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Nostro servizio - Sabato 15 Agosto 2009

OSPEDALE DI SONDALO… MA I MEDICI SE NE FREGANO ANCHE DELL’INTERVENTO DEL VICEMINISTRO DELLA SALUTE, FERRUCCIO FAZIO…
INTANTO MADRE-CORAGGIO NON MOLLA, RIVUOLE SUO FIGLIO ANDREA, CHE ORMAI CONSIDERA QUASI UN “OSTAGGIO” DI QUESTO OSPEDALE, SPECIE DA QUANDO PERSONE AMICHE CHE LAVORANO LI’ DENTRO, PUR CHIEDENDO DI NON FARE I LORO NOMI, HANNO INVIATO ALLA SIGNORA VINCENZA UN CORPOSO DOSSIER DI CASI DI MALATI TUTTI MERITEVOLI DELL’INTERVENTO DA PARTE DELLE COMPETENTI AUTORITA’.

Da un mese circa abbiamo ritenuto di dare spazio a questa storia umana ma anche grottesca, una storia in cui con una inspiegabile ostinazione, i medici dell’Ospedale di Sondalo, nonostante la madre del loro paziente Andrea Magnoni, abbia dichiarato più volte la propria totale sfiducia a riguardo delle capacità professionale del personale sanitario, non decidano di trasferire questo ragazzo in una struttura sanitaria di Roma, dove la signora Vincenza vive e lavora.

Lei è preoccupata, non si da pace, e le autorità Ministeriali hanno accolto il suo appello, il vice Ministro Fazio ha interessato subito il Policlinico Gemelli, uno dei posti più qualificati in tema di Sanità, e con un ottimo reparto di riabilitazione, ma intanto a Sondalo nessuno parla di trasferimento, nessuno si esprime su una data immediata.

Sappiamo che avevano presentato domanda perché Andrea fosse accolto presso la struttura romana del Centro di Riabilitazione Santa Lucia.
La signora Vincenza anche lì è riuscita ad avere alcune informazioni.

Ebbene, formalmente sulla carta Andrea sarebbe accolto, ma i tempi sono lunghi, e il funzionario del centro le ha detto che seppure avessero avuto intenzione di chiamarlo tra un mese, già doveva comparire in un certo registro, cosa che non è avvenuta.

La signora Vincenza teme nell’ennesima beffa, nel senso che l’Ospedale di Sondalo con la scusa che Andrea è in lista di attesa al Santa Lucia, trattengano presso di loro il ragazzo chissà per quanto tempo ancora, ma lei suo figlio, lo rivuole subito, non vuole che stia lì nemmeno un giorno in più. Lunedì 17 agosto tornerà alla carica ma non solo col Vice Ministro, ormai per lei è guerra, e invierà una relazione su ciò che si verifica nell’Ospedale di Sondalo alla 3^ Commissione Sanità della Regione Lombardia, che il prossimo 17 settembre si recherà presso detto presso l’Ospedale “Morelli”.
La visita dovrebbe consentire ai consiglieri regionali, componenti la Commissione, di poter discutere con maggior cognizione di causa la proposta di Legge sull’autonomia, ossia il distacco del “Morelli”dall’A.O.V.V. (Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna).
La signora Vincenza dice senza peli sulla lingua: “O mi trasferiscono a Roma mio figlio immediatamente, oppure la auspicata autonomia se la sognano, io sono in grado di bloccargli tutto, nelle mie mani c’è un vero e proprio dossier che mi hanno fatto avere gli stessi dipendenti paramedici dell’Ospedale e poi ho anche parlato con qualche medico onesto che da quell’Ospedale ha preferito andarsene”.
La signora è un fiume in piena, e si sente veramente forte come chi ormai è ben documentato.
Ci dice: “Basterebbe che si vadano a leggere i commenti sui tanti blog, in cui i cittadini di Sondalo sconsigliano l’autonomia per quell’Ospedale, uno dice addirittura.. leggete qua:

“Ma quale autonomia pretendono??
All’ospedale di Sondalo vige già la piena anarchia!
Da parte dell’AOVV non c’è la ben che minima vigilanza: pazienti non mobilizzati nei letti in medicina e neurologia che sviluppano piaghe da decubito; un bambino di dieci anni ricoverato per CINQUE giorni in ortopedia con la madre che non riceveva nessun tipo di informazione ed aveva solo e soltanto una microfrattura alla caviglia!!! La madre ha dovuto chiamare il 118 ed in un attimo il figlio è stato trattato e dimesso!! La signora è stata pure sgridata dal medico:”lei faccia la mamma che io faccio il dottore!”
Il bambino doveva essere trattato e dimesso in giornata!
Questa è la razionalizzazione delle risorse??
Questa è la “centralità della persona” tanto sbandierata nel sito dell’AOVV??
Non accadrebbe se ci fossero dei supervisori seri ed attenti, altro che autonomia!!! “

Siamo quasi increduli, chiediamo alla signora Vincenza il link di questo blog, lei ce lo da senza problemi:
www.altarezianews.it.

La signora Vincenza Giuseppini è una impiegata dell’ISPESL (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza Lavoro), e se ne frega di come questa sua battaglia venga giudicata tra sanitari e parenti nei meandri di pettegolezzi che girano nei corridoi dell’Ospedale, dove ancora oggi, quando questa mamma chiama per sapere di suo figlio, ancora una volta con la febbre, gli si risponde negandogli notizie e i medici si fanno negare.
“Allora, se i medici non ci sono, è illegale, perché un medico di guardia deve esserci sempre, e se non c’è nemmeno quello, che vadano i carabinieri e che il Ministro chiuda la struttura.”.
La signora è talmente agguerrita che decidiamo di intervistarla, vogliamo comprendere meglio le ragioni profonde di questa sua battaglia.

D: “Signora Vincenza, da dove si origina questo suo turbamento?”

R: “Semplice. Quando mi avvertirono dell’incidente e viaggiai tutta la notte per arrivare all’Ospedale di Sondalo dove mi figlio era in coma, mi resi subito conto che in quel posto i malati non erano al sicuro. Figuratevi, era la prima volta che mi capitava di vedere con i miei occhi che in un reparto di rianimazione facevano entrare tutti, solo con un camice… niente altro, capite? Capelli al vento, niente mascherine per l’alito, e lì’ tutti a toccare e sbaciucchiare il paziente, mica solo i parenti stretti, tutti, perfino gli amici, i conoscenti … insomma una vergogna. Pensai subito che il mio Andrea si sarebbe preso qualche infezione, come di fatti poi è stato… ancora oggi ha la febbre, passano da un antibiotico all’altro, sta due giorni senza febbre e poi gli ritorna. E poi, ci fosse stato un solo medico che ha fatto la stessa diagnosi, tutte diagnosi diverse, dunque una madre, secondo voi, deve stare tranquilla? Ho nominato un avvocato di medicina legale, ora farò fare al più presto una perizia e poi vedremo se mio figlio poteva essere curato meglio a Roma.

D: Signora, lei non è medico, ma sembra molto sicura di quanto afferma…

R: Non sono medico, ma ho sottoposto il caso di mio figlio ad illustri primari, e tutti si sono stupiti che ad Andrea non siano state fatte alcune terapie e alcune indagini.

D: Ci scusi, ma questi primari che lei ha consultato, su che base si sono espressi?

R: Sulla documentazione che persone amiche che lavorano in quell’Ospedale, non medici, mi hanno procurato, diciamo in un modo non ortodosso. Ma è gente che conosce fin troppo bene la situazione di questo Ospedale e non fanno altro che dirmi: “Signora, si porti via suo figlio!”
Poi sono entrata in contatto con parenti di pazienti che sono morti nello stesso Ospedale, e alcuni hanno fatto denunce per omicidio colposo a carico dei medici, altri chiedono il risarcimento per incuria professionale, insomma, ho lavorato giorno e notte e per questo credo che se non mi rimandano a Roma mio figlio, sono in grado di bloccargli l’autonomia che chiedono.
Vedremo se la Commissione che andrà in visita a settembre, con il mio dossier gli concederà questa autonomia.

D: Lei però ha contro anche il suo ex marito e le altre due figlie, che sono su ad assistere Andrea, è così?

R: Si, loro sono sempre stati contro di me, non hanno mai accettato che io mi separassi dal loro padre, ma la mia storia è troppo triste, e a un certo punto una donna non ce la fa più.
In questo frangente poi hanno toccato il fondo. Sapete perché sono lì da un mese? Sfruttano la casa che Andrea ha in affitto, e che paga con il suo stipendio di dipendente delle Poste, bollette comprese. Io ho trovato questo fatto profondamente immorale, e so per certo che se non avessero avuto questa comodità, dopo un giorno loro stessi avrebbero chiesto il trasferimento di Andrea.
Non lo fanno perché a Roma, le porte della mia casa sono chiuse.

D: Signora, le sue sono accuse gravi, lei ci sta dicendo che per stare lì usano lo stipendio di suo figlio, che potrebbe curarsi anche meglio, o pagarsi qualche visita di consulto privatamente?

R: Si, è così. Ma ora la festa è finita.

D: Che vuol dire, ci spieghi meglio, per favore.

R: Semplice. Il contratto di affitto di mio figlio scadeva in questi giorni. Ho comunicato la disdetta date le sue condizioni fisiche, e a fine mese la casa deve essere lasciata libera.
Idem ho fatto per i contratti delle utenze.

D: E i suoi come hanno reagito?

R: Non li ho avvertiti, si ritroveranno a dover uscire di casa e a organizzare il trasloco delle cose di Andrea.

D: Lei pensa che un giorno suo figlio non voglia tornare a lavorare a Sondalo?

R: Magari, vuol dire che mio figlio avrà per quel tempo riacquistato la piena autonomia. Ma intanto ci vorranno mesi di riabilitazione e dovrà stare vicino a me che sono la mamma. Poi, se vorrà, avrà modo di trasferirsi di nuovo e affitterà un’altra casa. Nel frattempo il suo stipendio non sarà consumato da nessuno che ne approfitta.

D: Signora, pensa che lei manchi molto ad Andrea? Che tipo è suo figlio?

R: Si, lo psichiatra, il professor A.V. me lo ha spiegato, lui sostiene che continuare a tenerlo lontano da me è un crimine, e dice anche che quando Andrea cadrà in depressione io devo chiedere i danni all’Ospedale, cosa che naturalmente farò.
Mio figlio è un ragazzo che ha subito molto fin dall’infanzia la soggezione della figura paterna.
Per questo ha avuto problemi di balbuzie.
Pensate, qualche anno fa, credevamo che gli mancasse un esame alla laurea, poi scoprimmo che aveva dato si è no due o tre esami, ed io dovetti rendermi sua complice, senza dirlo al padre, per evitare una tragedia.
Di contro, si era messo a fare politica, naturalmente con gruppi di estrema destra, una reazione scontata per chi subisce sopraffazioni o mortificazioni.
Ma vi prego, non fatemi ricordare gli anni più brutti della mia vita… la colpa è mia, perché i motivi per separarmi subito dal mio ex marito, li ebbi fin da prima che nascesse Andrea… Poi, si sa, uno cerca di tirare avanti, e per fortuna il mio lavoro mi ha salvato, fino a quando non ce l’ho fatta più e ho detto basta.

D: Ma i medici di Sondalo, sono a conoscenza di questa situazione familiare? Sa, in questi casi, la figura materna diventa indispensabile…

R: Si, non solo sanno tutto, ma ascoltano anche come mi rispondono il padre e le sorelle di Andrea.
Due giorni fa, mi sono sentita dire: “Noi stiamo facendo da madre ad Andrea assai meglio di te…”
E così mio figlio invece di avere un padre e due sorelle, si ritrova al posto della vera madre, tre madri sostitute… Ai medici fa comodo così, ormai sono prevenuti, addirittura uno di loro mi ha detto “Sappia che questa telefonata la sto registrando…”

D: Cosa? Signora Vincenza dice sul serio? Guardi che una cosa del genere, per questo medico prevede guai seri, lo sa?

R: E perché credete che mi sia rivolta al Ministro e alla Magistratura… Mi auguro per questo Ospedale che lunedì mi mandino mio figlio a Roma… e rispettino la sua volontà, senza continuare a fargli il
lavaggio del cervello che deve aspettare che lo chiamino dal Santa Lucia… Tanto anche il Santa Lucia, leggerà domani stesso di questo caso, manderò loro la documentazione in mio possesso e vedrete che non lo prenderanno più… se questo è l’unico modo per uscire da un tunnel di bugie e molto altro…

D: Molto altro? Cosa intende dire signora Vincenza…?

R: Bè, vi ho già detto molte cose, qualche carta lasciatemela di riserva….

D: D’accordo, speriamo solo che averle dato spazio nel nostro sito, serva a farle riabbracciare il suo Andrea…

R: Io non credevo nella forza di internet… ma voi mi avete dimostrato che questo linguaggio, quando si è onesti può raggiungere anche i poteri forti…. Grazie….

E siamo in tanti a dire ancora una volta a madre-coraggio: “Resista, lei è un esempio di mamma!” Ringraziamo anche noi il Ministro e il Vice Ministro della Salute, persone che meritano di governare per il solo fatto di essersi resi sensibili alla voce del cuore, al di là della gelida burocrazia.


La nostra Redazione, credendo di interpretare i sentimenti di Andrea, dedica questa canzone a Vincenza, una mamma vera, una mamma forte, una mamma che forse tutti vorrebbero avere.
 

Didascalia immagini:
1. Viceministro della Sanità Ferruccio Fazio;
2. Ospedale di Sondalo;
3. Andrea Magnoni;
4. 5. 6. 7. Vignette satiriche.

 

Nostro servizio - Sabato 8 Agosto 2009

OSPEDALI: COSA SUCCEDE A SONDALO? SI E’ RIVOLTA AL NOSTRO GIORNALE LA MAMMA DI UN GIOVANE RICOVERATO PRESSO L’OSPEDALE DI SONDALO, IN STATO DI COMA, GIA’ IL 13 LUGLIO SCORSO. SULLA VICENDA ABBIAMO PUBBLICATO L’ARTICOLO CHE POTETE LEGGERE QUI CORRELATO.
SUCCESSIVAMENTE, A QUANTO CI RIFERISCE QUESTA MAMMA DISPERATA PER LE CONDIZIONI DEL PROPRIO FIGLIO, SEMBRA CHE A TANTO DOLORE SI SIANO AGGIUNTI COMPORTAMENTI DA PARTE DEL PRIMARIO PAOLO BRAMBILLA CHE NON COMMENTIAMO, TUTTAVIA ACCOGLIAMO LA RICHIESTA DI UNA MADRE COSTRETTA A SCRIVERE UNA LETTERA APERTA, DOPO ESSERSI SENTITA NEGARE LE NOTIZIE SULLA SALUTE DEL PROPRIO FIGLIO.

LETTERA APERTA AL PROFESSOR PAOLO BRAMBILLA, PRIMARIO PRESSO L’OSPEDALE DI SONDALO.

Egregio Professor Brambilla,
mio figlio Andrea Magnoni, alcuni giorni fa veniva trasferito nel suo reparto dopo essere stato molti giorni in coma profondo presso la Rianimazione e poi presso il reparto di Neurochirurgia.

Ho pertanto preso contatto telefonico con lei, e da lei apprendevo circa una situazione clinica generale in cui versa Andrea, situazione oggettivamente grave, pur con lievi speranze di recupero in un arco di tempo presumibilmente lungo.

Nel corso della nostra prima telefonata, io le chiedevo quali iniziative avreste preso a riguardo delle “fratture multiple scomposte” sulla parte sinistra del volto, così come diagnosticate nella relazione a me rilasciata a firma del dottor Della Morte.

Lei mi rispondeva che di tale aspetto , in termini di “fratture multiple scomposte” non era a conoscenza, e così io, madre premurosa e molto preoccupata mi affrettavo ad inviarle un mio fax allegando la suddetta relazione.
La mia preoccupazione era data anche dalla comparsa improvvisa di febbre, di cui i sanitari non conoscevano la causa.

Il giorno successivo, dopo vari tentativi, riuscivo nuovamente a parlare con lei, rimanendo a dir poco sconcertata dai sui toni, di certo non conformi alla deontologia di un medico.

Mi sono sentita dire: “Io con lei non parlo più, e non le dò più alcuna informazione su suo figlio.”
E alla mia domanda di spiegazioni, su cosa potesse essere accaduto: “ Se lo faccia dire da sua figlia”, e interrompeva la telefonata.

La “giustificazione” di tale suo comportamento, sembra il non volere problemi con i reparto dove era stato nei giorni precedenti mio figlio.
Dunque, problemi interni divenivano “vendetta” nei confronti di una madre?

Da quel momento su sua disposizione, nessun altro del personale del reparto di cui lei è primario, ha voluto darmi notizie su mio figlio, a me che come madre ho precisi diritti, come anche il Tribunale del Malato mi ha confermato.

Eppure, lei professore, come tutti gli altri sanitari che hanno curato Andrea, è stato formalmente informato che io sono legalmente separata dal padre di mio figlio e che con questo uomo io non ho alcun tipo di rapporto né vorrò mai averlo, idem con le altre due figlie schierate con il padre.

Lei è stato informato che io non posso muovermi da Roma, in quanto dipendente dello Stato
Non ho più ferie disponibili, e non posso rubare allo Stato mettendomi io in falsa malattia per venire a Sondalo. O mi si chiede questo? Il Ministro sarebbe d’accordo?

Inoltre non disporrei nemmeno dei denari per alloggiare a mie spese a Sondalo.

Preciso anche che il mio ex marito vi ha sottoscritto una dichiarazione autorizzandovi a darmi notizie di mio figlio, anche telefonicamente.

Sulla base di tali gravi motivazioni, formalizzate ai suoi colleghi sempre a mezzo fax, il personale sanitario mi ha dato giornalmente notizie di mio figlio, nell’ambito dei miei diritti di madre.

Questo fino al suo non commendevole rifiuto.

Eppure mio figlio, da oltre una settimana ha presentato febbre, le cui cause sono state ricercate in diverse direzioni, fino a ieri quando sembra che sia comparsa come complicazione un fungo bronchiale. Lei sa che tra bronchi e polmoni la distanza è assai poca e sa come i funghi si espandano velocemente.

Non sono medico, ma i medici che ho consultato, pur non conoscendo ancora la specificità di questo fungo, mi hanno confermato la gravità di tale complicanza che può portare anche alla morte.
Oltre al fatto che in molti casi si rende necessaria una resezione chirurgica, e comunque gli anitibiotici che si somministrano in questi casi, sono altamente tossici e compromettono la funzionalità renale, quando non si va incontro a crisi respiratorie fatali.

Eppure non vi è stato giorno che raccomandavo ai sanitari di non sottovalutare le fratture multiple scomposte sulla parte sinistra del volto, temendo complicazioni sinusali, secrezioni, che avrebbero potuto causare complicanze, appunto come quella di un fungo.
Mi si rispondeva che lo specialista sarebbe dovuto venire da fuori, non disponendone la vostra struttura, e intanto i giorni trascorrevano e la febbre permaneva.

Mi chiedo come possa essere accaduto un fatto del genere, sebbene ricordo che anche quando mio figlio era in Rianimazione, entravamo indossando un camice e dei copriscarpe, ma nessuna mascherina e nemmeno un copricapo.

Come pure, sono state consentite visite, scusi il termine, a “cani e porci”, amici di politica, amici d’infanzia, zii e conoscenti. Dunque non solo madre, padre e sorelle, ma gente estranea! Gente che toccava mio figlio e poi mi riferiva di aver avuto la sensazione che capisse, o che muovesse un dito... E chi può sapere se queste persone hanno portato qualche germe ad un ragazzo in coma?

Tutto questo, nonostante il Ministro della Sanità stia invitando alla prudenza a causa della pandemia!

E penso che mio figlio, in quanto a difese immunitarie, ne abbia ben poche.

Ma devo constatare che al padre e alle sorelle, di cui una da poco rientrata dall’Irlanda, (!) è consentito perfino trascorrere la notte al suo capezzale. L'Irlanda risulta tra i Paesi con maggiore incidenza di pandemia!

E fino a qualche giorno fa, passavano a mio figlio, me compresa, anche il telefono cellulare. pensi un pò che igiene...!
Da ieri, stranamente, mi veniva vietato di sentire il respiro di mio figlio, perché questi sono i suoi ordini, egregio professore.

Ebbene, voglio sperare che con questa mia lettera aperta lei riveda la sua posizione nei miei confronti, e applichi lo stesso rigido comportamento indistintamente, anche se mio figlio il fungo lo ha contratto quando certe restrizioni non erano imposte.

E vi è prova che io dopo i primi giorni, sono tornata a Roma. E dal mio rientro a Roma, sono trascorsi molti giorni prima della comparsa della febbre. E penso a questo punto che un più severo controllo sui parenti che gli sono accanto, non farebbe male, onde eviitare responsabilità.

In uno spirito di sincerità, le confermo che fin dall’inizio, come risulta da numerosi fax ho insistito per un trasferimento di mio figlio presso una struttura sanitaria di Roma, verso cui mi sento più serena e fiduciosa.

Non credo sia una colpa, prediligere un Ospedale piuttosto di un altro, almeno da parte di una madre che lotta per la vita del proprio figlio.

E altrettanto sinceramente le dico che proprio da lei mi sarei aspettata maggior rispetto ed umanità, se non altro perché lei stesso, fu vittima di una situazione giudiziaria spiacevole, così come è pubblicata in internet, in un articolo che riporto volentieri qui di seguito.

DAL CORRIERE DELLA SERA DEL 5 OTTOBRE 1993 (PAG. 45)

TRAGEDIA IN OSPEDALE: IL PRIMARIO A GIUDIZIO

Il primario dell' ospedale Morelli di Sondalo, Paolo Brambilla, e' stato rinviato a giudizio con l' accusa di omicidio colposo per la morte di Giuseppe Triaca, ricoverato e operato in quell' ospedale circa 1 anno fa.
SONDRIO (m.pu.).La morte sospetta di un malato finira' davanti ai giudici. Il dottor Paolo Brambilla, primario della divisione di neurochirurgia dell' ospedale regionale "Morelli" di Sondalo, e' stato rinviato a giudizio al termine delle indagini coordinate dal procuratore capo della procura circondariale di Sondrio, Gianfranco Avella. Il prossimo 3 novembre il medico sara' processato a Tirano: dovra' rispondere dell' accusa di omicidio colposo. L' inchiesta era scattata circa un anno fa dopo la denuncia dei familiari, assistiti dall' avvocato Giordana Caelli, e del Cevada, il Centro valtellinese per la difesa dei malati. Il caso trova origine nella morte di un anziano di Tirano, Giuseppe Triaca, nell' ospedale dell' Alta Valtellina, all' avanguardia nella chirurgia del ginocchio.
L' uomo era stato ricoverato per un' operazione di ernia al disco e sottoposto a un doppio intervento nell' arco di soli dieci giorni. "L' anziano . aveva rivelato, nell' esposto trasmesso a Palazzo di Giustizia, don Bruno Della Moretta, presidente del Cevada . fu trasferito nel reparto di rianimazione solo cinque ore dopo il secondo intervento". Il pensionato mori' dopo un lunghissimo calvario. E ora la figlia, l' architetto milanese Bianca Maria Triaca, chiede giustizia.


Concludo questa mia lettera aperta, egregio professore, chiedendole nuovamente di provvedere al trasferimento di Andrea a Roma, e nel frattempo, di rispettare i mie diritti di madre di un malato così grave, diritti che non possono essere assorbiti dagli altri familiari, che vantano diritti separati dai miei, e dai quali io non posso legalmente dipendere.

Sono spiacente, che il suo rifiuto a parlare con me, mi abbia costretta ad una lettera aperta, che di certo non farà piacere a chi deve tutelare il buon nome dell’Ospedale. Questo Ospedale ha ottenuto il marchio CEE.

Per questo molti giovani medici, ai fini del loro curriculum, ambiscono a fare pratica, come è pur vero che vi sono sanitari inseriti nella politica, con ruoli di assessorato, o anche scrittori di romanzi, e soprattutto soci del Rotary Club….maestri di educazione e deontologia.

Di qui, il mio sconcerto, nel sentirmi sbattere il telefono in faccia… da un primario.

Vincenza Giuseppini

PS: Chiedo che questa mia lettera aperta, sia inviata per conoscenza al Ministro della Sanità, al Direttore Sanitario dell’Ospedale di Sondalo, e al Tribunale del malato per la Regione Lombardia. Chiedo inoltre a questa redazione di consentire agli utenti, i commenti a questa mia lettera. Confido infatti sulla solidarietà di chi può essersi trovato nelle mie stesse condizioni.
Sono una madre che lotta e non intendo arrendermi ad alcuna sopraffazione.

Vincenza Giuseppini


PER CORRETTA INFORMAZIONE PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DE “IL GIORNALE” DEL 22 MAGGIO 2009


LUIGI MESCIA, IL PRIMO FIRMATARIO

«Questo ospedale va salvato Oggi è in uno stato precario»

— SONDALO —
«IL PRESIDIO OSPEDALIERO di Sondalo versa al momento in uno stato precario». Così Luigi Mescia, primo firmatario della proposta di legge, appoggiata da 9.850 ...


«IL PRESIDIO OSPEDALIERO di Sondalo versa al momento in uno stato precario». Così Luigi Mescia, primo firmatario della proposta di legge, appoggiata da 9.850 firme, nell’introduzione della pubblicazione «Autonomia per Sondalo: un ospedale per la Lombardia», che appoggia e spiega nei dettagli il progetto di cui si è fatto promotore insieme ad altri illustri cittadini della provincia di Sondrio.
«Nel 2003, quando venne costituita l’Aovv - si legge - e Sondalo entrò a farne parte, si acuì il disagio in cui già versava la struttura per carenze di prospettive e discutibili alternanze dei vertici aziendali che si erano succeduti negli ultimi anni. La gestione portò a rilevanti perdite annuali ed un clima di rassegnazione iniziò a serpeggiare anche fra gran parte dei dipendenti. Inoltre, si ridimensionò a tal punto l’amministrazione (tanto è vero che oggi si ipotizza la chiusura delle strutture) che oggi non è minimamente presidiata nelle direzioni amministrative e sanitarie. La dirigenza dell’Aovv, per la verità, si è sempre spesa a rassicurare tutti che Sondalo avrebbe conservato un ruolo importante nelle funzioni di base e nelle riabilitazioni, anche investendo parecchi milioni di euro. Il fatto preoccupante sta però nel verificare che di fronte a simili asserzioni l’ospedale «navighi a vista» senza una meta ben precisa, senza prospettive di medio e lungo percorso. In questo contesto 10 persone si misero in campo per studiare e proporre alternative, tentando di frenare il decadimento dell’ospedale».
I 10 promotori della proposta di legge sono: Luigi Mescia (presidente dal 1973 al 1991 dell’Ente ospedaliero di Bormio e Sondalo), Umberto Bongiorno (direttore Struttura complessa di Ortopedia dell’ospedale di Sondalo), Gianfranco Cucchi (dirigente medico Unità operativa di Cardiologia dell’ospedale di Sondrio), Pietro del Simone (sindaco di Tirano), Elisabetta Ferro Tradati (sindaco di Bormio), Alberto Frizziero (ex sindaco di Sondrio ed ex presidente della Comunità montana della Valtellina), Massimo Magi (primario ospedaliero dal 1975 al 1993 nell’ospedale di Sondalo), Giuseppe Occhi (direttore Struttura complessa di Riabilitazione cardiologica all’ospedale di Sondalo), Giuliano Pradella (già direttore del Dipartimento di emergenza urgenza nel presidio ospedaliero di Sondrio e già diretore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Sondalo e dell’Aovv, oggi responsabile dell’Osservatorio sulla sanità allestito dalla Provincia) e Valentino Togni, sindaco di Sondalo.

«L’OSPEDALE DI SONDALO, dopo gli anni bui dal 1970 al 1980 e il suo rilancio quale ospedale regionale e di interesse nazionale, oggi è tornato pesantemente in crisi - scrive Alberto Frizziero nella presentazione della pubblicazione - ed è per questo che abbiamo sentito il dovere di rispondere positivamente all’invito rivolto da Luigi Mescia dando corso alla Proposta di legge di iniziativa popolare. Una proposta tendente per prima cosa a ridare piena autonomia al Morelli ed in secondo luogo a far sì che possa essere intrapresa la strada che porta al suo riconoscimento quale Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Una via che risolverebbe “il problema Sondalo” ma darebbe respiro all’intera sanità provinciale e non a discapito di Sondrio, che potrebbe vedere rinvigorito il suo ruolo. La strada da percorrere è lunga e insidiosa, ma se si saprà trovare una solidarietà diffusa tutto è possibile. A tutti è rivolto un invito all’attenzione e a sostenere fino in fondo tale proposta. Tutti dovranno pronunciarsi: dalle istituzioni ai partiti, dalle organizzazioni sindacali alle forze economiche, e si giudicherà».
Susanna Zambon

 

 

di Matteo Mantovani - Lunedì 27 Luglio 2009

CADE DALLA BICICLETTA… UNO STRANO INCIDENTE CHE SI TINGE DI GIALLO…
E LA MADRE DI ANDREA MAGNONI, IN COMA PRESSO L’OSPEDALE DI SONDALO GIA’ DALLO SCORSO 13 LUGLIO, VUOLE VEDERCI CHIARO E INGAGGIA UN INVESTIGATORE… IL NOME?
TOP SECRET… MA CI RACCONTA I FATTI COSI’ COME DA LEI VISSUTI IN PRIMA PERSONA… EFFETTIVAMENTE I CONTI NON TORNANO…
ORA E’ IL CASO DI DIRE: “CHI SA PARLI… PERCHE’ QUALCUNO, INCONSAPEVOLMENTE HA GIA’ PARLATO…”

E’ la sera del 13 luglio, quando la signora Vincenza Giuseppini è nella sua abitazione di Roma, e riceve una telefonata sul proprio cellulare, proveniente dal telefono cellulare del figlio Andrea.

“Signora, siamo della Polizia Stradale, suo figlio Andrea ha avuto un incidente con la bicicletta…
Quelli del 118 lo stanno soccorrendo… il ragazzo è rigido… non risponde… Le diamo i numeri dei colleghi, così le diranno in quale Ospedale lo porteranno…”

E’ l’inizio di un dramma, un dramma che vivono purtroppo ogni giorno tante mamme, momenti in cui si pensa solo e unicamente alla vita.. o alla morte .. e si ripercorrono i ricordi di una nascita, delle tante emozioni che ci accompagnano nel ruolo di genitori… la prima parola, il primo giorno di scuola, i primi amori, le contestazioni, fino a quando i nostri figli sono grandi…

Il tempo di avvertire l’ex marito, e le altre due figlie, e poi salire in macchina per viaggiare tutta la notte fino a giorno inoltrato e correre al capezzale di un giovane di soli 30 anni, che lotta tra la vita e la morte, nel Reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Sondalo.

Andrea è in coma, è come al momento dei primi soccorsi…
La mamma chiede a chiunque come possa essere accaduto, ma il medico che lo ha accolto non lo sa, tante ipotesi, anzi dice che in ospedale hanno saputo dell’identità del ragazzo dopo due ore dal ricovero…
Sarà vero ?

Eppure chi ha avvertito Vincenza era in possesso dei documenti di Andrea, ed anche del cellulare, peraltro intatto, dal quale ha ricavato il numero della mamma…

Certo che la botta che ha ridotto in questo stato il giovane, appare abnorme per essere stata provocato da una caduta casuale dalla bicicletta.

Il giorno dopo i familiari si recano presso la Polizia Stradale, e insieme agli agenti vanno sul luogo dell’incidente.
Effettivamente il percorso è assai impervio, e i segni della improvvisa frenata delle bicicletta sono evidenti.
Siamo in prossimità di un dosso, peraltro segnalato. Tuttavia, qualcuno esperto, in via riservata ha ipotizzato che Andrea abbia freanto in quel modo, quando si è visto venire contro un altro veicolo... Ha forse tentato di evitare di essere investito? Dunque la tragica caduta potrebbe essere stata indotta da chi resta nell'ombra?

All’Ospedale dicono che forse si è schiantato contro un albero.

Ma notizie precise non ve ne sono sulla dinamica dell’incidente, molti particolari strani tuttavia emergono poco a poco.

Sembra che la bicicletta sia stata ritrovata appoggiata con cura ad un muro, prima che la Polizia Stradale, intervenuta, la portasse al deposito giudiziario, ove è stata subito restituita ai parenti di Andrea.
Forse trattenerla di più per una perizia… un eccesso di zelo?

La bicicletta è intatta, sembra che nemmeno si sia accorta dell’accaduto, addirittura chi l’ha rinvenuta racconta alla signora Vincenza di averla trasportata a mano per un tratto, e che anche le ruote giravano normalmente.

Qualcuno dice che il casco sia volato via, e per questo Andrea ha poi sbattuto la testa ferendosi e riportando anche fratture multiple scomposte alla parte sinistra del volto.

Vincenza ci riferisce che quando le sono stati consegnati gli effetti personali di suo figlio, tra cui il casco… “dentro era sporco di sangue”…

Strano… si era giustificata la botta subita da Andrea, perché senza casco, essendo questo presumibilmente volato a causa della brusca frenata…
Dunque il casco sarà finito da qualche parte a terra mentre il giovane si fracassava e si feriva sbattendo contro un albero, o l’asfalto… in ogni caso, l’impatto era diretto, senza casco…

E allora come faceva ad esserci il sangue nel casco?

Il casco poi, a detta della signora Vincenza, sembra sia stato rinvenuto ancora allacciato nel punto della chiusura, ma erano slabbrate le cinghie laterali, da un solo lato, come se qualcuno vedendo “volare” il ragazzo, si fosse poi avvicinato e costatando il sangue abbia provato a sfilargli il casco allentando le cinghie… magari la chiusura era bloccata, chissà?

Alla signora Vincenza ripetono e confermano che un signore che passava di lì con un furgoncino, accortosi che Andrea giaceva a terra ha chiamato i soccorsi.

Sui giornali locali del giorno dopo, il 14 luglio, la notizia viene riportata, come potete leggere qui di seguito:

LA PROVINCIA DI SONDRIO

Ciclista cade a San Salvatore
Ora lotta tra la vita e la morte

Difficili le operazioni di soccorso, nei boschi, a quota 1300 metri

Albosaggia - Impegnativo intervento di recupero quello effettuato intorno alle 19 di ieri dal personale del 118 di Sondrio. Dai monti sopra Albosaggia, infatti, è giunta una disperata richiesta di aiuto. Un ciclista è stata trovato riverso a terra, lungo la ripida, sebbene asfaltata, strada che dal paese, all'altezza del castello Paribelli, si inerpica fino a San Salvatore, a circa 1300 metri di quota.
Il ciclista, di cui ci sono note solo le iniziali, A.M., 30 anni, residente a Roma, è stato rinvenuto privo di coscienza, in condizioni apparentemente disperate, da un motociclista che si trovava a transitare in zona e che ha subito lanciato l'allarme alla centrale operativa del 118 di Sondrio. Immediate sono scattate le operazioni di soccorso, non facili anche per via del fatto che si trattava di raggiungere una zona parecchio impervia, immersa nella folta vegetazione, dove il transito dei mezzi di soccorso non è propriamente agevole.

Tant'è che è stato richiesto anche l'intervento del personale dell'elisoccorso portatosi sul posto per cercare di accelerare il più possibile l'intervento, la cui tempestività è fondamentale rispetto ad una situazione tanto critica. Medico, infermieri, volontari del soccorso, quindi, una volta giunti sul posto, hanno valutato il paziente decidendo per il suo trasferimento immediato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Sondalo dove è giunto intorno alle 20.30. Vivo, ma in prognosi riservatissima, tant'è che il codice di invio era decisamente rosso indice di una gravità molto marcata. Le prossime ore saranno, quindi, decisive rispetto alle condizioni dello sfortunato appassionato delle due ruote.

Elisabetta Del Curto

 

La signora Vincenza, chiede agli Agenti di poter contattare il motociclista che ha soccorso Andrea, per ringraziarlo, dato che se nessuno fosse passato di lì, Andrea sarebbe sicuramente morto.

Unanime la risposta dell’Ispettore F. e i colleghi della Polizia Stradale:
“Ma quale motociclista? I soccorsi sono stati chiamati da un signore che passava lì per caso con un furgoncino…E questa persona non vuole che si faccia il suo nome, quindi non possiamo metterla in contatto con lui…”

A quel punto Vincenza mostra i giornali all’Ispettore, e fa notare che c’è scritto che Andrea “è stato rinvenuto privo di coscienza, in condizioni apparentemente disperate, da un motociclista che si trovava a transitare in zona e che ha subito lanciato l'allarme alla centrale operativa del 118 di Sondrio.“.

E ancora: “Ma non dia retta a quello che scrivono i giornali… sono tutte bugie… le cose sono andate come gliele stiamo riferendo…”

Passano alcuni giorni, ma il sesto senso di una mamma non consente a Vincenza di accontentarsi delle versioni ufficiali, e così contatta un vecchio amico del Viminale, il quale a sua volta la indirizza a qualcuno, che “vecchio del mestiere”, imbastisce in quattro e quattrotto qualche “trappola” … scoprendo che…

Chi sia il bravissimo “Mister X” non ci è dato saperlo, ma abbiamo prova sufficiente per poter confermare che effettivamente sul posto c’era un motociclista… come dovrebbe essere possibile riscontrare dalle registrazioni del 118…

Alla signora Vincenza qualcuno ha anche detto, che spesso queste registrazioni vengono tenute per pochi giorni e poi distrutte come da prassi.

Tuttavia, così come esistono i videoamatori, nel caso di Andrea qualcuno era presumibilmente sintonizzato “abusivamente” sulla linea del 118 riuscendo a seguire tutte le operazioni di soccorso e forse se fino ad ora non si è fatto avanti ufficialmente, è perché teme di incorrere in qualche sanzione giudiziaria.

Qualcun altro però, dovrebbe uscire allo scoperto, il motociclista. Costui tanto bravo ad indicare a distanza dove i soccorritori dovevano dirigersi, “voltate di qua, poi voltate di là…”, fino a recuperare il corpo privo di sensi del ragazzo, per quanto a dir poco “negligente” nel presentarsi alla mamma di Andrea e raccontare qualcosa che temiamo si voglia nascondere…

Dovremmo sperare che Andrea quando uscirà dal coma, ricordi, ma se i nostri timori sono fondati, potremmo trovarci di fronte ad un fenomeno mnemonico di “rimozione”, o ad un fenomeno di ricordi indotti mediante tecniche in uso a taluni particolari apparati… quando si vuole proteggere la verità dalla verità…

Chissà se il motociclista della cui presenza siamo certi, è un privato cittadino o altro….?

Coraggio signora Vincenza, non si arrenda, questa verità è preziosa quanto la vita stessa del suo Andrea!
Abbia fiducia, vedrà che quando leggeranno il nostro articolo, qualcuno lo invierà alla Procura della Repubblica di Sondrio, magari gli stessi medici che lo stanno curando con amore… e in ogni caso, può presentare un esposto lei stessa…

Matteo Mantovani

Pubblichiamo qui di seguito la liberatoria pervenutaci dalla mamma di Andrea, sig.ra Vincenza Giuseppini

Vincenza Giuseppini

Roma, 27/07/2009

Dottor Matteo Mantovani
Redazione
ROMA

Oggetto: Liberatoria per la pubblicazione articolo.

Egregio Dottor Mantovani,

con la presente la ringrazio per aver pubblicato l'articolo da me richiesto, e nel quale lei ha fedelmente riportato ciò che le ho riferito nell'intervista autorizzata e registrata.
La prego di informarmi su qualunque reazione le provenga da qualunque parte, in modo da consentirmi, nel mio pieno diritto di madre, di agire in tutte le sede competenti, a tutela della mia libertà di pensiero e di azione.
Le confermo anche di essere stata io ad autorizzare che fosse pubblicato il mio nome, nonché la foto e il nome di mio figlio, già peraltro pubblici in internet.
A conferma di ciò, le basterà digitare sul motore di ricerca Google, il nome e il cognome di mio figlio, e potrà facilmente giungere alla sua identità, essendo lo stesso iscritto a Facebook.

Grazie ancora per avere aderito alla mia richiesta.

Distinti saluti

Vincenza Giuseppini

MASS-MEDIA…CARTA STAMPATA… TV…RADIO….INFORMAZIONE E CONTROINFORMAZIONE…: MA LA VERITA’ DOV’E’? CHI LA CONTROLLA? ESISTE ILDIRITTO-DOVERE DI CRONACA: MA SE LA CRONACA NON E’ CONFORME AI FATTI REALI, CHI TUTELA IL DIRITTO DEI CITTADINI A CONOSCERE CIO’ CHE SI VERIFICA REALMENTE NELMONDO, NEL NOSTRO PAESE, EVITANDO DI DOVER LEGGERE LA STORIA CONTEMPORANEA, DEFORMATA E CONRAFFATTA DA POTERI INVISIBILI CHE DETENGONO L’UNIVERSO DELL’EDITORIA?

“Trame Atlantiche”, è questo il titolo dell’opera letteraria a cura del Senatore Sergio Flamigni, cui si aggiunge un sottotitolo: “Storia della Loggia Massonica Segreta P2”.
 
Alla pagina 124 e 125 del testo, si legge: “ Il “Piano Rinascita” della Loggia segreta, attribuisce particolare rilievo al settore della stampa e della Tv.
Viene programmata l’infiltrazione di giornalisti piduisti in tutti i principali quotidiani e periodici nazionali.
Nei confronti della stampa (o meglio dei giornalisti) l’impegno degli strumenti finanziari, non può in questa fase essere previsto nominatim.
Occorrerà redigere un elenco di almeno 2 o 3 elementi di ciascun quotidiano o periodico in modo tale che nessuno sappia dell’altro.
L’azione dovrà essere condotta a macchia d’olio, o, meglio, a catena da non più di 3 o 4 elementi che conoscano l’ambiente.
Ai giornalisti acquisiti, dovrà essere affidato il compito di “simpatizzare” per gli esponenti politici come sopra prescelti.
Attuata l’opera di corruttela e infiltrazione, in un secondo tempo occorrerà acquisire alcuni settimanali di battaglia, e coordinare tutta la stampa provinciale e locale attraverso un’agenzia centralizzata.
Quanto alla Tv, il “piano” prevede di dissolvere la Rai-Tv in nome della libertà di antenna…. Abolire il monopolio Rai-Tv e provvedere alla immediata costituzione … della Tv via cavo da impiantare a catena in modo da controllare la pubblica opinione media, nel vivo del Paese.
 
Copia di questi segretissimi documenti, comprensivi dell’elenco di tutte le testate giornalistiche e televisive, le stesse che ogni mattina acquistiamo nelle edicole, come pure la sera seguiamo nei programmi in Tv, verrà rinvenuta il 6 luglio 1982 nel doppiofondo di una valigia in possesso di Maria Grazia Gelli all’aeroporto di Fiumicino.
 
Un rinvenimento “pilotato” dal Venerabile allo scopo di inviare un segnale forte a chi, esperto di problemi istituzionali e di governo, ben conosce anche le problematiche della “guerra non convenzionale”, (o “guerra psicologica”).
 
Basterebbe riflettere su queste affermazioni di Flamigni, in “Trame Atlantiche” edito dalla Kaos Edizioni , per la prima volta già nel febbraio 1996, per “rassegnasi” a consentire che le verità cui abbiamo diritto di accedere attraverso i mass-media, in realtà non sono altro che il frutto di operazioni poste in essere da quella Massoneria deviata, e che pure detiene con perseveranza il controllo delle Istituzioni e della promiscuità con il malaffare mediante infiltrazioni specializzate nel settore.
 
E' sempre più frequente da parte di taluni organi dell’informazione, rappresentare fatti e circostanze in una sofisticata strategia della tensione, che lascia intendere vere e proprie intimidazioni, fino a far temere all’ignaro lettore il pericolo per la democrazia del Paese.
 
E sempre del tacito accordo fanno parte le voci che solo apparentemente sembrano uscire fuori dal coro nel ritenere improbabile l’ipotesi di una destabilizzazione per il fatto stesso, che gli Italiani hanno dimostrato, a prova di nervi, un saldo senso della democrazia e dei suoi valori essenziali.
 
Qualcuno azzarda un po' di più, in verità, lasciando intendere che se così è stato fino ad ora non è detto che si possa tirare la corda più di tanto, guai a pensare alla destra nell'opposizione!
 
Come pure non sono da escludere nuove formazioni o ideologie raffinate questa volta dagli esemplari teoremi dei protagonisti degli anni di piombo, per nulla al di fuori dall'attuale caos politico in cui versa il nostro Paese.
 
Tanto per dirla più chiaramente, si lascia intendere tra le righe, il pericolo di un colpo di Stato, di un golpe, ma siamo sicuri che questo golpe non ci sia già stato e non sia tuttora in essere? Ma da parte di chi?
Verrebbe naturale pensare alle forze politiche in campo, o a qualcuno che opera all'ombra delle stesse istituzioni, e la ricerca in tal senso risulta vana, specie se consideriamo che un istante dopo l'annuncio di chissà quali bufere, il "sereno" non tarda a comparire di nuovo, grazie sempre al "miracoloso" sorriso berlusconiano che, con aria di sufficienza non perde occasione per screditare gli apparati di quel Paese che insiste a voler governare a tutti i costi, alla faccia dei tanti procedimenti giudiziari finiti sotto l’impenetrabile corazza dell’immunità parlamentare.
 
Da dove scaturiscono queste considerazioni che sono poi quelle della maggior parte delle persone libere da ogni condizionamento?
La fonte è unica per tutti: l'informazione.
Chi ha quindi il vero potere ?
L'informazione, per il solo fatto che, essendo l'unico strumento di collegamento tra il cittadino e le istituzioni, tra il cittadino e gli organi di potere, si può trasmettere una verità più o meno deformata e, ormai sempre più spesso, completamente ribaltata.
Basti ascoltare in successione i telegiornali della sera sulle varie reti televisive o soffermarsi a leggere quanto le grandi testate giornalistiche riportano nel merito di una medesima circostanza.
 
E d'altra parte, deviare il cittadino dalle verità che gli appartengono può bene definirsi un “attentato”, specie se da queste verità dipende il futuro del Paese su cui dovrebbe prevalere la sovranità del popolo.
Trattandosi peraltro di problematiche che incidono fortemente anche sull'intero assetto economico che regola l'andamento dei mercati, è facilmente comprensibile la portata degli interessi manovrata dall'informazione.
E' necessario a questo punto distinguere nell'ambito di questo grande “universo” le responsabilità dirette da quelle indirette, e cioè discernere tra chi comanda e chi è comandato.
 
Anche questa è una categoria di lavoratori che come tali soddisfano il proprio fabbisogno di vita mediante l'esercizio della professione: i giornalisti.
L'Italia vanta ottime firme, e sono quelle che essenzialmente si occupano di problemi legati alla cultura e a quanto altro è al di fuori dalle tendenze politiche quali che siano, ma a dire il vero l'interesse in questo settore è assai modesto a causa soprattutto di una vita sempre più frenetica e lontana dai valori oggettivi della cultura stessa.
 
Diversa invece è l'attenzione nel settore politico dell'informazione, nel quale si tuffano quotidianamente quanti ne traggono ossigeno nei confronti di un'opinione pubblica da gestire e orientare in una direzione piuttosto che in un'altra.
E perché questo sia sempre possibile, regola per tutti uguale è quella di non affondare mai la mano nella verità potendola in tal modo aggiustare secondo le necessità per il miglior offerente! E se questo non è “colpo di Stato”....
 
Questo sito web, “lagiustainformazione2.it” nasce proprio perché testimone di una serie numerosissima di attentati alla verità da parte della stampa, e nella consapevolezza di dovere salvaguardare il Paese da manovre occulte operate da un'informazione asservita al potere.
 
E' una realtà che, ogni volta che si è tentato di utilizzare i canali della comunicazione al fine di rendere più leggibile quanto è stato comodo invece mantenere nell'ombra, non c'è stato alcuno che abbia adempiuto al proprio dovere nel rispetto della verità.
 
Tutti però hanno preteso i "documenti" che certificassero l'autenticità delle dichiarazioni da noi rese, per poi giustificare il “silenzio” dietro l'arbitraria "discrezionalità" del direttore.
 
I direttori invece non si sono nemmeno giustificati di certi loquaci silenzi, loro si nascondono dietro le segretarie-filtro espertissime del "non è in sede", "mi dispiace è in riunione", "non si preoccupi, ci faremo sentire noi".
 
Alcuni anni fa eravamo presenti tra il pubblico di “Tempo Reale”, la trasmissione condotta da Santoro e che sembrava essere aperta a tutti. Ebbene, ci siamo sentiti dire: "Quando avete attaccato l'informazione ci aspettavamo di più."
 
Se questa voleva essere una provocazione, dovremmo ancor oggi chiedere a Santoro: "Che fine hanno fatto i documenti consegnati al vostro redattore T. a riguardo del caso Moro e delle stragi di Stato nel periodo in cui andava in onda Samarcanda?
 
Eppure T. si mise in contatto con noi quando si trovava a Palermo subito dopo la strage di Capaci; perché omise di rendere note alcune dichiarazioni utili alla migliore comprensione di quanto ancora si va ricercando?
 
Ma la stessa domanda potremmo rivolgerla a tanti altri noti conduttori ed altrettanto notissime testate della carta stampata.
 
Il fatto è che quando un cittadino toglie le verità dalle mani di chi intende servirsene per scopi contrari all'interesse della collettività, a questo cittadino viene tolto il diritto di parola.
 
Questa realtà non abbiamo timore di definirla un “colpo di Stato” che subiamo ogni giorno, e le conseguenze sono evidenti; ci troviamo infatti di fronte ad un Paese che versa ogni volta nella condizione di contestare il voto politico espresso, a dimostrazione di quanto è stato travisato o taciuto, o deviato e comunque sottratto agli elettori dai “golpisti dell'informazione”.
 
E' pertanto urgente, in tema di riforme, affrontare questo problema al fine di riscattare la libertà della stampa e dei singoli addetti da chi ancor oggi se ne serve in spregio della stessa democrazia.
 
Siamo davvero prigionieri dei “Fratelli d’Italia” e dei “Compari d’America” ?

Sabato 21 Settembre 2008
Gabriella Pasquali Carlizzi

 

 

 

740912_6bae964424_m1.jpgQuando un amico ci ha inviato il link ove era stato pubblicato l' articolo dell' avvocato Paolo Franceschetti, siamo rimasti a dir poco sconcertati, al punto da volerlo incontrare personalmente, per poi bombardarlo di domande, fino a creargli non poco imbarazzo…
infatti, se molte cose appaiono similabili alle societa' segrete e tra queste anche ad una massoneria deviata, non possiamo esimerci dal commentare alcune affermazioni dell’avvocato Franceschetti, sulle quali ci sembra corretto e giusto, dire la nostra…


ED ECCO QUI DI SEGUITO L’ARTICOLO

“Molto è stato scritto sulla Massoneria, ma pare continui ad esserci molta confusione sull’argomento. Il perché è semplice: la prima caratteristica dell’Ordine è il segreto, ed è inviolabile.
In soldoni, dunque, non la si conosce.
La cosa sorprendente è che non la conoscono neanche molti massoni. Mi spiego.

Premessa.
Ufficialmente la massoneria viene presentata come un Ordine Iniziatico a carattere esoterico al quale possono appartenere soltanto uomini liberi e rispettabili che si impegnino a mettere in pratica un ideale di pace, di amore, di fraternità.
Un associazione che, tendendo al perfezionamento morale dei Fratelli, si propone di conseguire quello della intera umanità:“La loggia massonica, iniziandovi ai suoi misteri, vi invita a diventare uomini d’elite, saggi o pensatori, educati al di sopra della massa degli esseri che non pensano….l’uomo si distingue dal bruto per le sue facoltà intellettuali. Il pensiero lo fa libero: gli dà il dominio del mondo. Pensare è regnare”[1]

[youtube:http://it.youtube.com/watch?v=F9HMVzCGtOc]

Gabriella Carlizzi saluta tutti coloro che prenderanno parte alle discussioni tematiche di questo Blog.

Ho pensato, nella mia radicata convinzione, che il futuro del nostro Paese e di tutta l’umanità, è affidato alle nuove generazioni, che l’argomento più urgente da affrontare sia proprio quello legato all’istruzione.

La reazione degli studenti e del corpo docente contro la riforma relativa alle scuole e divenuta Legge Gelmini, nonché i cosiddetti tagli alle Università, è a mio parere una reazione giusta così come è un diritto di tutti gli studenti ma anche degli insegnanti e docenti, far sentire la propria voce affinché si scuotano le coscienze civili e tutelino il più importante valore che possa garantire una società evoluta, democratica e competitiva.

Questo valore si chiama CULTURA.

Ora, è il concetto stesso della “cultura” che reca in sé il principio del confronto democratico tra le parti, quando nasce un conflitto di opinioni.

L’infrangere questo codice morale, è prepotenza, sopraffazione, povertà di ideali.

E forse, manovre di tal genere, sono state studiate a tavolino.

Forse, l’attuale classe dirigente, al fine di distrarre i cittadini italiani dalla crisi economica causata dalle ruberie nei conti pubblici, forse ha pensato bene mediante leggi inaccettabili, leggi incostituzionali e che delegittimano il Parlamento italiano, di provocare proteste ed esasperazione tali da esplodere in un crescendo nella violenza.

E’ una realtà, che la protesta degli studenti era nata compatta, apolitica, in totale autonomia, come pure è una realtà che una “regia occulta”, approfittando del fatto che le forze politiche del centro-sinistra hanno espresso solidarietà al mondo della scuola, ha “reclutato” giovani di estrema destra, armandoli contro gli altri manifestanti, etichettati non più come studenti, ma come “studenti di sinistra”.

E così si è raggiunto lo scopo, così sembra di essere tornati a quel lontano ’68 che vide l’inizio dei “cosiddetti anni di piombo”

Il mio personale appello, rivolto a tutti i giovani e meno giovani del mondo della scuola, è il dire:

“Attenti, non cascate nella trappola di chi vi vuole dividere dandovi colori opposti.

Le vostre ragioni sono univoche e per questo non hanno colore se non quello del diritto allo studio, nel rispetto dei principi costituzionali dell’uguaglianza e della democrazia.

Lottiamo insieme, verso punti convergenti e tali da ricordare che vi sono valori, primo tra tutti il sapere, che non possono essere manipolati né da chi governa né da chi sta all’opposizione, poiché questi valori appartengono a chiunque voglia farne una scelta di vita e pertanto ha diritto a tutelarli da coloro che vedono nell’ignoranza dei giovani, il più fruttuoso investimento.”

Ora prima di iniziare la discussione, riporto qui di seguito, i punti essenziali della riforma universitaria e il testo del Decreto (divenuto Legge) Gelmini.

Tagli all’Università: ecco la Legge 133/08

Riforma Università

Innanzitutto bisogna dire che non si tratta di una riforma della scuola e dell’università, ma si tratta di un decreto collegato alla legge finanziaria, e quindi sono direttive che provengono dal ministro Tremonti.

Articolo 16.
Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università.
In attuazione dell’articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell’autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e’ adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e’ approvata con decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello di adozione della delibera.

Articolo 66 comma 13
…In relazione a quanto previsto dal presente comma, l’autorizzazione legislativa di cui all’articolo 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, concernente il fondo per il finanziamento ordinario delle università, e’ ridotta di 63,5 milioni di euro per l’anno 2009, di 190 milioni di euro per l’anno 2010, di 316 milioni di euro per l’anno 2011, di 417 milioni di euro per l’anno 2012 e di 455 milioni di euro a decorrere dall’anno 2013.

Cosa potrebbe accadere?

Allora, se viene ridotto il Fondo ordinario e per legge la tassa di iscrizione non può superare il 20% di questo Fondo, questo significa che le entrate diminuiranno sensibilmente. Una diminuzione delle entrate progressiva fino al 2013 comporterà una riduzione dei servizi e della qualità fino a minacciare l’esistenza dell’università stessa. Qual è la soluzione che possono adottare i rettori? Qui arriva in soccorso l’articolo 16. Trasformando l’università in una fondazione di diritto privato. In questo modo si potranno raccogliere fondi da chicchessia anche perché il comma 5 dello stesso articolo recita: “I trasferimenti a titolo di contributo o di liberalità a favore delle fondazioni universitarie sono esenti da tasse e imposte indirette e da diritti dovuti a qualunque altro titolo e sono interamente deducibili dal reddito del soggetto erogante. Gli onorari notarili relativi agli atti di donazione a favore delle fondazioni universitarie sono ridotti del 90 per cento.”

Facciamo un esempio. Il signor Pinco Pallino dona un po’ di soldini alla fondazione, quanto tempo impiegheranno i figli del signor Pinco Pallino a laurearsi con il massimo dei voti?

In pratica l’università verrà privatizzata e seguirà le linee guida del finanziatore o del politico di turno che la foraggia…

 

DECRETO GELMINI SU MAESTRO UNICO: IL TESTO INTEGRALE

Ecco il testo integrale del Decreto sul Maestro unico, in vigore dal 1° settembre 2008:

"Il Presidente della Repubblica, visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione, ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza di attivare percorsi di istruzione di insegnamenti relativi alla cultura della legalita' ed al rispetto dei principi costituzionali, disciplinare le attivita' connesse alla valutazione complessiva del comportamento degli studenti nell'ambito della comunita' scolastica, reintrodurre la valutazione con voto numerico del rendimento scolastico degli studenti, adeguare la normativa regolamentare all'introduzione dell'insegnante unico nella scuola primaria, prolungare i tempi di utilizzazione dei libri di testo adottati, ripristinare il valore abilitante dell'esame finale del corso di laurea in scienze della formazione primaria e semplificare e razionalizzare le procedure di accesso alle scuole di specializzazione medica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 28 agosto 2008; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, di concerto con i Ministri dell'economia e delle finanze e per la pubblica amministrazione e l'innovazione; E m a n a il seguente decreto-legge:

Art. 1. Cittadinanza e Costituzione

1. A decorrere dall'inizio dell'anno scolastico 2008/2009, oltre ad una sperimentazione nazionale, ai sensi dell'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, sono attivate azioni di sensibilizzazione e di formazione del personale finalizzate all'acquisizione nel primo e nel secondo ciclo di istruzione delle conoscenze e delle competenze relative a «Cittadinanza e Costituzione», nell'ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse. Iniziative analoghe sono avviate nella scuola dell'infanzia.

2. All'attuazione del presente articolo si provvede entro i limiti delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Art. 2. Valutazione del comportamento degli studenti

1. Fermo restando quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, e successive modificazioni, in materia di diritti, doveri e sistema disciplinare degli studenti nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado, in sede di scrutinio intermedio e finale viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attivita' ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.

2. A decorrere dall'anno scolastico 2008/2009, la valutazione del comportamento e' espressa in decimi.

3. La votazione sul comportamento degli studenti, attribuita collegialmente dal consiglio di classe, concorre alla valutazione complessiva dello studente e determina, se inferiore a sei decimi, la non ammissione al successivo anno di corso o all'esame conclusivo del ciclo. Ferma l'applicazione della presente disposizione dall'inizio dell'anno scolastico di cui al comma 2, con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca sono specificati i criteri per correlare la particolare e oggettiva gravita' del comportamento al voto insufficiente, nonche' eventuali modalita' applicative del presente articolo.

Art. 3. Valutazione del rendimento scolastico degli studenti

1. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e' espressa in decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno.

2. Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola secondaria di primo grado la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e' espressa in decimi.

3. Sono ammessi alla classe successiva, ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, gli studenti che hanno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline.

4. L'articolo 13, comma 3, del decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226, e' abrogato e all'articolo 177 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, sono apportate le seguenti modificazioni: a) i commi 2, 5, 6 e 7, sono abrogati; b) al comma 3, dopo le parole: «Per la valutazione» sono inserite le seguenti: «, espressa in decimi,»; c) al comma 4, le parole: «giudizi analitici e la valutazione sul» sono sostituite dalle seguenti: «voti conseguiti e il»; d) l'applicazione dei commi 1 e 8 dello stesso articolo 177 resta sospesa fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui al comma 5; e) e' altresi' abrogata ogni altra disposizione incompatibile con la valutazione del rendimento scolastico mediante l'attribuzione di voto numerico espresso in decimi.

5. Con regolamento emanato ai sensi dell'articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, si provvede al coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli studenti e sono stabilite eventuali ulteriori modalita' applicative del presente articolo.

Art. 4. Insegnante unico nella scuola primaria

1. Nell'ambito degli obiettivi di contenimento di cui all'articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti di cui al relativo comma 4 e' ulteriormente previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali. Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una piu' ampia articolazione del tempo-scuola.

2. Con apposita sequenza contrattuale e a valere sulle risorse di cui all'articolo 64, comma 9, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e' definito il trattamento economico dovuto per le ore di insegnamento aggiuntive rispetto all'orario d'obbligo di insegnamento stabilito dalle vigenti disposizioni contrattuali.

Art. 5. Adozione dei libri di testo

1. Fermo restando quanto disposto dall'articolo 15 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, i competenti organi scolastici adottano libri di testo in relazione ai quali l'editore si sia impegnato a mantenere invariato il contenuto nel quinquennio, salvo le appendici di aggiornamento eventualmente necessarie da rendere separatamente disponibili. Salva la ricorrenza di specifiche e motivate esigenze, l'adozione dei libri di testo avviene con cadenza quinquennale, a valere per il successivo quinquennio. Il dirigente scolastico vigila affinche' le delibere del collegio dei docenti concernenti l'adozione dei libri di testo siano assunte nel rispetto delle disposizioni vigenti.

Art. 6. Valore abilitante della laurea in scienze della formazione primaria

1. L'esame di laurea sostenuto a conclusione dei corsi in scienze della formazione primaria istituiti a norma dell'articolo 3, comma 2, della legge 19 novembre 1990, n. 341, comprensivo della valutazione delle attivita' di tirocinio previste dal relativo percorso formativo, ha valore di esame di Stato e abilita all'insegnamento, rispettivamente, nella scuola dell'infanzia e nella scuola primaria. 2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche a coloro che hanno sostenuto l'esame di laurea conclusivo dei corsi in scienze della formazione primaria nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e la data di entrata in vigore del presente decreto.

Art. 7. Sostituzione dell'articolo 2, comma 433, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

1. Il comma 433 dell'articolo 2 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' sostituito dal seguente: «433. Al concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione mediche, di cui al decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni, possono partecipare tutti i laureati in medicina e chirurgia. I laureati di cui al primo periodo, che superino il concorso ivi previsto, sono ammessi alle scuole di specializzazione a condizione che conseguano l'abilitazione per l'esercizio dell'attivita' professionale, ove non ancora posseduta, entro la data di inizio delle attivita' didattiche di dette scuole immediatamente successiva al concorso espletato.».

Art. 8. Norme finali

1. Dall'attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. 2. Il presente decreto entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e sara' presentato alle Camere per la conversione in legge. Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

Dato a Roma, addi' 1° settembre 2008

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Gelmini, Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca

Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze

Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione

Visto, il Guardasigilli: Alfano Ultimo aggiornamento: 16/09/08

i, Presidente del Consiglio dei Ministri

Gelmini, Ministro dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca

Tremonti, Ministro dell'economia e delle finanze

Brunetta, Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione

Visto, il Guardasigilli: Alfano Ultimo aggiornamento: 16/09/08

I COMMENTI :

Enrica - Grazie

Ti ringrazio innnanzi tutto per aver aperto un blog su questo argomento per noi così importante. Sono una donna di 37 anni che ha due figli che vanno alla scuola primaria e sono molto preoccupata per il loro futuro! La mia preoccupazione riguarda non tanto il decreto in sè stesso ma la visione della scuola pubblica che c'è dietro... la verità è che vogliono creare un popolo di ignoranti dove solo coloro che potranno pagare possono avere diritto ad un'istruzione e quindi alla consapevolezza e alla capacità di scegliere e decidere!! Mi dispiace ma questa volta non ce la farete perchè i genitori questa volta non ci stanno!!

Uno nessuno - Ignoranza e caos

cara gabriella,
mi associo alla preoccupazione di Enrica : mio figlio è al primo anno di università e non posso fare a meno di notare come alcuni telegiornali fanno un uso sbagliato dei dati che riguardano le facoltà italiane.
Ma ciò che più mi sgomenta è l'uso che se ne potrebbe fare della protesta studentesca come d'altra parte è già come in passato.
Persoanlmente sono rimasta sgomenta da certe dichairazioni lette ed attribuite a Cossiga che si sono rivelate davvero profetiche.
Perchè?

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