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di Gabriella Pasquali Carlizzi - Domenica 10 Maggio 2009

“MOSTRO DI FIRENZE-CASO NARDUCCI” …BAGNO A RIPOLI: UN DUPLICE DELITTO “RISOLTO” TROPPO IN FRETTA…
COME DIRE: “GUAI A CHI PARLA DEL MOSTRO…”
MA POICHE’ SIAMO IN UN PAESE DEMOCRATICO, CI RITENIAMO LIBERI DI ESPRIMERE UN’OPINIONE, O ANCHE DI IMMAGINARCI COME SE ANCHE NOI FOSSIMO INVESTIGATORI… O ATTENTI OSSERVATORI…. O PER QUALCUNO, AMANTI DI DIETROLOGIA… CHISSA’…?

Un fatto è certo: nel tardo pomeriggio di sabato 9 maggio 2009, le agenzie di stampa lanciavano la notizia: “ I corpi di due giovani, trovati sgozzati nel bosco in prossimità di Bagno a Ripoli..”, e di seguito altre informazioni.

Si trattava di una coppia di ex fidanzati, Giulia Giusti di 22 anni e Lapo Santiccioli di 27, ambedue abitanti a Bagno a Ripoli.

E già nella stessa serata, i Carabinieri accorsi sul posto, essendo stati chiamati da un giovane motocrossista che se li era trovati davanti, rasserenavano la popolazione, affermando con certezza che si era trattato di un omicidio-suicidio.

E gli elementi per una conclusione del genere c’erano tutti.

Infatti la coppia da tempo viveva una notevole tensione, lei non voleva più saperne, lui non si rassegnava, al punto da minacciare il suicidio e da scrivere un biglietto trovato nell’auto e indirizzato ai genitori chiedendo perdono per il suo gesto.

Poi, l’ultimo tentativo di riconciliazione, finito però in tragedia.

Già, ma perché si è reso necessario tranquillizzare la comunità di Bagno a Ripoli?

E’ stata la reazione di tutti, quella di pensare immediatamente al Mostro di Firenze, tornato a colpire proprio lì , in quelle colline “addolcite” dal sangue di tante vittime…

Chissà se qualcuno si è chiesto come mai, a tanti anni di distanza, e con sentenze ormai definitive, la gente reagisce in questo modo?
Non se ne deduce forse che la convinzione collettiva è quella che il Mostro è ancora vivo e a piede libero?
E se fosse qualcosa di più di una semplice convinzione, se le persone di Bagno a Ripoli, avessero invece fondati motivi per spaventarsi?

Proviamo a riflettere su alcuni elementi apparentemente scollegati tra di loro, ma che se osservati sotto una diversa luce, potrebbero evidenziare un ipotetico quadro non poco inquietante.

Intanto per coloro che seguono da sempre questa terrificante pagina della nostra cronaca nera, Bagno a Ripoli non è un luogo per così’ dire al di sopra di ogni sospetto.

Infatti, in circa quarant’anni di indagini, molti illustri esperti impegnai in questo caso giudiziario, hanno ipotizzato che il Mostro vivesse o comunque disponesse di una casa situata in questo paese.
In particolare il noto criminologo Francesco Bruno, nel suo trattato “Analisi di un Mostro”, ha tracciato le coordinate precise che gli hanno consentito, non di ipotizzare, ma di affermare con certezza, che il Mostro lo si doveva cercare a Bagno a Ripoli.

Casualità?.... Forse…ma non è la sola.

Tra i tanti sospettati, ce ne è uno ancora in vita, il quale quando si cominciò a parlare di Pacciani, come possibile “Mostro”, aveva una società di pellami e accessori, la cui sede legale era proprio a Bagno a Ripoli, dove appunto il sospettato ha effettivamente un punto d’appoggio.

E proprio a Bagno a Ripoli, nel 2006 il sospettato fu “attenzionato” su delega della Magistratura, e un pomeriggio fu visto addirittura con dei “feticci” allestire il necessario per la celebrazione di un non meglio precisato rito, cui avrebbero dovuto partecipare tre illustri personaggi provenienti da Roma…
Già, avrebbero, in quanto qualcuno li avvertì e fu avvertito anche il sospettato e la “serata” andò per così dire a monte…

Ora, se analizziamo queste coincidenze, benché strane come tali, possiamo anche immaginare che la gente del posto abbia avuto una reazione di panico, non solo per lontani ricordi di coppie ammazzate, ma forse in quel paese si sa quello che ancora nessuno ha avuto il coraggio di denunciare.

E’ noto che nelle vicende del Mostro di Firenze e del caso Narducci, si dia per scontata una componente esoterica, come anche nella sentenza definitiva a carico dei cosiddetti “compagni di merenda” fu accertato che le parti anatomiche asportate venivano vendute a qualcuno interessato per un utilizzo rituale.
E va anche detto che questi “cimeli” non si distruggono, non è facile disfarsene e restano eterni, passando in “eredità” di mano in mano, di custode in custode.

Ora, il giorno precedente a questo duplice delitto, si è appreso di una sentenza emessa dalla Corte di Cassazione, una sentenza che potrebbe avere scatenato l’ira e la vendetta di qualcuno, magari proprio di colui che fu visto nel 2006 a Bagno a Ripoli in possesso dei feticci…

A questo punto, potrebbe essersi reso urgente e necessario un” rito” che in qualche modo, direttamente o per induzione provocasse un delitto riconducibile, sia pure apparentemente, ai delitti del Mostro, ma con qualche caratteristica capace di farci ricordare anche il medico di Perugia, Francesco Narducci.

Certo la paura di affrontare un processo fuori da Firenze, e dove non si può far valere alcun ricatto, induce a tentare il tutto per tutto, e dunque perché non procurarsi una qualche protezione di quella stessa “Divinità” cui tanti sacrifici furono offerti?

Nei Blog molti già parlano di “codici” presenti in questo delitto, e a dire il vero, già dai nomi delle povere vittime verrebbe da pensare al bisogno di qualcuno di difendersi dalla Giustizia.
Come anche analizzando la numerologia del delitto stesso, l’età delle vittime, il giorno del massacro, l’ora presunta e tanti altri elementi, volendo vi si riconoscono i parametri della schola esoterica più comunemente denominata “Rosa Rossa”.

Ed è strano anche il fatto che a trovare i due cadaveri sia stato un amante dl motocross a bordo della sua “belva”, proprio come lo era Narducci, quando negli anni del Mostro, in compagnia di un nobile amico scorrazzava con la sua moto su e giù per quelle colline…

E neanche a farlo apposta, i Carabinieri sembra abbiano rinvenuto nell’auto del ragazzo un biglietto, in cui il poveretto, disperato, chiedeva perdono ai genitori per quel gesto estremo …
Proprio come il biglietto che fu ritrovato nella casa di Francesco Narducci dopo la sua scomparsa e la sua morte…

E veniamo alla dinamica del delitto in sé.

A quanto se ne sa, i due ex fidanzati si incontrano, qualcuno dice per un tentativo di riconciliazione, ma è pur vero che si ritroveranno i regali, dunque vi era l’intenzione di restituirseli, come si usava un tempo quando ci si lasciava.

Ma c’è il coltello, fatto che indurrebbe a pensare che o l’omicidio o il suicidio, erano premeditati.

Perché lei, che già si sentiva perseguitata dalle insistenze del suo ex, pedinata, minacciata, accetta di salire in macchina con uno che poteva perdere la testa e quando ha visto che si dirigeva verso il bosco, non è scappata, prima che si consumasse la tragedia?

E lui, è plausibile che abbia avuto il sangue freddo al punto da infliggersi ben tre coltellate fino a morire sgozzato?
Badate che il coltello non è una pistola, darsi una coltellata è cosa ben diversa dallo spararsi un colpo alla tempia.
Senza contare che già dopo la prima coltellata, ammesso che si abbiano ancora le forze, scatta l’istinto di sopravvivenza, istinto che supera qualunque volontà di cinismo o masochismo…

A meno che, escludendo che non abbia partecipato al delitto una terza persona, quello che è stato considerato un “raptus di follia”, non sia stato invece un gesto “indotto” da un “controllo mentale” a distanza… poca distanza in questo caso se l’induzione partiva da Bagno a Ripoli.

Nella storia del Mostro siamo abituati ai “suicidi” più inverosimili, basti ricordare Elisabetta Ciabani, l’amica del cuore di Susanna Cambi, vittima del Mostro… Anche il delitto della Ciabani, trovata con un gran numero di coltellate sul ventre, fu archiviato come omicidio… e siccome nessuno l’aveva ammazzata, il colpevole non fu mai trovato…

Di certo possiamo affermare che già da un paio di settimane alla Magistratura competente risulta che qualcuno apprese da un “investigatore” che costui nel 2006 vide certe cose proprio in quel di Bagno a Ripoli…

di Gabriella Pasquali Carlizzi - Martedì 28 Aprile 2009

MOSTRO DI FIRENZE-CASO NARDUCCI: UNA DOMANDA …. DI PIOMBO!
L’INQUIETANTE DISCORDANZA SUI BOSSOLI REPERTATI SUI LUOGHI DEI DUPLICI DELITTI….
UNA VIA CHE PUO’ PORTARCI DRITTI DRITTI A GUARDARE IN FACCIA IL GIUSTIZIERE DELL’AMORE ALTRUI…
Da un’ attenta consultazione degli atti processuali, nonché da quanto è stato scritto e pubblicato dagli investigatori titolari delle indagini, in relazione ai bossoli repertati e che hanno consentito di stabilire che il Mostro ha ucciso sempre con la stessa arma, una Beretta 22, il dato che come ripeto, coincide in tutti i documenti, è relativo al numero dei bossoli ritrovati, un numero sempre inferiore ai colpi sparati.

Tanto è vero che si è pensato che il Mostro dopo aver ucciso, portasse via con se una parte di bossoli, forse per inviarli insieme ai suoi numerosi messaggi, che recapitava sia agli inquirenti, sia facendoli ritrovare unitamente ai guanti, o anche nell’orto stesso di Pacciani.

Vediamo quanto risulta ufficialmente in atti.

Delitto: 14 Settembre 1974
Colpi sparati: NOVE
Bossoli ritrovati: CINQUE

Delitto: 6 Giugno 1981
Colpi sparati: OTTO
Bossoli ritrovati: CINQUE

Delitto: 22 Ottobre 1981
Colpi sparati: SETTE
Bossoli ritrovati: SETTE

Delitto: 19 Giugno 1982
Colpi sparati: SEI
Bossoli ritrovati: NOVE

Delitto: Settembre 1983
Colpi sparati: SETTE
Bossoli ritrovati: QUATTRO

Delitto: Luglio 1984
Colpi sparati: SEI
Bossoli ritrovati: CINQUE

Delitto: Settembre 1985
Colpi sparati: SETTE
Bossoli ritrovati: NOVE

DAL LIBRO EDITO DA SONZOGNO, NEL 1983, INTITOLATO: “IL MOSTRO DI FIRENZE” E IL CUI AUTORE E’ MARIO SPEZI, RIPORTIAMO FEDELMENTE:

CAPITOLO 1 – BORGO SAN LORENZO – SABATO 14 SETTEMBRE 1974 –

ALLE PAGINE 12 E 13 SI LEGGE:

…..”NEANCHE MEZZ’ORA DOPO, ARRIVANO DA FIRENZE IL SOSTITUTO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA ANTONIO LA CAVA CON IL CAPITANO DEI CARABINIERI OLINTO DELL’AMICO E POI I GIORNALISTI E I FOTOGRAFI…..”

“L’INDAGINE SI PRESENTA MOLTO DIFFICILE. SUL LUOGO DEL DELITTO, IN MEZZO ALLA TERRA BAGNATA E A LUNGO CALPESTATA DAI CURIOSI PRIMA DELL’ARRIVO DEGLI INQUIRENTI DA FIRENZE, SI RACCOLGONO POCHI OGGETTI, NESSUN INDIZIO. CI SONO UNDICI BOSSOLI PIUTTOSTO VECCHI DI MARCA WINCHESTER PER UNA PISTOLA CALIBRO 22. C’E’ UN BOTTONE RIVESTITO DI CUOIO DEL TIPO CHE SI APPLICA ALLE GIACCHE SPORTIVE CHE PORTANO I CACCIATORI. NIENTE ALTRO……”

CAPITOLO 2 – SCANDICCI – SABATO 6 GIUGNO 1981 –

ALLE PAGINE 27 E 28 SI LEGGE:

“….ATTORNO ALL’AUTO DI GIANNI IL COMMISSARIO DELLA SQUADRA MOBILE SANDRO FEDERICO, IL COLONNELLO DELL’AMICO, IL GIOVANE SOSTITUTO PROCURATORE DELLA REPUBBLICA ADOLFO IZZO SI INTERROGANO E CHIEDONO RISPOSTE AI MUTI ELEMENTI DELLA SCENA DEL DELITTO.

SUL TERRENO LA “SCIENTIFICA” TROVA UNDICI BOSSOLI, LO STESSO NUMERO RACCOLTO SUL CAMPO DI SAGGINALE. ANCHE QUESTI SONO DI UNA RIVOLTELLA CALIBRO 22….”

“…..A PARTE GLI UNDICI BOSSOLI DI PISTOLA CALIBRO 22, LA PIU’ COMUNE, L’ASSASSINO NON HA LASCIATO ALCUN INDIZIO….”

CAPITOLO 4 – CALENZANO – GIOVEDI’ 22 OTTOBRE 1981 –

A PAGINA 60 SI LEGGE:

“…IL CAPO DELLA “SCIENTIFICA” CASTIGLIONE RACCOGLIE SUL TERRENO NOVE BOSSOLI WINCHESTER. ALTRI DUE SONO SUL PAVIMENTO DELL’AUTO . SUI FONDELLI I DUE SEGNI A MEZZALUNA, QUASI DUE UNGHIATE CHE SONO ANCHE SUGLI ALTRI 22 BOSSOLI RACCOLTI A BORGO SAN LORENZO E A SCANDICCI. L’ASSASSINO E’ SEMPRE LUI, IL MOSTRO.”

CAPITOLO 7 – BACCAIANO – SABATO 19 GIUGNO 1982 –

A PAGINA 108 SI LEGGE:

“PER GLI INVESTIGATORI E GLI INQUIRENTI NON POSSONO ESISTERE DUBBI CHE L’ASSASSINO E’ SEMPRE LO STESSO, IL MOSTRO. I BOSSOLI DELLA CALIBRO 22 LASCIATI SUL TERRENO SONO LA FIRMA SUL TERZO DUPLICE OMICIDIO CHE HA COMMESSO IN UN ANNO. CON QUELLO DI BORGO SAN LORENZO, LE VITTIME SONO ORMAI OTTO ….”

LEGGENDO LA NAZIONE DEL 21 GIUGNO 1982, E’ SEMPRE MARIO SPEZI CHE SCRIVE E FIRMA:
“…MANCA LA PERIZIA BALISTICA SUGLI UNDICI PROIETTILI
ESPLOSI SABATO NOTTE…MA ANCHE QUESTO NECESSARIO ESAME SEMBRA SOLO UNA FORMALITA’.”

Ora, evitando inutili approfondimenti o interpretazioni, è evidente che l’autore di queste dichiarazioni, chiama in causa magistrati, investigatori, la “scientifica”, i quali oltre che essere presenti avrebbero materialmente svolto le operazioni di raccolta e custodia dei reperti, ben numerati, davanti ad un testimone oculare che fu il primo a scrivere un libro d’inchiesta, quando ancora il Mostro uccideva.

Va anche detto che in questo libro vi sono contenuti fatti gravissimi, descritti con dovizia di particolari, e sui quali non si può soprassedere come se vi fossero vittime di serie A e vittime di serie B, atteso che, ripeto, si tratta dei primi delitti, che da quanto si sa, possono considerarsi “archiviati”. E dunque quanto viene dettagliatamente esposto dall’autore del libro, assume una fondamentale rilevanza anche nella speranza di poter dare una risposta a quanto fino ad oggi non è stato possibile, grazie ad un testimone oculare, che pur avendo pubblicato cose di tale importanza, evidentemente non fu letto attentamente.

E non sono poche le osservazioni che viene spontaneo fare, specie quando sottolinea quale principale analogia tra questi delitti, il fatto che siano stati repertati sul posto, sempre lo stesso numero di bossoli, al punto da considerare tale elemento come la firma del Mostro.

Ora è impensabile che le autorità citate dall’autore e presenti alle operazioni di ricognizione, abbiano raccolto undici bossoli ad ogni delitto, e se ne siano persi la metà per la strada, e dunque che mistero si nasconde dietro circostanze tanto inquietanti?

Oltre al fatto che Mario Spezi, fa finalmente luce su un dubbio che ha impegnato gli inquirenti per molto tempo, specialmente il dottor Giuttari, nel sospettare che le pistole fossero due, e questo proprio in conseguenza del fatto che i conti non tornavano.

Spezi ripete più volte che il Mostro anche quando sparava ad esempio sette colpi, comunque finiva di scaricare completamente la pistola, magari sul corpo di uno dei cadaveri. E ci chiarisce che è sempre una stessa pistola a dieci colpi più l’undicesimo in canna.

Tutto questo, pensate, all’autore del libro era ben chiaro fin dal 1983, quando il Mostro avrebbe ancora ucciso la coppia dei tedeschi, poi Pia Rontini e Claudio Stefanacci, ed infine i due francesi, nella tenda.
Una analisi attenta del testo, potrebbe perfino farci trovare di fronte ad un quadro diverso da quanto si è sempre pensato, anche in considerazione dell’estrema esattezza con cui l’autore riferisce particolari inediti, mai emersi né in sede processuale, ne in alcun atto giudiziario.

Qualcuno vuole commentare questa circostanza e tentare di fornire una risposta?....
Io la mia l’ho già data…..

IL QUOTIDIANO “LA NAZIONE” DI IERI 20 APRILE 2009, RIPORTAVA IN CRONACA DI PERUGIA L’ARTICOLO CHE PUBBLICHIAMO QUI DI SEGUITO.
RITENIAMO CHE PARTIRE DA UN PUNTO DI RIFERIMEsNTO UFFICIALE CIRCA LO STATO ATTUALE DI QUESTA INCHIESTA, SIA UNA GARANZIA PER NON PERDERCI IN DISCUSSIONI ASTRATTE E INADEGUATE ALLA SERIETA’ DELLA VICENDA.

LA NAZIONE – 20 APRILE 2009

IL MOSTRO DI FIRENZE

Indagini sulla morte di Narducci
22 persone chiamate davanti al gup

Gli esperti di accusa, difesa e parte civile che hanno svolto le consulenze sulle cause della morte di Francesco Narducci e sulla compatibilità del cadavere ripescato al lago Trasimeno il 13 ottobre del 1985 con quello del gastroenterologo, saranno sentiti il 3 giugno prossimo, nell'ambito dell'udienza preliminare che vede imputate 22 persone per presunte irregolarità compiute in occasione del ritrovamento del cadavere del medico perugino.

Perugia, 20 aprile 2009 - Gli esperti di accusa, difesa e parte civile che hanno svolto le consulenze sulle cause della morte di Francesco Narducci e sulla compatibilità del cadavere ripescato al lago Trasimeno il 13 ottobre del 1985 con quello del gastroenterologo, saranno sentiti il 3 giugno prossimo, nell'ambito dell'udienza preliminare che vede imputate 22 persone per presunte irregolarità compiute in occasione del ritrovamento del cadavere del medico perugino.

Davanti al gup compariranno i consulenti del pm, il professor Giovanni Pierucci (che ha eseguito l'esame autoptico sul corpo di Narducci), il responsabile del Ris di Parma, colonnello Luciano Garofalo (autore della perizia antropometrica), e il medico legale Gabriella Carlesi. Per la difesa saranno sentiti Carlo Torre, Nello Balassino e Giuseppe Fortuni. Per la parte civile, infine, il professor Mauro Bacci e il dottor Massimo Ramadori.

Il gup ha anche respinto oggi l'eccezione di incompetenza territoriale che era stata avanzata dai legali di un altro degli imputati nel procedimento, il giornalista Mario Spezi. Tra le 22 persone per le quali il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio anche familiari del gastroenterologo, pubblici ufficiali, appartenenti alle forze dell'ordine e altri soggetti. Nel fascicolo sono stati contestati a vario titolo 22 capi d'imputazione per reati quali falso, omissione d'atti d'ufficio, occultamento di cadavere e altri.

Tutti gli imputati hanno sempre respinto le accuse. La parte centrale dell'inchiesta riguarda una presunta associazione per delinquere della quale sarebbe stato promotore e organizzatore Ugo Narducci, padre del medico trovato morto. Il sodalizio avrebbe operato - secondo la ricostruzione accusatoria - dal giorno della scomparsa del gastroenterologo fino a dopo il luglio del 2004 per cercare di sviare gli accertamenti sulla morte. In particolare per evitare che si ipotizzasse un omicidio legato alle vicende del mostro di Firenze.

Secondo il pm Giuliano Mignini, Narducci sarebbe stato in qualche modo legato 'almeno' agli ultimi quattro duplici omicidi avvenuti in Toscana. I familiari di Narducci hanno sempre sostenuto, invece, che il medico era del tutto estraneo alle vicende del 'mostro di Firenze'.


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"Subito dopo che l'inchiesta sui delitti attribuiti al cosiddetto Mostro di Firenze, ha visto la clamorosa svolta, confermata dagli Inquirenti, circa l'esistenza di un movente esoterico riconducibile a "personaggi insospettabili", si sono verificati episodi misteriosi e tali da rendere inquieto l'operato stesso degli addetti ai lavori, spesso posti in condizioni di non serenità proprio nei passaggi più delicati dell'indagine. Gabriella Carlizzi, che già nel 1995 formulò l'ipotesi oggi accreditata dagli Inquirenti, subendo all'epoca addirittura una richiesta di custodia cautelare, scende in campo in prima persona, e si rivolge a tutte le Autorità dello Stato, a che ciascuno operi nell'ambito dei propri doveri-poteri.
Lo Stato non rispose a questo filmato, ma l'opinione pubblica siamo sicuri che si renderà sensibile a tutelare gli interessi che appartengono all'intera collettività.
Un fatto é certo che nel 1995 la signora Anna Maria Ragni denunciò un noto scrittore per essere lui il mostro di Firenze, e la denuncia fu presentata al PM dottor Canessa il 2 marzo di quell'anno. Otto giorni dopo, il denunciato davanti al Procuratore Capo dottor Vigna e al dottor Canessa, iniziava il verbale con queste parole: "Prendo atto di essere stato convocato, come Persona offesa...". "

 

 

 

Se vuoi visualizzare il filmato vai al seguente link

di Gabriella Pasquali Carlizzi - Venerdì 3 Aprile 2009

MOSTRO DI FIRENZE: E GABRIELLA CARLIZZI FIRMA IL CONTRATTO PER IL GRANDE SCHERMO…LA NOTIZIA E’ RIMASTA SEGRETA, NON HA VOLUTO SOVRAPPORSI ALLA TANTA PUBBLICITA’ DELL’ANNUNCIATO FILM DI TOM CRUISE CHE HA SCELTO COME PROTAGONISTA MARIO SPEZI, E COME “MOSTRO” LA GIUSTIZIA ITALIANA… MENTRE E’ IN ALLESTIMENTO UNA MINISERIE CHE ANDRA’ IN ONDA SU SKY, I CUI “ATTORI” PRINCIPALI SARANNO L’INVESTIGATORE MICHELE GIUTTARI E IL PADRE DI PIA RONTINI, UNA DELLE VITTIME DEL MOSTRO….
“LA PROTAGONISTA DEL MIO FILM SUL MOSTRO DI FIRENZE, SARA’ UNICAMENTE LA VERITA’, E SCONFESSERA’ LE TANTE MENZOGNE CON LE QUALI QUALCUNO TENTA DI INGANNARE IL GRANDE PUBBLICO…”, COSI’ HA RISPOSTO GABRIELLA A CHI FREME PER CONOSCERE IL SOGGETTO, SCRITTO DA LEI E DALLO STESSO NOTISSIMO REGISTA, UN FILM CHE SECONDO LA GIORNALISTA E SCRITTRICE SARA’ CANDIDATO ALL’OSCAR…

TOM CRUISE: “UN FILM A HOLLYWOOD SULLA CATTIVA GIUSTIZIA ITALIANA…
MARIO, IL PROTAGONISTA SARAI TU: UN GIORNALISTA CHE SI E’ MESSO IN TESTA DI RIVEDERE UN’INDAGINE POLIZIESCA SBAGLIATA E SOLO PER QUESTO E’ STATO SCHIACCIATO DAL POTERE".
E GABRIELLA CARLIZZI RISPONDE: “CARO TOM CRUISE, IL TUO ATTACCO ALLA GIUSTIZIA ITALIANA APPARE QUANTOMENO DI PESSIMO GUSTO, SE SOLO PENSIAMO CHE AL TUO PAESE ANCORA C’E’ LA PENA DI MORTE.
SE POI GLI ITALIANI SI RICORDERANNO CHE TU SEI ANCHE IL “CAPO” DI SCIENTOLOGY, E CHE IL PROTAGONISTA DEL TUO POTENZIALE FILM, E’ IMPUTATO NELLE VICENDE CHE VUOI PORTARE SULLO SCHERMO, CI SI CHIEDERA:”MA CHI GLIELO FA FARE?”
ED IO AGGIUNGO: “SEMPRE CHE LA GIUSTIZIA ITALIANA CONSENTA QUELLO CHE POTREBBE APPARIRE L’ENNESIMO DEPISTAGGIO E FAVOREGGIAMENTO …”.

 

Dal 1995 mi dedico a tempo pieno alle vicende connesse ai delitti attribuiti al cosiddetto “Mostro di Firenze”. Negli ultimi anni , molti personaggi del cinema italiano e internazionale, ma anche della televisione mi hanno contattato manifestando l’interesse a raccontare questa storia, rappresentandola sul piccolo o grande schermo.

Sinceramente non ho mai ritenuto di dover accogliere e valutare offerte anche molto vantaggiose, sia sul piano economico sia anche sul piano della notorietà.

Volevo portare a termine la mia accurata indagine giornalistica, volevo aggiungere l’ultimo tassello a quello che appare oggi un mosaico terrificante, perfetto, un incastro inimmaginabile di situazioni apparentemente scollegate ma tutte tenute insieme da fili invisibili, fili riconducibili ad un’unica organizzazione internazionalmente ramificata, una storia intessuta di trame, dove forse il Mostro di Firenze, come persona fisica, è la figura meno interessante, una mente malata di vendetta, un millantatore capace di procurarsi la solidarietà di nomi altisonanti, ma pur sempre un mediocre assassino.

Tuttavia, un provocatore, uno che ancora oggi si ciba, come fosse una droga, di attacchi alle nostre Istituzioni, e lo fa senza pudore alcuno, lo fa con sfregio alla memoria delle stesse sue vittime, perché così come non dà alcun valore alla sua vita, nemmeno la vita altrui merita di essere rispettata.

Ho riflettuto a lungo, su come avrei un giorno portato sullo schermo questa drammatica pagina, e sinceramente non ho mai pensato di ripercorrere ciò di cui la gente è stanca e nauseata, i delitti, i luoghi dove furono trovate le vittime, il sangue….

No, alla fine ho deciso e firmato il contratto….

Questo film racconterà la verità, racconterà come la Giustizia italiana sia stata per quarant’anni vittima non solo della furbizia di un uomo, ma soprattutto vittima di una “cupola occulta”, potentissima, cui accedono menti deviate, malate, ma il cui grado intellettivo supera la “genialità”.

In questo film, si intende riscattare quella Giustizia italiana che altri vogliono offendere, e si intende smascherare proprio costoro, si intende mostrare i veri motivi per cui dagli Stati Uniti c’è qualcuno che medita una attentato alle nostre Istituzioni.

Sarà di sicuro sconvolgente ascoltare le tante intercettazioni disposte a carico di chi ancora oggi, per la Legge italiana è imputato, e dei tanti complici, gente che assai superficialmente viene a Roma, e non sa di sedersi a tavola col Mostro di Firenze, così come, forse, non lo sa nemmeno il gestore di un’antica Osteria in quel di Trastevere…

Un giorno si dirà: “E pensare che qui veniva spesso a mangiare, insieme a qualche americano, e pure qualche fiorentino… e chi lo avrebbe immaginato?”

Un paio di settimane fa, di notte, qualcuno ha tentato di entrare furtivamente nella mia redazione, ma è dovuto scappare, dopo aver rotto una porta essendo entrato dal giardino, perché l’idiota non aveva messo in conto che sarebbe scattato l’allarme.

I Carabinieri di zona, accorsi, dopo aver perlustrato i locali, si sono resi conto che l’interesse del “ladro”, poteva essere unicamente quello di appropriarsi di documenti “scottanti”…

Ed ecco perché insisto a definire il Mostro come un povero idiota, forse accecato dalla paura di finire, prima o poi, i suoi giorni in galera, un idiota che non pensa che i documenti che lo riguardano da vicino e che finalmente li conoscerà a breve, tra i tanti spettatori del mio film, quei documenti sono da tempo al sicuro….

Ma il “Mostro” ha sempre avuto la mania di lasciare impronte dappertutto, lui e la sua volgare manovalanza, che come risulta sembrano essere più presenti a Roma che nelle colline insanguinate di Firenze.

Vorrei tanto chiedere a Tom Cruise: “ Ma lei, che ha un nome famoso, non sente il bisogno di accertarsi personalmente e documenti alla mano di come stiano realmente i fatti, prima di rischiare lo scivolone più clamoroso della sua carriera?
Perché, non si incontra con me, Gabriella Carlizzi, tanto più che ora rappresento una concorrenza sul grande schermo e di certo, in tema di Regia e di Produzione, non inferiore a quanto lei ha messo in campo per Spezi Mario?
Forse non sa che chi farà il mio film, ha già in passato conquistato l’Oscar?”