedimenti, consigli su consigli, tasse su tasse, volti tutti meritevolmente a sistemare l’economia italiana riallineandola a quelle dei paesi europei e quindi all’economia mondiale. E per far questo ha potuto contare, così come il Cavaliere suo predecessore per circa un ventennio, sulla più vera risorsa del nostro popolo: lo spirito di sacrificio. Un tempo inesauribile. Infatti si sa che in Italia sappiamo cucinare e bene, e come con un chilo di spaghetti e mezzo chilo di pomidori pelati, 20 grammi di olio d’oliva, 10 grammi di sale grosso e fino, cinque foglie di basilico, uno spicchio d’aglio, 5 litri d’acqua e un po’ di gas, costo complessivo 3 euro, riusciamo ad imbandire un pranzo superbo e soddisfacente per quattro persone, due genitori e due figli, il nucleo medio di riferimento. Ricetta questa degli spaghetti poi addirittura con innumerevoli gustose varianti. Moltiplicato per due volte al giorno e per trenta giorni, fa 180 o anche 200 euro mensili se proprio vogliamo aggiungere un po’ di parmigiano grattugiato, un bicchiere di vino in cartone e un pezzo di pane casereccio. Già solo un pezzo, perché il pane più rustico ormai in provincia viaggia oltre i due euro al chilo, quanto se ne consumerebbe al giorno se la linea e il diabete lo consentissero. Badate bene stiamo parlando di sopravvivenza pura. Ma felice!
Quindi oggi c’è ancora spazio per tassare il paziente somaro italiano, che scenderà in piazza inferocito solo quando sarà eroso anche questo dato, per arrivare così alle elezioni politiche in pace sociale con ancora funzionanti (nel senso di disponibili) le tv, i mezzi pubblici, gli uffici politici, la sanità e la polizia.
 

Sabato 18 febbraio 2012

GEMELLI D'ITALIA
di Marcelo Mariani


Il vero affondamento dell’Italia e quindi della Concordia del 13 gennaio sarà ritentato. E tramite loro si tenterà ancora quello dell’Europa. Il nostro Paese va quindi ancorato per tempo a ragioni salde se vuole salvare sé stesso e contribuire davvero decisamente al salvataggio dell’Europa, così come viene chiesto con forza da varie parti del mondo. La metafora della nave prosegue dopo quella dei gemelli e prima ancora della coppia. La Coppia in Italia, a Firenze, e i Gemelli, figli della coppia, negli Stati Uniti, e ora di nuovo in Italia. Il ricordo dell’affondamento dell’altra Concordia del 12 gennaio 1915 (dopo 97 anni), anche qui con varie decine di vittime e arresto del comandante, a pochi mesi dallo scoppio della Grande Guerra e anch’essa nel Tirreno proprio davanti ad “Ostia” – nome che è tutto dire –, così come riportato in un ampio servizio di Repubblica domenica 5 febbraio scorso, fa pensare ad un assai lugubre avvertimento. Ma speriamo che l'inchino al “Giglio” toscano del Tirreno non sia altrettanto infausto per conseguenze mondiali.
 

Mercoledì 18 gennaio 2012

MONTI, COME INDICATO DA NOI A NATALE,
E’ DAVVERO ANDATO AL MARE CON TUTTI E PROPRIO…
A SCHOLA
di Carmelo Maria Carlizzi


Su tv, siti internet, giornali e media d’ogni sorta da qualche giorno si parla giustamente solo della Costa Concordia adagiata, ancora non naufragata del tutto, la notte del 13 gennaio di fronte all’isola del Giglio, all’Argentario. E l’interesse è senza dubbio ben giustificato. Ma un’attenzione simile la si può forse paragonare per varie ragioni a quella dell’11 settembre 2001 con l’attentato alle Torri Gemelle di New York. Anche se fortunatamente con innumerevoli varianti ed esiti assai meno cruenti. Le valutazioni sull’evento sono di tutti i tipi, ma mi piace in particolare fare riferimento al blog di Paolo Franceschetti (www.paolofranceschetti.blogspot.com) dove subito si sono aperte le danze.
Venerdì 13 alle cinque del mattino ho sognato Gabriella, insieme ci tuffavamo da molto in alto e da un bordo imprecisato in un mare azzurro cupo e abbastanza calmo per dirigerci poi a nuoto oltre alcuni scogli vicini alla costa mentre, quasi a ripararci dal mare dopo aver appena raggiunto la terraferma, una barca con su alcuni marinai sfilava fermandosi tra noi e la costa stessa, dove quindi ci rilassavamo all’ombra e riparo di un ponte autostradale ripromettendoci soddisfatti di tornare in quel posto in vacanza per l’estate prossima. Il mare al momento del risveglio mi aveva ricordato quello di un bagno nel corso di un nostro brevissimo soggiorno a Sorrento, mentre i luoghi, la costa, gli scogli, l’atmosfera erano quelli delle nostre ferie estive sempre trascorse all’Argentario. Altri contenuti del sogno devo ancora tutti comprenderli.
Nella notte poi accadeva al largo del Giglio quanto tutti abbiamo potuto conoscere. Ma accostare l’evento della Costa Concordia a Gabriella mi ha consentito, in una sorta di sintonia con lei, di leggere questa circostanza diversamente dal coro dei media o anche di coordinare in un’unica visione fatti diversi già individuati dai diversi osservatori e dai frequentatori sul sito di Paolo.
 

Natale 2011

E’ NATALE! TUTTI AL MASTER… DA MONTI
Per assistere alla sfilata di tutte le massonerie
di Carmelo Maria Carlizzi


Ancora una volta si è riproposto il compromesso storico tra Peppone e Don Camillo che nel nostro Paese sin dall’ultima guerra ha dato sempre buoni risultati.
Il discreto prof. Monti ha infatti così potuto aprire in Italia e non solo una nuova era, invitando d’autorità tutti alla sua schola, e non gratuitamente.
Con ripetute esortazioni e benedizioni papali e della Cei.
Le iscrizioni che si sono automaticamente aperte sono anche obbligatorie, i corsi numerosi e tutti assai ben frequentati, e si svolgono nelle diverse e note aule, parlamentari e d’altro genere.
Tutti a schola di alta Massoneria, ma anche di profondo Esoterismo.
Con corsi riservati di osservazione sui nuovi delitti seriali di Mostruosità, di osservazione critica di attentati Anarchici di nuovo conio che hanno avviato le loro espressioni di sintesi tra annunci e pacchi postali, ma anche di BR con sigle nuove o nostalgiche. Tutti questi tre a dar prova di emulazione e ad osservare le reazioni, l’effetto.
Ma poi a schola di Multinazionali che decidono da altri oceani quel che è giusto o sbagliato in Europa e in Italia.
Di Vaticano che si adegua nella giustizia di tanto in tanto (ma si sa, i suoi tempi sono lunghi) , nella finanza sempre, nella politica pure e quindi giocoforza nell’attuale contingenza anche nelle tasse, dopo il tuffo – se di dialogo o di contrasto non ci è stato ancora detto – con le forze magiche più o meno camuffate nel Benin, patria della magìa nera nascosta, ma anche ufficiale e ben ammantata di cristianesimo.
Di Sindacati nuovamente riuniti così c’è meno confusione.
Di Confindustria subito autocandidatasi prima della classe.
Aspettando tutti senza dirlo ufficialmente, ma di fatto fiduciosi, che la Criminalità organizzata, quella dei trucidi cattivoni, con la sua cospicua percentuale non più occulta di pil, dia il suo valido contributo – quello finanziario beninteso –, e stavolta nella giusta direzione dopo le lezioni private in corso con i bidelli che conducono a studiare per le orecchie in galera i loro capi e fiancheggiatori perché chi vuole conservare le orecchie per intendere, intenda.
 

Sabato 19 Novembre 2011

Un Giorgio e tre super Mario salveranno il Paese?
Dall’11.11.11 verso dove andremo?
di Marcelo Mariani


Chi aveva dubbi sulla schola di appartenenza del cavaliere, ora può toglierseli. Di nuovo il nostro, ad una dignitosa uscita di scena anche se temporanea, ne ha preferito una istantanea, ma con rientro altrettanto veloce. Uscito e rientrato subito per far disperare Napolitano e il popolo italiano, e compiacere Di Pietro che in maniera colorita lo aveva previsto: “ma vuoi vedere che questo rientra dalla finestra…”. E disilludere quanti del suo partito si stavano già sciogliendo in varie direzioni richiamandoli perentoriamente all’ordine, nonché fare una pernacchia a quei suoi generali che stavano inquadrando le rispettive divisioni pronti a marciare verso il centro e verso destra.
Il nostro infatti non ci sta, ormai è chiaro, e con lui gli alleati e peones del mondo affaristico si sono accorti che gli venivano togliendo la sedia da sotto, e che quindi sono corsi dal loro papi a piangere e giurare fedeltà, a implorare un’indicazione contro lo straniero che pretende di dettare legge in casa nostra.
Ormai sappiamo tutti che Draghi è espressione della finanza (ma guarda un po’, pensavamo venisse dalle sale operatorie), che Monti è anche lui espressione della finanza (anche qui siamo davvero sorpresi), così come Balotelli è una nuova espressione della nazionale di calcio che l’altra sera, venerdì 11, ha segnato un gol, agevolato un secondo e per poco un terzo.
Ma anche Monti venerdì 11 ha segnato il suo ingresso al Senato e per Draghi hanno parlato migliaia di studenti “draghi indignati e ribelli” venerdì 11 a Roma, Milano, Bologna, Pisa, Venezia, Napoli.
Tutti nel giorno dei grandi uno. Ma anche del 3.
 

Sabato 22 Ottobre 2011

IL GRANDE INGANNO - UN GRANDE VUOTO DA COLMARE SUBITO
Un’intera generazione è vissuta compressa nell’ombra, ma ora va liberando enormi energie
di Marcelo Mariani (fotografie di Micheal Rahija)

Giorno dopo giorno si è prodotto un gigantesco vuoto nel tempo dei nostri giovani, nella loro vita e in quella che sarà la loro memoria. Ed ora che ce ne siamo accorti tutti, giovani e meno giovani, genitori e nonni, rimane poco tempo per correre ai ripari. Ma anche le idee sono poche, e praticamente nulla è la buona volontà e la capacità di chi detiene i poteri in questa nostra società un tempo democratica. Videogiochi, calcetto, discoteche, palestre, piscine, internet, università… hanno scandito le ore della giornata dei nostri ragazzi, nei quali però in innumerevoli casi non è avanzato un progetto di vita. E non per loro colpa. Intanto sono comunque avanzati nell’età, mentre i più giovani di loro iniziano da poco ad avanzare e nella stessa incertezza.
Matrimonio, figli, casa e lavoro che sino a pochi anni orsono erano mete subito da raggiungere e che già delineavano limiti, responsabilità e prerogative per ogni giovane che così diveniva a tutti gli effetti un cittadino completo, ora sono mete che paiono non interessare e comunque non auspicabili nell’impossibilità della loro gestione, privi i giovani come sono, e molti lo saranno per chissà quanto tempo, di un lavoro stabile.
 
Venerdì 30 Settembre 2011
MIRACOLI D'ITALIA
“Meredith Kercher: un delitto imperfetto” La magistratura riuscirà ad esprimere una sentenza salomonica o scontenterà comunque qualcuno?
di Marcelo Mariani

A Perugia a far da luce perenne subito dopo il caso Narducci, ecco che si attacca un nuovo vagone al lungo treno seriale, il delitto di Meredith Kercher, (la zucca illuminata con le ruote in un cartoon), che vede tra i viaggiatori alcuni dei protagonisti già sperimentati: giornalisti, inquirenti, avvocati e semplici curiosi o studiosi. Tra questa gente non poteva mancare Gabriella Carlizzi, la signora da sempre appassionata ad ogni giallo che si verifica con modalità inusuali, e che al caso ha dedicato nel 2008 un suo saggio oggi di particolare attualità.
Ora che i protagonisti, pubblica accusa, parti civili e difesa hanno ciascuno espresso le proprie certezze, la parola è passata alla giuria che tra qualche giorno esprimerà la sentenza verso i due giovani, Amanda e Raffaele, rimasti da giudicare dopo Rudy, già riconosciuto e riconosciutosi in qualche modo e per alcuni aspetti presente sulla scena del delitto assieme agli altri due.
Certo sarà dura per chi dovrà decidere il non avere davanti agli occhi i volti di questi due giovani, che stanno maturando già da anni in carcere esperienze di vita a loro modo uniche attorno alla consapevolezza di quanto realmente accadde in quella casetta nella notte delle streghe. In ambedue i giovani nelle immagini televisive mai una reazione, un gesto di ribellione, un grido, ma sempre tanta evidente docilità e umiltà, nessuna fierezza tra gli agenti che forse inutilmente li tengono d’occhio e stretti, mentre procedono dal cellulare al loro posto in aula come due agnelli nemmeno belanti, con lo stesso sguardo sperduto, le stesse pieghe alla bocca quando accennano a qualche sorriso di saluto che però non si apre mai del tutto, quasi due gemelli di una storia vissuta assieme. Due asinelli tra i suoni.
Ma sarà altrettanto dura per i giurati non avere davanti agli occhi il sorriso della gioventù di Meredith, una ragazza che viveva i suoi anni come tanti coetanei nella città della cioccolata, capoluogo di una regione di grandi santi che hanno segnato secoli di ascetismo e spiritualità per l’intera umanità. Perugia come Firenze città d’arte e di cultura e di storia e di giovani, ma anch’essa terra di massoneria e di Mostri.
Nel pentolone delle streghe di Halloween il Mostro con gli amici Mostri nel preparare il brodo hanno gettato e mescolato di tutto: gioventù, sesso, amore, rivalità, sogni… e poi condito con droga – quanto basta a stordire visto che c’è la gioventù – e insaporito ulteriormente con giochetti e scherzetti, ma la carne che hanno messo a cuocere l’hanno scelta per bene al mercato. Una coppia di giovani bianchi, un giovane nero e una giovane di colore misto, già, proprio come Meredith. I nostri giovani anche qui come per tutta Italia usati, singolarmente o a coppia.
 
Sabato 10 Settembre 2011
11 SETTEMBRE 2011 – LE TORRI D’ITALIA
di Marcelo Mariani

Ricorre il decimo anniversario dell’attentato alle Due Torri e in molti Paesi si stanno svolgendo o si preparano commemorazioni, mentre su tutti i media sono già iniziati approfondimenti di grande valore e significato. Anche su questo sito l’11 maggio scorso in occasione dell’eliminazione di Bin Laden, con un articolato commento abbiamo ricordato questa pagina così dolorosa della storia degli Stati Uniti. Pensando oggi a tale avvenimento voglio qui attirare l’attenzione dei lettori sulle conseguenze che invece non ha avuto in Italia, quanto meno a livello di riflessione, questo decennio di grandi cambiamenti della politica internazionale.
E mi spiego. L’abbattimento delle Due Torri, simbolo degli Stati Uniti visti allora come la maggiore potenza mondiale, indica l’evento storico che più d’ogni altro ha segnato il nuovo tempo nel passaggio del secolo, quello dell’avanzamento impetuoso sulla scena mondiale della Cina, ma anche di Russia, India e Brasile, il cosiddetto BRIC e dietro di loro a seguire delle nuove potenze minori asiatiche e dell’America del Sud e di molti paesi Arabi. Ma sono alle porte altri paesi dell’Africa, dell’Asia e del Centro America, e solo numerosi stati dell’Africa e paesi Arabi dell’Asia, possono ancora essere classificati con l’espressione un po’ antistorica di Terzo Mondo. Questi non fanno ancora numero nei listini di borsa se non indirettamente, pur essendo determinanti quale luogo di residuo scontro anche cruento tra potenze per la gestione delle ricchezze del loro sottosuolo.
Il cosiddetto villaggio globale è in pieno fermento come non mai da duemila anni e può essere paragonato ai villaggi del far west con sceriffi, giacche azzurre, indiani, saloon, scontri a fuoco, esecuzioni sommarie e treni sbuffanti che ogni giorno scaricano gente nuova.
 
11 Agosto 2010 - 11 Agosto 2011
RICORDO DI GABRIELLA CARLIZZI
di Carmelo Maria Carlizzi

Ad un anno dalla scomparsa di Gabriella Carlizzi, l’11 agosto del 2010, voglio qui raccontare a quanti le hanno voluto bene o che l’hanno apprezzata, o che hanno solo sentito parlare di lei, chi è stata davvero Gabriella e cosa di lei vive tutt’oggi, e quel che sono certo vivrà di lei nel senso più completo della parola e molto a lungo. Proponendo questa sintesi inedita del suo intenso percorso di vita, sento che è pure arrivato il momento di testimoniare quegli aspetti, assai poco noti, che hanno costituito non solo la molla di tutto il suo agire, ma anche la vera ragione delle tante persecuzioni patite sul piano giudiziario e, ancor più, su quello spirituale in senso stretto. Naturalmente mi riferisco alla Gabriella così come conosciuta al pubblico e di cui ci si può iniziare ad informare andando qua e là sul nuovo sito in allestimento www.gabriellapasqualicarlizzi.net e su quelli collegati.
La data che segna una svolta radicale della sua vita, sino allora in tutto accomunabile a quella di ogni giovane donna sposata e madre, è la scomparsa del suo direttore spirituale Padre Gabriele Maria Berardi dell’Ordine dei Servi di Maria, avvenuta il 22 novembre 1984, e questo per una serie di ragioni diverse tra loro.
Padre Gabriele, sacerdote popolarissimo anche in ambito nazionale, noto come il Padre Pio di Roma e come lui in possesso di doni spirituali e carismi elevatissimi (profezia, esorcismo, confessione, guarigione, introspezione dei cuori, bilocazione, imposizione delle mani, …), esorcista autorevolissimo riconosciuto dal Vicariato di Roma, aveva promosso sin dal 1961 un’opera di beneficenza ai poveri che negli anni aveva poi consolidato sotto forma di associazione laica denominata Associazione fra i Volontari della Carità. Padre Gabriele in vita aveva guidato spiritualmente, come innumerevoli altri fedeli, anche la nostra famiglia, sin dal suo nascere, gratificandoci con la sua preghiera di intercessione di speciali favori e talmente eccezionali da legarci per sempre a lui per riconoscenza.
 

 

Mercoledì 11 Luglio 2011
ELISA CLAPS, UN CASO DA DISATTIVARE
di Marcelo Mariani

Quasi come a voler ricordare che tra un mese esatto è un anno che Gabriella Carlizzi è scomparsa, ecco che nell’ultimo semestre una serie di delitti, tutti di donne, ufficialmente vanno a soluzione o conoscono un impulso significativo: Simonetta Cesaroni, Serena Mollicone, Alberica Filo Della Torre, Meredith Kercher, Sarah Scazzi, Melania Rea, Elisa Claps…
Ma è proprio quest’ultimo caso, che mi fornisce lo spunto per alcune riflessioni riprese dai commenti pervenuti su questo blog. Il parroco Don Marcello Cozzi al funerale della Claps ha avuto parole forti e coraggiose: "Elisa è un fiore reciso che qualcuno ha lasciato marcire in un angolo" e la verità "è stata oggetto di baratto", poi ha chiesto ancora nella sua omelia di “togliere il macigno di menzogne”… Qual’è il mistero e quale il baratto, si chiede quindi l’autore del commento.
L’arcivescovo emerito di Potenza Ennio Appignanesi - e non da solo per rimanere nell’ambito ecclesiastico, così come il parroco appena citato - ha sempre sostenuto che Danilo Restivo figlio del potente Maurizio Restivo e nipote dell’allor più potente ministro democristiano Franco Restivo sia stato protetto dalle logge massoniche di appartenenza. E di qui parebbe comprensibile e consequenziale il suo trasferimento a Londra dove ha potuto di certo ripararsi all’ombra di una cupola tutta speciale.
Così come in un angolo oscuro della basilica della Santissima Trinità a Potenza veniva contemporaneamente “riparata” la fanciulla Elisa. Diciotto anni di respiro per il giovane Restivo che appena “lasciata” Elisa si era trattenuto per un po’ “in chiesa a pregare” e poi con calma farà le valige verso la sua nuova patria a godersi complessivamente ben diciotto anni di tranquillità e di cui alcuni da sposato. Che sarebbero stati anche di più se non fosse che non resistendo alle sue pulsioni si macchiava anche dell’assassinio di Heather Barnett; e ora pare sospettato di un terzo e addirittura di un quarto omicidio, sempre di donne.
 
Mercoledì 22 Giugno 2011
CODICE “ODIO”
di Marcelo Mariani

La vittoria dei Sì nei quattro referendum sta delineando tutta una nuova fase di cambiamenti e in diversi campi. Naturalmente la principale osservazione va al quadro politico dove accanto ai festeggiamenti del centrosinistra si rileva il curioso pacato realismo della destra. Quasi un soffuso terrore che si scoperchino uno dopo l’altro le pentole del malgoverno. Le mazzate inferte alla destra, Lega compresa, in effetti sono state due se si considera quella delle amministrative in varie importanti città di pochi giorni prima. Questa realtà ha liberato dagli oscuri ma ben elevati centri del vero potere una rapida presa d’atto che si è espressa intanto nella consegna alla magistratura di tutta quella rete di potenti che per quindici anni hanno fatto man bassa, ma sarebbe meglio dire “carne di porco” tra appalti, banche, commesse, incarichi, posti… e dando il via libera ad inchieste che hanno messo le mani su miliardi di euro di ruberie, ad ogni livello e in ogni luogo del sottogoverno specialmente della destra. Sembrerebbe facile quindi osservare: “ecco cos’è successo in tutto questo tempo”. Da un lato l’ottimo Tremonti ha giocato le sue tre carte della furbizia finanziaria: uno, utilizzando i risparmi di tre generazioni del dopoguerra che hanno finanziato il bilancio quotidiano delle famiglie e consentito ancora ai giovani di avere grazie a genitori e nonni casa cibo e denari da spendere in videogiochi canne e discoteche; due, non sottraendo quindi al bilancio pubblico quelle risorse che sono così potute andare a saziare gli appetiti dei ladri che oggi cominciano ad essere smascherati cioè quelle che avrebbero dovuto essere destinate agli investimenti produttivi; tre, consentendo al sistema bancario di consolidare avidità e metodi di cui poi andare orgogliosi a livello internazionale.
 
Giovedì 2 Giugno 2011
THE TREE OF LIFE
(L’albero della vita)
ma dopo il Giappone forse è il turno della Germania
di Marcelo Mariani

Stefano, un assiduo commentatore nel nostro sito ci ha scritto nei giorni scorsi: “Consiglio a tutti di cuore di andarsi a vedere The tree of life, è un film meraviglioso che nella sua durata, cancella ogni empietà di questo mondo aprendo gli occhi e mettendo a nudo tutta la bellezza del creato, rose rosse, lobby e cattiverie verie, appaiono come nuvole nere, che hanno al massimo la forza di una debole pioggia. Non saprei trovare le parole giuste per descrivere questo capolavoro, ma posso dire con certezza, che anche all'ateo più incallito verrebbe qualche dubbio sulla sua origine e sull'origine del mondo”. Parole bellissime. Andrò anch’io a vedere questo film che ha suscitato l’entusiastica commozione di Stefano, intanto basta quanto dice per farci riflettere e molto. Ma questo mondo meraviglioso che pur a tratti e in tanti punti del globo ancora c’è, e dove la bellezza si vede, si tocca, si aspira e ti avvolge, purtroppo da meno di cent’anni, anzi dalla prima esplosione nucleare ha visto datato nell’uomo l’annullamento della serena e complice sottomissione al Creato.
 
Mercoledì 11 Maggio 2011
IL MONDO DOPO BIN LADEN E LE DUE TORRI
di Marcelo Mariani

Lo scontro fra i diversi poteri sovranazionali si preannuncia durissimo e non incruento, e di un genere che va di continuo sempre più aggiornandosi. Un assaggio ed un inizio lo abbiamo avuto in questi giorni con l’eliminazione di Bin Laden da parte delle forze speciali Usa che sono andate a prenderselo in casa altrui, e senza tante storie. Quattro elicotteri che arrivano passando vicino ad un’accademia militare di un Paese fortemente militarizzato, e che per circa un’ora roteano sopra il rifugio di Bin Laden, non è ovviamente un’operazione proprio segreta, né nella sua preparazione né nella sua assordante attuazione. Un Paese che ha 415 aerei da combattimento, 2.500 carri armati e circa 50 testate nucleari, ma un paio di radar funzionanti anche se magari di vecchio tipo li dovrà pur avere o no? Quanto meno al corpo di guardia dell’accademia si saranno svegliati e qualche soldato si sarà pure allertato oppure dovevano quel giorno proprio dormire.
Poi, dopo averlo portato vivo o morto su una loro portaerei, lo avrebbero “seppellito” in mare.
 

Mercoledì 27 Aprile 2011

UN RITORNO ANNUNCIATO
di Marcelo Mariani

Nei giorni di Pasqua numerosi delitti e fatti hanno reso la cronaca meno lieta di come avrebbe dovuto: la donna napoletana uccisa misteriosamente ad Ascoli, il bimbo che è caduto dalla finestra a Roma, i due carabinieri aggrediti da alcuni ragazzi e di cui uno è in fin di vita, la giovane donna che muore banalmente e prima di partorire due gemelli, un dirottatore sul volo Alitalia Parigi-Roma, e poi accoltellamenti di giovani, violenze su una bimba da parte di un ragazzino, violenze su ragazze straniere da parte dei parenti perché colpevoli di volere una vita normale come tutti i giovani…
E poi, inaspettata visto il periodo particolare, ancora la cacciata dei rom dai loro campi di stracci nella capitale, vera pulizia di Pasqua, perché non si venga a dire che la decisione è stata casuale.
E infine ha attirato parecchio l’attenzione la – vogliamo dirlo – un po’… imbarazzata e forzata “accoglienza” degli stessi lì per lì avvenuta nella Basilica di S. Paolo, territorio del Vaticano. Anche se poi comunque risolta cristianamente ospitando quei rom in altre strutture cattoliche.
 

 

Martedì 5 Aprile 2011
ULTIMO AVVERTIMENTO DI UN CILIEGIO PRIMA DI SFIORIRE
di Wataru Matsura

In passato bastava che un’aquila volasse in una certa direzione sulle teste dei soldati romani per distoglierli da un’impresa militare che, a giudicare dai simboli del Fato – che loro sapevano leggere bene – li illuminava con provvidenziali segnali scritti nelle coincidenze.
I genitori di ogni tempo si sono sempre premurati di avvertire e mettere in guardia i figli contro i lupi in agguato e contro le prese della corrente, contro i coltelli, e contro le caramelle offerte dagli sconosciuti.
Anche un uomo primitivo sapeva che il fungo colorato ed invitante, l’amanita falloide, quella in cui i Puffi costruivano le loro pittoresche abitazioni, era causa di un sonno eterno, ma non come quello di Biancaneve con teca di vetro e bellezza preservata in eterno, bensì orrendo e livido come solo la morte può essere.
Tuttavia sussistono strenuamente, in tutta normalità, gli irriducibili aficionados dell’atomo, del colorante artificiale, del disboscamento felice, della scalata sociale e del “freghiamocene dell’avvenire degli altri”, come ci insegna gran parte della classe al potere. Del resto cosa ci aspettavamo? Il loro motto è semplice: “Se qualcosa sale, qualche altra deve scendere!”, ed è chiarissimo come il sopruso e la legge della giungla siano il loro quintessenziale concetto di Evoluzione.
Ma veniamo alla mia gente, che è anche la vostra gente. Per capirlo basta solo chiudere gli occhi e dimenticare il colore della pelle e gli occhi a mandorla. Il dolore e le lacrime sono esattamente gli stessi, ed il senso di perdita dell’Aquila è simile a quello che ora provano a Fukushima. Città rase al suolo dalla potenza della natura.
 

Venerdì 25 Marzo 2011

DI TERREMOTO IN TERREMOTO, DI CAMMELLIERE IN CAVALIERE E DI SARAH IN YARA
di Marcelo Mariani

La sensazione che si ricava da quanto sta accadendo oggi nel mondo è non tanto di confusione, ma di indeterminazione ed incertezza, sul da farsi per chi governa e sul futuro per noi comuni mortali. Non si sa bene come leggere i diversi avvenimenti. Infatti questi dominano la nostra giornata togliendo chiarezza a quanto ciascuno di noi pur deve esplicare. Il villaggio globale su cui sembravamo tutti d’accordo quale realtà attualmente condivisibile è saltato per lasciarne intravedere vagamente la formazione di un altro. I punti di riferimento appena ricostituitisi paiono già essere venuti meno.
I paesi arabi sono tutti in gran fermento per le manifestazioni che ne stanno destabilizzando i diversi governi, siano essi dittature o monarchie dal pugno più o meno pesante. Ma sommovimenti di uguale prossimo fragore sono in ebollizione altrove, ovunque.
Le economie di tutti i paesi che già stentavano a trovare una accettabile stabilizzazione, tra crisi petrolifera indotta e terremoto giapponese, sono ora di nuovo nella necessità di individuare orientamenti e metodi ancora una volta del tutto nuovi.
 
Domenica 27 Febbraio 2011
CHI L’AVREBBE DETTO… ANCHE IL TERREMOTO!
di Marcelo Mariani

La scena internazionale è da alcuni giorni occupata in particolare da tre vicende: il terremoto che ha colpito la Nuova Zelanda, la serie di rivolgimenti nei paesi arabi e musulmani e … la persistenza al governo del nostro Cavaliere.

Partendo dall’ultima dobbiamo dare atto al capo del Governo che è solo grazie a lui e alle sue iniziative se l’Italia è al centro dell’interesse mondiale. Nemmeno il Papa riesce ultimamente ad attirare tanta attenzione pur avendo quale fonte di ispirazione e di spunti etici a portata di mano la beatificazione di Giovanni Paolo II; anzi pare che tutti gli esponenti della Chiesa che dovrebbero essere delegati come d’uso per richiami e tirate d’orecchie, vadano invece defilandosi, preferendo anch’essi il ricorso a percorsi riservati, a svicolare, a sistemarsi le sottane, a tentare di disporre diversamente le carte, anziché – come si suol dire – “prendere il toro per le corna” (in verità lui si è definito un torero).

 
Domenica 27 Febbraio 2011

YARA GAMBIRASIO E SARAH SCAZZI
di Marcelo Mariani

Ho letto alcune considerazioni di Vincenzo Mastronardi riportate dall’AGI a seguito del ritrovamento nel pomeriggio di sabato 26 del corpo senza vita della fanciulla Yara. Indicava al momento le tre ipotesi possibili del criminologo: che Yara fosse stata vittima di un pervertito, di una setta satanica o di un rapimento per riscatto o per errore.
Spesso Gabriella e Mastronardi si sono scambiate valutazioni e fonti specialmente in riferimento a crimini seriali.
La nostra convinzione, che poi fa seguito agli studi di Gabriella condotti sul campo, è che il Mostro per eccellenza si sia rifatto vivo e con il suo solito stile facilmente riconoscibile: quello dell’impunità, dell’evidenza dei comportamenti esibiti, del dosaggio accorto di pubblicità e di silenzi.
Su questo non ci sono mai stati dubbi; come si dice, lo aspettavamo al varco; e se non lo anticipavamo era solo perché non vogliamo in alcun modo legarci a lui e alle sue “libere” iniziative. Il Mostro circola liberamente, colpisce premeditatamente, attende, osserva, dirige il dibattito, detta silenzi, recepisce o indovina esigenze, offre unilateralmente la propria esperienza, si coordina sapientemente con gli avvenimenti nel mondo e con le più diverse esigenze rituali.

 
Domenica 23 Gennaio 2011

ANCORA UNA VOLTA LE DONNE ALLA BERLINA
di Gaetanina Sicari Ruffo

Ancora una volta proponiamo ai nostri lettori un articolo di Gaetanina Sicari Ruffo, perché la sua indignazione sugli attuali eclatanti fatti di cronaca di questi giorni è esplosa stavolta incontenibile e ci fa intravedere in sistematica attuazione l’umiliazione della donna da parte dell’uomo, imbelle destinatario di tale dono, nel pascersi della svendita di se stessa da parte della donna.
Ma come non vedere in contemporanea a far da sfondo le giovani fanciulle innocenti strappate alla vita, proprio in quanto donne, da Mostri antichi e nuovi che ora operano in giro per l’Italia

I recenti fatti dell'inchiesta della procura di Milano hanno rivelato la considerazione in cui è tenuta la donna nel nostro Paese: non la donna “dello schermo”, Beatrice, di nobile sentimento e di grande virtù, di cui parla Dante, oggi così richiesto e universalmente considerato padre della nostra lingua e civiltà, che s'intende onorare nella ricorrenza dell'Unità d'Italia, ma donna oggetto ludico, diversivo, scacciapensieri, donna pupattola, figura di avanspettacolo, di una fiction senza fine che va in onda dal mattino alla sera.
D'altronde che i programmi televisivi martellanti quotidianamente sul gusto della licenza morale, del parassitismo, della superficialità e del vuoto più totale avrebbero condotto a questo, bisognava prevederlo. La Tv si è assunta il compito di rieducare le coscienze con la lezione del Grande Fratello, del voyeurismo spinto fino all'indecenza, delle banalità indigeste offerte a colazione, a pranzo ed a cena. Il suo messaggio è prevalentemente osceno e tendenzioso, mira ad addormentare la mente e ad alienare il corpo. Le sue creature sono fantasmi d'un assopimento patologico, il suo linguaggio amorfo e scorretto semina dentro solchi aridi quei denti di drago di cui si diceva qualche tempo fa, a proposito della maga Medea della tragedia greca che così ha fatto vincere il suo Giasone, nella Colchide, con l'astuzia. E poi dicono che i miti sono favole! Contengono la sapienza umana dei secoli passati.
Il puparo non è uno solo, ma ormai sono tanti, convinti che questo sia il vero progresso: fingere, divertirsi, stordirsi. Altrimenti non si sentirebbero tanti padri, intervistati, ripetere con convinzione: “Magari fosse mia figlia al posto di quella che trionfa sulla scena!”. Ma vi rendete conto? La vita reale non si distingue più da quella illusoria, è divenuta scena dove si recita la farsa della ricchezza presunta, della onnipresenza, del potere personale, del qualunquismo e dello scherno.

 
Mercoledì 8 Dicembre 2010

 

UN NUOVO E CONTINUO OLOCAUSTO
Continuano con la scomparsa della fanciulla Yara casuali combinazioni…
o vi è dell’altro?

Abbiamo ricevuto ieri una lunga email di un nostro lettore che qui di seguito vi proponiamo perché ci pare contenga elementi che meritano una più approfondita analisi.
Infatti le circostanze così dolorose che hanno toccato tante famiglie con un dolore inconsolabile, pensiamo che possano essere osservate anche sotto una visuale che se corrispondesse alla realtà e quindi non fosse solo una successione di casualità o, più ancora, una forzatura dell’autore, ci direbbe in maniera illuminante come il Male assoluto abbia delle sue misteriose centrali da cui si originano a getto continuo terribili progetti devastatori.
E in questo caso chi c’è dietro, se c’è? Invitiamo quindi i lettori a provare a rispondere con loro riflessioni.
L'autore dell'email ci ha chiesto di non far comparire il proprio nome.

Vado osservando da tempo in occasione di tanti delitti o scomparse di bimbi, ragazzini e ragazze di tutte le età, come spesso, accanto ai particolari più disparati sulla vita dei loro genitori e che già talvolta li estraggono dalla genericità (quali ad esempio l’appartenenza a inusuali gruppi religiosi o altro), il nome stesso delle innocenti vittime e talvolta dei loro fratelli sia di origine ebraica. Quasi che questa attribuzione del nome che avviene alla nascita di ciascuno di noi, costituisca un codice, che innocente involontario e sentimentale per i genitori che lo conferiscono, sia motivo invece di attrazione diabolica per quegli operatori del Male che con le loro misteriose alchimìe raggiungono le nostre vite e i nostri cari quando una involontaria “porta aperta” da un qualsiasi nostro gesto di vita ne consente a loro il passaggio. Proprio come quando un ladro – appunto per un ingresso distrattamente lasciato incustodito – entra furtivo nelle nostre case rubandoci spesso quanto è per noi molto prezioso.
Ecco quindi un primo e invero disordinato elenco che ho formato oggi, ma che forse potrebbe essere integrato da chissà quanti altri nomi:
Yara Keba Gioele e Natan Gambirasio; Tommaso Onofri; Salvatore Pappalardi; Sarah Scazzi e poi Sabrina e Michele Misseri; Maria Geusa; Samuele e Davide Lorenzi; Elisa Claps; Meredith Kercher, Marta Russo, Simonetta Cesaroni…
Si badi bene però che l’osservazione non è soltanto rivolta alla serialità dei nomi che qui appare, poiché infatti assumendo quale presupposto di codice l’origine latina o germanica o araba dei loro nomi, forse troveremmo che attorno a noi innumerevoli altri bimbi o fanciulli o ragazzi scomparsi o uccisi hanno nomi con quest’altra origine.
La mia attenzione quindi su tale serialità tutta “ebraica” è stata catturata da un ulteriore particolare loro comune denominatore: e cioè il clamore scoppiato attorno ad ognuno di tali casi e l’esasperante fastidioso ostinato inserimento dei media che espropriano spesso inquirenti, parenti e sacerdoti dei loro ruoli.
Con una violenza che persino a Porta a Porta – trasmissione di amplificazione per eccellenza – veniva ieri sera anche da Vespa stigmatizzata!
E poi, consentitemi anche questa “divagazione” esagerata, il furioso incendio del Monte Carmelo mi è parso un segno di rivendicazione violenta, “lampante” la scena, fermato poi solo da una provvidenziale pioggia giunta miracolosamente così come al tempo di Elia.
Insomma un metodo che sembra echeggiare una sua provenienza da un certo mondo della cultura, da quello dei padroni del linguaggio, del messaggio, della trasmissione e… appunto, dei codici! In tale programma delittuoso, se confermato, apparirebbe quasi un proseguimento o sfruttamento del delitto stesso o l’impostazione di un olocausto di nuovo e altrettanto terribile genere.
Il compimento del delitto da parte di altri – ad esempio – è l’occasione di inserimento dello sciacallo iena o avvoltoio che sia, che diviene predatore della vittima esanime per l’invio di un suo messaggio. Un delitto nel delitto. Una sua esasperata consumazione sino all’ultimo brandello.
Come il recentissimo caso della povera Sarah, così come si accennava giorni fa in un post, il cui corpo viene, dopo l’assassinio, anche se forse solo a parole, terribilmente violato. Consumazione he oggi parla di olocausto, ma domani in un’altra serialità di nomi o di circostanze o di programmi, invierà un altro messaggio.
A molti di voi a leggere tutto questo verrà probabilmente da ridere, ma se provassimo una volta tanto a concederci una pausa nella nostra frenesia di vita? E quindi a riconoscere e a poterci tutelare, come tanto spesso suggerisce Gabriella, tra quanto ci avviene attorno, i segni in codice della presenza e della lotta del Male contro il Bene?

 
Domenica 28 Novembre 2010

 

UN MONDO DI CONTRADDIZIONI
di Gaetanina Sicari Ruffo

Abbiamo chiesto a Gaetanina Sicari Ruffo, autrice di un assai profondo e documentato saggio “Il voto alle donne - La lunga lotta per il suffragio femminile tra Ottocento e Novecento”, edito recentemente dalla nostra Monde&ditori e con tale opera vincitrice del premio Internazionale Letterario Arché “Anguillara Sabazia Città d’Arte”, di commentare per questa rubrica, alla luce di tanti recenti eventi, cosa sta succedendo nell’universo femminile, e se il lungo cammino delle donne verso la completa parità e dignità nei confronti dell’altro sesso comunque stia procedendo, tra notizie di gossip e politiche (le tante performances di Berlusconi e il caso Carfagna-Mussolini), di cronaca nera (il recente caso di Avetrana e quello già da manuale di Elisa Claps), di curiosità etica e religiosa (la vicenda dei vescovi anglicani che passano tra i cattolici per opposizione verso le donne prete e il caso della prima donna rabbino dopo l’olocausto) e di sofferenza di tante donne eroiche (per tutte la birmana Aung San Suu Kyi). Ed ecco la sua analisi.

A giudicare dall'intenso programma del Festival dell'Eccellenza femminile 2010, tenutosi a Genova, dall'8 al 17 novembre, articolato in tavole rotonde, recitals, performances, mostre, proiezioni, incontri, spettacoli con la partecipazione di autorevoli protagoniste (la scrittrice Dacia Maraini, la sceneggiatrice Susi Cecchi D'Amico, la regista Francesca Comencini, la cantante Teresa De Sio), conclusosi con la I edizione del premio Ipazia (dal nome della sventurata martire pagana del IV sec. d. C. immortalata dal film del regista A. Amenabar) conferito alla danzatrice Carla Fracci, si potrebbe credere già raggiunta una sorta di parità femminile, anzi una supremazia del gentil sesso tutto dedito alla scrittura creativa, all'arte recitativa, all'affascinante combinatoria di musica, spettacolo, cinema e danza. Aspetti tutti lodevolissimi d'un modo di porre all'attenzione con uno scatto d'orgoglio, la condizione femminile contemporanea, perché non si abbia più il cattivo gusto di parlare solo di “veline”, “velone”, donne immagini, accompagnatrici di professione o temporanee.

 
Marcelo Mariani - Lunedì 25 Ottobre 2010

 

IL CASO SCAZZI E MISSERI: UNA LETTURA, TUTTA DI FANTASIA E CON GLI OCCHIALI DI GABRIELLA, DI DUE COGNOMI TUTTI AL PLURALE

Ho in tante occasioni commentato per telefono o tramite mail con Gabriella Pasquali Carlizzi tutti quei casi di cronaca che più attraevano la sua attenzione e dai quali molto spesso estraeva chiavi di lettura impensate, ma nei quali pescava anche connessioni davvero coinvolgenti.
Talvolta mi è anche capitato di suggerirne a lei qualcuna, ed esserne ascoltato.
Dall’11 agosto mi trovo però a lavorare ormai praticamente solo di pura fantasia o di banale realtà, poiché Gabriella non c’è più.
E guardandomi attorno mi sembra di non essere il solo.
Succede che appena saputo della scomparsa e poi dell’orribile fine ad Avetrana della giovane Sarah Scazzi strangolata, almeno a quanto risulta sino a poco fa secondo il reo confesso omicida e anche sporcaccione zio Michele Misseri, ho cominciato a sentirmi dentro come bombardato da tutto quanto Gabriella era solita dirmi o scrivere nei suoi articoli.
Ma vuoi vedere che anche stavolta… Ma vuoi vedere che ha davvero ragione l’avvocato Paolo Franceschetti quando dice che Gabriella ha aperto la sola strada su cui tocca addentrarsi se ci si vuole capire qualcosa…

 

 

"Alle nuove generazioni
vittime della solitudine interiore
in cui sono abbandonate
da una società che nell'era del consumismo
ha dimenticato il prezioso ruolo
dell'educazione ai valori morali, laici e religiosi
che sono alla base dell'onestà
e del rispetto verso se stessi
e verso il prossimo"
Queste parole di Gabriella (tratte dalla dedica del suo romanzo "Meredith Kercher - Un delitto imperfetto") ci paiono il miglior commiato ad amici, lettori ed estimatori: infatti Gabriella Pasquali Carlizzi, dopo lunga malattia, è venuta a mancare questa mattina alle 7.45, nella sua casa di Via Cassia in Roma.

Roma, 11 Agosto 2010

La Redazione de "La Giusta Informazione 2" ringrazia coloro che con i propri interventi hanno sostenuto Gabriella durante la sua malattia e quanti lasceranno su questo spazio un proprio pensiero a lei dedicato.

 

 
Redazione - Giovedì 23 Settembre 2010

SABATO 11 SETTEMBRE 2010, IN OCCASIONE DEL TRIGESIMO DELLA SCOMPARSA DI GABRIELLA, I SUOI FAMILIARI ED AMICI HANNO DIFFUSO QUESTO RICORDO CHE QUI DI SEGUITO RIPRODUCIAMO

Gabriella, nel nostro cuore

"La vita è un dono di Dio; ce lo dà per un tempo, dobbiamo poi restituirglielo pieno di buone opere”.
Queste, e altre che seguono, le parole con cui iniziava “Insegnamento e vita di Padre Gabriele M. Berardi”, un libro scritto da Gabriella nel 1990 e dedicato al suo direttore spirituale, e che oggi ben si addicono a ricordare proprio lei.
Provata dalla sofferenza fin dai primi anni di vita, aveva subito dimostrato anche uno spiccato senso di ribellione che in molte circostanze non l’ha davvero facilitata. Un carattere il suo estremamente volitivo e determinato, come di chi ha davanti a sé un obiettivo preciso ed è pronta ad affrontare qualunque tipo di ostacoli.
Ribellione quindi a tutto ciò che avrebbe potuto distrarla dal suo scopo di vita e nello stesso tempo una totale docilità al Signore, alla volontà del Padre.
“Spesso sono stata ostacolata in questo cammino già di per sé stesso difficile, ma ogni volta nei momenti di sconforto il Buon Gesù mi ha soccorso, incoraggiandomi con un sorriso dalle mille sembianze.
Era sempre Lui, povero, malato, sofferente, disperato, era sempre Lui a chiedermi aiuto e a impedirmi di cedere nella mia missione”.

E in effetti Gabriella, alla guida dell’Opera “Padre Gabriele”, si è rivolta a tutte le nuove povertà del mondo d’oggi offrendo prova di coraggio e abnegazione, spesso rischiando molto di persona; improntando quindi la propria vita nel dare ad ogni giorno un senso armoniosamente collegato al piano di Dio, affrontando fatiche ed esperienze che ora, a giusto titolo, sappiamo di poter definire straordinarie.
Finanche la sua malattia è stata un percorso d’amore verso gli altri, in continua alternanza e contrappunto di malinconia e di letizia, giacché ben si capiva che Gabriella già ne intravedeva il traguardo.
“E così giorno dopo giorno, la mia vita terrena si è conclusa, e quando l’ho raccolta nel calice del mio cuore morente per farne dono al Padre, la Mamma Celeste mi è venuta incontro per accompagnarmi nel mondo dell’eternità.
Ora il Signore ascolta continuamente quanto io chiedo per tutti voi, mie amate creature; per voi ricorro alla Sua infinita misericordia, al Suo infinito amore, di cui è intriso il mio insegnamento e il ricordo di me nell’intima preghiera del vostro cuore”.

 
Redazione - Martedì 24 Agosto 2010

RIPORTIAMO QUI APPRESSO, ALCUNE PARTI DEL RICORDO DI GABRIELLA PUBBLICATO VENERDI' 13 AGOSTO 2010, DA PAOLO FRANCESCHETTI SUL SUO BLOG (paolofranceshetti.blog-
spot.com). AVVOCATO E STUDIOSO CHE, CONOSCIUTA GABRIELLA NEL 2007, NE ERA DIVENUTO SUBITO UN ATTENTO LETTORE E INTERLOCUTORE, TALVOLTA ANCHE ASSAI POLEMICO; MA IN SEGUITO ESTIMATORE E AMICO, ERA ANDATO APPROFONDENDO CON LEI IN INCONTRI, DIBATTITI E CONVEGNI, I TEMI SEMPRE SCOTTANTI E SEMPRE ATTUALI CHE VEDONO UNA CERTA MASSONERIA CON I SUOI SODALI, SERVITORI E FIANCHEGGIATORI COSTANTEMENTE PRESENTE NELLE SUE INNUMEREVOLI MULTIFORMI SEMBIANZE, SIGLE, ESPRESSIONI, MANIFESTAZIONI, RITI, CIRCONVOLUZIONI... DELITTI!

CHI ERA GABRIELLA CARLIZZI

Avrei voluto essere al funerale di Gabriella, ma sono in Germania, troppo distante, e per giunta in moto. Il mio modo di stare accanto a Gabriella sarà quindi quello di scrivere due righe per spiegare la sua figura.
Gabriella Carlizzi è un personaggio particolare, controverso, pieno di contraddizioni. Scomoda come nessun altro, ma con meriti che nessun altro ha mai avuto.
Lei è, e resterà, un personaggio unico nel panorama del giornalismo investigativo, perché ha cambiato per sempre il mondo del cosiddetto "complottismo"...

 

UN SALUTO….. NELLA SPERANZA…

... che possa essere un “arrivederci”, nonostante per la scienza dovrei considerarlo un “addio”.

E’ vero, il mio cancro si è aggravato, la massa è aumentata di molto e sono iniziate emorragie dallo stomaco e dallintestino con conseguente anemizzazione….

Alla faccia di questi risultati, io a parte una iniezione di toradol alla sera, non accuso nulla che possa somigliare all’agguato della morte.
Continuo a prendere l’Aloe e spero un giorno di poter testimoniare un miracolo.

In questi ultimi sei mesi di convivenza con il cancro, penso di aver avuto il privilegio di comprendere molte realtà che quando si sta bene, tendiamo ad ignorare, forse per amore verso il prossimo, o forse per evitare di mettersi davanti ad uno specchio e dire a te stessa: “Non ti illudere, quello che tu dai con amore e dedizione, nel momento del bisogno non ti sarà restituito, nemmeno da chi dice di amarti…”

Sto vivendo in uno stato di quotidiana solitudine interiore, guardo i volti che mi circondano e dico a me stessa: “Meglio avere il cancro ed essere viva dentro, che somigliare a questi morti viventi”.

A volte mi arrabbio, cerco di scuotere l’inerzia, l’incapacità di chi ha dalla propria parte l’essere buono, mite, e dunque non colpevole…..

Il fatto è che nemmeno in questa tragedia ho visto esaudire i miei desideri di donna.
E quando si ha un cancro, chi ci è passato lo sa, emerge più che mai la femminilità, la voglia di lottare e vincere attingendo a quegli strumenti , i soli, capaci di dire al tuo male: “Ora concedimi due ore di spensieratezza, voglio farmi bella, elegante, uscire una sera e rivivere i tempi lontani del piano bar….”

Questi miei pensieri possono apparire sciocchi, eppure oggi la storia ci dimostra che vi sono donne che hanno sconfitto il cancro proprio così, grazie a qualcuno che è stato capace di risvegliare in loro la voglia di vivere.

Non è questo il mio caso, e dunque non so come si concluderà questa esperienza, ormai troppo lunga e logorante, e ripeto, non per il cancro, ma per il sentirmi prigioniera in una gabbia dorata, fatta di silenzi, di omissioni, di tutto quello che non è Gabriella…

Un dono incommensurabile tuttavia può in un certo senso giustificare il mio soffrire dell’anima: sono i miei tre figli, e per loro sarei pronta a ripercorrere una intera vita di dolori inimmaginabili, da quando mi paralizzai subito dopo la mia nascita a tutt’oggi.. e forse domani ancora… se sarò viva.

Quante volte ho pensato di raccontare in un libro la mia storia, e avevo anche cominciato a scriverla in questi mesi, ma poi mi sono resa conto che sarebbe stato un drammatico atto di accusa, e per questo ho preferito distruggere tutto, e cercare di perdonare….

In ogni caso, ringrazio i tantissimi che ogni giorno mi scrivono, scusandomi se non rispondo, ma non sempre ce la faccio, e spero comunque che la vita che ho tanto amato vinca sulla morte con la vita….

Un miracolo….

E in questo senso, a coloro che hanno Fede chiedo di pregare perché io non ceda allo sconforto…

Gabriella Pasquali Carlizzi

27.04.2010

 
di Gabriella Pasquali Carlizzi - Venerdì 8 Gennaio 2010

CANCRO… O CANCROPOLI?.....
IL BUSINESS DEL SECOLO TRA MEDICINA UFFICIALE E TERAPIE ALTERNATIVE…
LA CHEMIOTERAPIA E’ VELENO ISTITUZIONALIZZATO PER LE TASCHE DELLE MULTINAZIONALI E DEI MEDICI CHE OTTENGONO DAL MALATO IL “CONSENSO INFORMATO”…
LE TERAPIE ALTERNATIVE, SPESSO GUARISCONO, MA SOLO CHI E’ RICCO PUO’ PAGARSELE…IN CONTANTI E NEL PIU’ ASSOLUTO RISERBO…
A ME NON RESTA CHE ATTENDERE LA MORTE… O UN MIRACOLO….

ARTICOLI CORRELLATI:

IL 2010 MI PORTA UNA SENTENZA DI MORTE… DOVREI BRINDARE?...
IL MIO ULTIMO NATALE… FORSE...

 
IL 2010 MI PORTA
UNA SENTENZA DI MORTE…
DOVREI BRINDARE?...

Sembra quasi una beffa del destino, se solo penso al tradizionale brindisi di inizio anno nuovo che dovrei fare anch’io…
Forse per ringraziare la signora Morte che sembra essere determinata a venirmi a prendere da un giorno all’altro?

Guardando questa foto scattata in Israele appena quattro mesi fa, quando già il cancro si era ampiamente impossessato del mio corpo, nessuno ci crederebbe, ed anche adesso il mio aspetto fisico non è cambiato…
Chiunque viene a trovarmi, forse pensando di far visita al capezzale di una moribonda, trova una Gabriella apparentemente in ottima forma, e la prima reazione è di stupore, incredulità, tanto che mi sento in dovere di mostrare subito i referti medici che non lasciano spazio ad alcun equivoco.

Due giorni fa ho fatto una Tac Total Body di controllo, e come era prevedibile il mio cancro si evolve secondo i canoni della letteratura.
Sono peggiorata e i medici non capiscono come in aperta contraddizione con gli esami clinici secondo i quali io dovrei essere morta da circa una settimana, appaia invece come la persona più sana di questo mondo, mentre allo stesso tempo raccomando loro di predisporre il necessario per la terapia del dolore prevista per i malati terminali.
Infatti sono convinta che se il mio cancro è riuscito ad insinuarsi senza farsi ancor oggi sentire, in assenza totale di sintomi, è anche possibile che io chiuda gli occhi per sempre da un momento all’altro, senza preavviso.
Per come si evidenzia nella Tac, il tessuto neoplastico potrebbe comprimere maggiormente l’aorta addominale già compromessa e procurarmi una improvvisa emorragia letale….

Ricevo tante mail, ogni giorno, e ringrazio tutti per il conforto che mi date.
Molti mi chiedono di sapere come io stia vivendo questa durissima prova e per incoraggiarmi alcuni mi scrivono: “Gabriella, non mollare… tu sei una donna con le palle…”.
E a questi ultimi vorrei rispondere: “Donna si, ma non offendetemi attribuendomi le “palle”.

Rifletto…
Un tempo definire una donna “con le palle” era un complimento, nel senso che il concetto di un attributo riconducibile all’uomo era, e sottolineo era, un segno di forza, di capacità, di efficienza.
Oggi, almeno questa è la mia esperienza personale, riconoscere queste qualità all’uomo è pressoché impossibile.

E non basta amare, dire alla propria donna “ti amo”, se poi a questo sentimento non si accompagna concretamente il senso di protezione, il sollevare la donna da ogni peso della quotidianità, specie quando si è consapevoli che costei sta lottando contro la morte, una morte già datata…

Ecco, io sto vivendo questo dramma nel dramma, perché anziché pensare solo a me, per una volta nella mia vita, continuo a farmi carico di tanti problemi dai quali avrei desiderato essere esonerata.
Da quando sono malata, nessuno di quanti pure soffrono per me e mi amano sinceramente, nessuno è stato capace di dirmi: “ Da oggi non preoccuparti di niente, provvediamo a tutto noi.. tu cerca di vincere la tua battaglia, quello che per noi conta è la tua vita…”.

Ecco spiegato il senso di solitudine interiore che una donna prova, quando continua a sentire su di sé la responsabilità che tutto vada bene, che ogni adempimento sia osservato, che le tradizioni vengano rispettate e onorate come meritano, perché al contrario, se non è lei a provvedere a tutto, nessun altro lo fa.

E allora vorresti andartene lontano, vorresti combattere la morte e vincere con la vita, ma non ce la fai, quando nello sguardo dei figli, del marito, leggi un amore infinito… un amore tuttavia “senza palle”.

E passo anche i momenti in cui prego Dio di chiamarmi a sé il prima possibile, e devo confessare che a volte sono turbata da qualche brutto pensiero… poi mi passa e penso che sono questi i sintomi del mio cancro che sta minando anche la mia forza di volontà … la mia gioia di vivere.
Io non brinderò di certo al 2010…

Gabriella Pasquali Carlizzi

IL MIO ULTIMO NATALE… FORSE...

Ringrazio innanzitutto i tanti tantissimi amici che dopo aver appreso della mia malattia mi inviano ogni giorno mail di sincero affetto e partecipazione.

Infatti, circa due mesi fa, mi è stato diagnosticato un adenocarcinoma infiltrante allo stomaco con la compromissione della milza, del pancreas, del colon e del surrene sinistro.
Nulla da fare se non un gelida sentenza di morte: “ Lei signora potrà avere dai due mesi ai quattro mesi di vita al massimo. “

Non sapevo se stavo vivendo una scena di un film, dato che io non avevo alcun sintomo, anzi mi sentivo bene e pronta a tornare in Israele da dove ero giunta da poco.

In considerazione dello stress di un anno di Missioni all’estero pericolose e serrate, Africa, Colombia, Israele Palestina, con tanto di attentato e tentativo di sequestro, pensai una mattina di farmi delle analisi di controllo, un semplice emocromo di routine.
Ne emerse una forte anemia di cui si rese necessario ricercarne la causa, non avendo io avuto alcuna emorragia né altro che potesse indurre sospetti.

E così grazie ad una gastroscopia con esame istologico e tac con mezzo di contrasto, in poche ore venni a conoscenza che la mia sosta terrena era ormai al suo capolinea.
Nessuna speranza concreta dalla medicina ufficiale, tante ipotesi dalla medicina alternativa….
Ma a prevalere era la consapevolezza di un cancro tanto aggressivo al punto di pensare che solo un miracolo avrebbe potuto debellarlo.

Sono una donna di grande Fede, e pur tenendo ben presente il calendario che scandisce i giorni ultimi, non mi stupirei di scoprire all’improvviso di essere guarita.

Rifletto…
Siamo tante le persone che in questi giorni condividono il mio stesso male, molti sono volti noti e li vediamo spesso in televisione, persone apparentemente forti, determinate, persone che a guardarci in faccia, nessuno immaginerebbe che nel nostro corpo è già entrata la morte.

Mi chiedo tuttavia se ci si domanda come stiamo vivendo questa esperienza nella nostra intimità, nei segreti della nostra anima, al di là del sorriso che mostriamo, del coraggio, e di quanto anziché consolare noi stessi, paradossalmente sostiene coloro che ci circondano, familiari, amici, colleghi, al punto che spesso si ha la sensazione che anche chi ci ama si sia in un certo senso abituato alla nostra malattia.

E qui sorge il problema vero, quello più doloroso: sentirsi soli.

Sensazione ben diversa dall’essere soli, no, anzi dobbiamo infinita gratitudine a chi ci sta vicino, e chi ci assiste con amore, ma ripeto, il non essere soli non implica che non ci si senta ugualmente soli.

L’idea di una morte imminente, quasi scontata, ci porta a rivisitare in lungo e in largo, momento per momento, ogni attimo della nostra vita, ed ecco che ci si accorge all’improvviso che il cancro che abbiamo dentro ha avuto dei mandanti… coloro che si sono resi responsabili delle ferite della nostra anima.

Esistono persone che per loro fortuna godono di una scarsa sensibilità, e quelle sono le più immuni per una malattia mortale come il cancro.

Ci sono però altre persone che vivono gli eventi della quotidianità e i protagonisti di tali eventi nelle sfere del sentire interiore, dell’anima, e subiscono anche inconsapevolmente ferite che sanguinano e da cui si generano e degenerano le cellule della morte.

Queste mie riflessioni possono apparire fantascientifiche, ma in questi ultimi tempi ho indagato a fondo sulle origini del cancro, sulle varie manifestazioni fino a differenziare gli obiettivi colpiti dalla malattia e di cui ciascuno è riconducibile a situazioni esistenziali ben precise.
Ogni organo del nostro corpo reagisce nella sua specificità alle prove della vita.

Capita anche che nel risalire alle responsabilità del nostro cancro ci si renda conto che le cause da noi individuate non siano eliminabili, modificabili, e allora ci si arrende poiché non vi sarà mai alcuna terapia scientifica capace di rimarginare la ferita che è in noi, fonte primaria delle cellule che ci portano alla morte.

Per noi malati di cancro, questi giorni di Natale non sono giorni di festa, anche se proprio da noi ci si aspetta il sorriso, e quanto basta a far dimenticare a chi ci circonda, che forse sarà l’ultimo nostro sorriso vestito da Babbo Natale….

Gabriella Pasquali Carlizzi

 

 

IL MISTERO DI GIUSTO