Una finestra nuova, per tutti, aperta sulla strada, sul mondo, ... lontana dai poteri, vicina alla gente, ... curiosa, rispettosa, amica, ... aperta allo scambio, alla battuta, al saluto, alla discussione, alla polemica, ...incline alla pace, ... ansiosa di verità, ...anche provocatoria se necessario, ... puntuale, ... intrigante, ... attesa, ............
NEWS… SANITA’… OSPEDALE SONDALO… INTERVENGANO LE AUTORITA’!

ANDREA MAGNONI E’ A ROMA, PRESSO IL CENTRO DI RIABILITAZIONE SANTA LUCIA… MA IN QUALI CONDIZONI E’ ARRIVATO? COME E’ STATO CURATO A SONDALO? LA TERZA COMMISSIONE DELLA REGIONE LOMBARDIA CHE DOVRA’ DELIBERARE SULL’AUTONOMIA DELL’OSPEDALE DI SONDALO, FORSE FAREBBE BENE A VISITARE ANDREA E VALUTARE COME E’ STATO CURATO…

Riceviamo e pubblichiamo volentieri la lettera inviata alla nostra Redazione dalla signora Vincenza Giuseppini, mamma di Andrea Magnoni.

“Carissimi amici, vi ringrazio per quanto avete fatto per ottenere il trasferimento a Roma di mio figlio Andrea , anche in forza delle vostre pressioni e quanto avete accettato di rendere pubblico sensibilizzando infatti ambienti anche politici lombardi, interessati a conquistare l’autonomia del’Ospedale di Sondalo.
E così si è fatto in modo che mio figlio fosse trasferito prima della visita disposta dalla III Commissione della Regione Lombardia.
A parte la gioia di rivedere mio figlio, mai mi sarei aspettata di trovarlo con un deperimento tale da rendere veramente precario e incerto ogni tentativo di ripresa.
Ha perso venti chili di peso, e mi chiedo in che modo sia stato nutrito.
Ancora ha il sondino gastrico, per problemi all’epiglottite emersi bene grazie alla visita dell’Otorino del Santa Lucia, e nemmeno a dirlo, nessuno a Sondalo si è occupato in modo serio dei gravi problemi conseguenti alle fratture multiple riportate alla parte sinistra della faccia e regioni circostanti. Mi dicevano: “Tutto a posto.. tutto bene…”. Invece appena lo hanno visto i medici del Santa Lucia, hanno ritenuto urgente il parere del chirurgo maxillo-faciale, e anche di un medico nutrizionista onde far fronte al vergognoso stato di deperimento, di cui evidentemente a Sondalo non si sono preoccupati.
E non mi sembra nemmeno giusto che i sanitari del Santa Lucia, ereditino responsabilità cliniche che non sono loro.
Intendo andare fino in fondo a questa storia, come sapete ho interessato il Tribunale del Malato ed altre sedi competenti, anche perchè qualora si riscontrasse incuria professionale od altro, mio figlio deve essere risarcito del danno.
Attualmente Andrea al Santa Lucia si trova in una camera con altro paziente molto anziano.
Ciò che mi stupisce è il fatto che siano consentite continue visite di amici, gente estranea, ad un malato come mio figlio che dato il deperimento e le sue condizioni immunologiche può contrarre qualunque virus, non da ultimo quello della letale influenza, su cui il Ministro della Sanità ha allertato l’intera popolazione, e di conseguenza penso sia legittimo temere per coloro che sono ricoverati in ambienti sanitari. Rappresenterò questi mie timori al Santa Lucia, nella speranza che ne tengano conto, e comunque anche al fine di declinare da qualsivoglia mia responsabilità.
Anche una delle mie figlie, rientrata dall’Irlanda due giorni fa, è sempre accanto ad Andrea, ma ripeto, vorrei che Andrea non corresse alcun pericolo oltre quelli a cui le sue condizioni lo espongono, visto come mi è stato mandato a Roma.
Grazie comunque per interessarvi ancora di questo caso e dare voce ad una mamma addolorata.

Vincenza Giuseppini

Nostro servizio - Venerdì 21 Agosto 2009

ANCORA SANITA'… ANCORA OSPEDALE DI SONDALO…
ANCORA IL CASO DI ANDREA MAGNONI…
ANCORA IGNORATI GLI APPELLI E LE DENUNCE PUBBLICHE DI MADRE-CORAGGIO CHE NON SI ARRENDE…
CI VORREBBE L’EX PM ANTONIO DI PIETRO…

La storia di Andrea e di mamma Vincenza ormai la conoscono in tanti, tutti quelli che leggono il nostro sito e che ogni giorno ci inviano valanghe di email, sia di solidarietà verso questa madre sia anche dense di fatti tutti riconducibili all’Ospedale di Sondalo, storie vissute, storie finite male, storie che giustificherebbero pienamente la sfiducia che la signora Vincenza ha più volte dichiarato pubblicamente a riguardo delle cure somministrate al figlio Andrea dai sanitari di Sondalo.

La signora ha intrapreso vie legali, e noi stessi abbiamo verificato presso il Servizio nazionale del Tribunale del Malato, che il caso di Andrea Magnoni da lunedì 23 agosto sarà sottoposto al vaglio del Tribunale del Malato della Regione Lombardia, competente per territorio.

Abbiamo anche verificato che la stessa segreteria del Presidente Formigoni si è interessata al caso, e permane l’interesse anche a livello del Ministero della Salute.

Tutto ciò non ha smosso alcuna reazione positiva da parte dell’Ospedale di Sondalo presso cui ancora è trattenuto Andrea, e per il quale l’unico trasferimento preso in considerazione è presso il Centro di Riabilitazione Santa Lucia a Roma….
Quando?
Difficile dirlo, i tempi d’attesa sono lunghi, e comunque in questo Centro giustamente danno la precedenza a coloro che non usufruiscono come è disgraziatamente per Andrea di un posto in Riabilitazione sia pure a Sondalo, sia pure tanto lontano dalla famiglia, dalla mamma.

Ci chiediamo come faranno il padre e le sorelle tra pochi giorni, in quanto il contratto d’affitto della casa di Andrea ove alloggiano è stato disdetto, e la casa deve essere lasciata libera a fine mese.
Sono state disdette anche le utenze, luce, gas ecc, e bloccato il conto in modo che lo stipendio di Andrea rimanga intatto.

A dire della signora Vincenza, né le figlie né l’ex marito hanno disponibilità finanziaria per soggiornare a loro spese in un albergo o altro alloggio, e dunque saranno costretti a lasciare a Sondalo Andrea da solo.

Brutta gatta da pelare per i medici, dato che il ragazzo è assistito di giorno e di notte da un familiare a turno.
Che dirà Andrea quando non vedrà più nessuno?
O sarà la volta buona che questi familiari chiederanno anche loro che venga trasferito subito a Roma?

Almeno questa è la speranza della signora Vincenza, e diciamo la verità, anche la speranza nostra e dei tanti che fanno il tifo per questa mamma.

Nel frattempo nessuno più del personale medico e paramedico vuole parlare “ufficialmente” con la signora Vincenza, e le è stato chiaramente detto che questo è a causa di quanto lei ha voluto rendere pubblico.
Una vendetta?
La signora Vincenza ha agito esercitando i propri legittimi diritti di madre, e in tal senso reazioni del genere appaiono abnormi, anche perché non sollevano altri dall’adempimento ai propri doveri.
Ed è un dovere inopinabile informare una madre delle condizioni di salute del proprio figlio.

Qualcuno deve averlo capito, dato che ieri, 20 agosto, si è recato a visitare Andrea e a parlare con i medici il dottor Cammelli, attualmente sostituto della dottoressa Maria Cristina Manca Direttore Sanitario di Sondalo.

Costui si è poi premurato di telefonare alla signora Vincenza, naturalmente dopo aver parlato anche con le sorelle e il padre di Andrea.
Sentite come Vincenza ci ha descritto questa conversazione.

“…Mi sento telefonare da questo Cammelli, il quale dopo poco mi dice se può chiamarmi per nome, io presa alla sprovvista rispondo di si, ma continuo a dargli del lei e a chiamarlo “dottore”.
Lui invece “Enza” come se fossimo amici di vecchia data…
E già che io sono scema che non ho capito, a lui hanno dato questo compito, cercare di placare la situazione, darmi spago e tenermi buona…
Ha iniziato a parlare di spirito paterno… io ho 58 anni, lui 60 e non ho capito a cosa si riferisse, a meno che non mi consideri pazza come mi avranno descritto…
Mi ripeteva che se avesse un figlio come Andrea lui lo farebbe curare a Sondalo, ignorando completamente la mia sfiducia verso quei medici e verso quell’Ospedale….
Poi l’ha fatta grossa, tanto che gli ho mandato un sms di fuoco… visto che mi aveva dato anche il suo cellulare…
Insomma, per farla breve questo si è permesso di andare a dire a mio figlio che io andrò a trovarlo, ma vi rendete conto?
A un ragazzo che non è nemmeno cosciente se non in minima parte, e poi ha aggiunto che ci era scappata pure la lacrimuccia… Inaudito, roba che gli avrò ripetuto mille volte che io lì non ci andrò mai e mio figlio lo aspetto a Roma… Guardate, non potete immaginare cosa ho provato, una vera e propria violenza psicologica, oltre quella praticata su Andrea, dandogli una illusione nonostante conoscesse le mie intenzioni…
Ma voi, che siete dei giornalisti tanto coraggiosi, a parte le mie iniziative giudiziarie, mi consigliate di coinvolgere anche qualche politico? Per favore aiutatemi….”

Terminata la conversazione ci siamo consultati e abbiamo deciso di consigliare pubblicamente la signora Vincenza a sottoporre l’intera vicenda all’ex PM Antonio Di Pietro…
Perché proprio lui?

Il motivo è semplice, basta andare un po’ indietro con la memoria.
La Tangentopoli di Di Pietro iniziò proprio nell’ambito della Sanità in Lombardia, e anche se attualmente fa politica, pensiamo che sia l’unica persona a disporre della documentazione idonea a far luce sulle strutture sanitarie di quella Regione, compreso l’Ospedale di Sondalo, specie in considerazione che tra pochi giorni si dovrà decidere se questo Ospedale merita o non merita l’autonomia richiesta.

E in tal senso gli interessi sono elevatissimi, e sarebbe paradossale perdere un vantaggio così grande per il puntiglio di non voler trasferire a Roma un paziente…. A meno che non vi siano dietro ragioni riconducibili alla dinamica dell’incidente…

E sempre tra Milano e Bergamo vi sono altri due Magistrati donne, la dottoressa Penna e la dottoressa Pugliese, che già negli anni scorsi misero anche loro le mani su uno scandalo della Sanità in Lombardia, e che prese il nome dello “scandalo della Clinica dei Vip”, vi ricordate?
All’epoca, la Lega non era certo alleata col Berlusca, e cavalcò questo scandalo, ottenendo una grande popolarità e tanti tanti voti…
Ora, la Lega nonostante a Sondalo sia molto presente, si troverà tra l’incudine e il martello, tuttavia staremo a vedere… a volte maggioranza e opposizione possono raggiungere in casi specifici anche l’auspicata unità di intenti.

Possiamo ben dire alla signora Vincenza che conoscendo personalmente sia Di Pietro che le due Magistrati, invieremo loro tutta la documentazione raccolta su questo caso, e vediamo se il Di Pietro politico cavalcherà questa vicenda come avrebbe fatto quando era il Pubblico Ministero più amato o più temuto d’Italia.
La stessa documentazione faremo in modo che arrivi anche sul tavolo della Commissione che dovrà concedere o negare all’Ospedale di Sondalo l’autonomia, e in tal senso siamo certi che i sanitari di questa struttura saranno contenti, in modo che non vi siano dubbi di alcun genere sui requisiti che l’Ospedale vanta e che dovrebbero essere riconosciuti.

Ci preme però chiarire una cosa alla signora Vincenza.
Se è vero che questo nostro impegno è scaturito dalla sua vicenda personale, è pur vero che quando ci siamo visti arrivare tante email da parte di persone che avevano vissuto analoghe brutte esperienze, abbiamo sentito il dovere civico di trattare questa vicenda nel più generale ambito della Sanità, e pertanto anche quando il suo Andrea sarà a Roma, e speriamo presto, noi continueremo a tenere i riflettori accesi sugli interessi del malato in genere.

E secondo in nostro modesto parere, forse sarebbe stato più prudente trasferire Andrea subito, e mettere a tacere un caso al quale prima o poi qualcuno avrebbe dato voce, come è capitato a noi.

Concludiamo esortando la signora Vincenza a non permettere nessun tipo di confidenza a chi deve rimanere al proprio posto, senza farsi dare del tu da nessuno, o consentire a medici che si straripi dai loro ruoli …. Se quanto ci ha raccontato della telefonata intercorsa col dottor Cammelli è vero…. bè, molte sono le nostre perplessità…

Nota

Riteniamo interessante capire quanto stia a cuore l’Ospedale Morelli di Sondalo al Sindaco, il quale ne ha fatto il cavallo di battaglia per essere eletto…. Ottimo bancario… non c’è dubbio.
Leggete qui di seguito.

Luigi Grassi - lista n. 4
1. Luigi Grassi, vicesindaco dell’Amministrazione uscente Togni, Assessore in Cmav, impiegato in una banca locale.
I tre punti chiave del programma? a) Autonomia del Morelli, avendo dato pieno appoggio al Comitato Promotore del disegno di legge per l’istituzione dell’Azienda Autonoma ospedaliera a Sondalo. b) Conclusione dell’accordo con Comune di Milano per concessione definitiva degli “accrediti” alla nostra Casa di Riposo, al fine di garantire il mantenimento dei posti di lavoro ai nostri cittadini presso il Comune, e, al contempo, di aumentare i numeri dei posti letto, arrivando così al pareggio d’esercizio della nostra casa di riposo. c) realizzazione di nuova centralina idroelettrica su vecchio acquedotto di Dom Bastone così da reperire risorse per le casse del Comune e per fornire alla ditta farmaceutica Gambro maggiori quantità di acqua, sostenendo così il loro piano di sviluppo industriale che comporta nuove assunzioni.
2. Sondalo ha bisogno di stabilità e di una progettualità lungimirante, seria e concreta, rispetto della sua realtà economica e sociale. Ho iniziato a perseguire questi obiettivi dall’inizio del mio percorso politico e amministrativo ed ho condiviso con alcuni colleghi questa esperienza. In questo momento , con il gruppo che mi sostiene, abbiamo raggiunto la preparazione e le competenze necessarie per poter concretizzare questi obiettivi. Non è necessario alzare la voce o mostrare amicizie più o meno altisonanti : bisogna lavorare duro, con impegno e determinazione, mossi solo dall’amore per il proprio paese. Ciò a significare che potremo mettere a disposizione della cittadinanza competenza e immediata operatività.
3°. Dopo le dimissioni del Sindaco Togni ho ricevuto numerosi attestati di stima e di sostegno da altrettanti sondalini; lo stesso ex sindaco mi ha stimolato in questo senso. L’appoggio, poi, del gruppo di maggioranza e dell’attuale lista è stato determinante per decidere di scendere in lizza. I tanti nomi illustri di dipendenti del Morelli e non solo che sostengono la nostra lista, mi hanno convinto che , la nostra, è stata la decisione giusta.
4°. Se sarò eletto Sindaco, sarò un Sindaco libero, quindi in grado di chiedere un appuntamento al Presidente Formigoni, affinché mi spieghi cosa intende fare circa il Morelli. Mi presenterò senza alcuna tessera politica in tasca , ma solo con la fascia tricolore perché sarò il Sindaco di tutti i cittadini di Sondalo e non avrò timore alcuno a difendere gli interessi dei miei concittadini che sono l’anima di un paese splendido che ha bisogno di sapere che si può alzare la testa!

Fonte


Didascalia immagini:
1. Luigi Grassi;
2. Maria Luisa Manca - direttore sanitario Sondrio;
3. Antonio Di Pietro;
4. Logo Italia dei valori;
5. Logo Tribunale del Malato.

 

ULTIMISSIME DA SONDALO
SANITA’ O MALASANITA’…?
IL CASO DI ANDREA MAGNONI DIVENTA UN GIALLO…
E MADRE-CORAGGIO DENUNCIA TUTTO…

Vincenza Giuseppini ci ha contattato ancora una volta, la sua voce era rotta dal pianto…

“Voglio che pubblichiate quanto ho da dire, per l’ultima volta…
Ho parlato con il Direttore Amministrativo di Sondrio… ho avuto la sensazione di una vera e propria intimidazione e mi ha anche fatto capire che a causa di quello che ho reso pubblico, ora Brambilla, il primario che cura mio figlio non mi risponderà più al telefono per darmi notizie sulla salute di Andrea.
Punita, capite, una madre punita dai medici.
E non ho frainteso visto che per tutta la giornata di ieri ho cercato Brambilla e non mi ha risposto…
Intanto Andrea ha la febbre alta, 38 e quattro capite? E loro ancora prelievi, ancora radiografie, ancora in cerca della causa… Incompetenza?
Lo decideranno i Giudici, io ho denunciato tutto , ma so per certo che poiché io non posso muovermi loro sono obbligati, conoscendomi, a darmi notizie su mio figlio.
Se Andrea è ancora vivo, lo devo a Dio, non certo ai medici…
La situazione di mio figlio è grave, e la mia convinzione resta quella che a Roma avrebbero studiato meglio il caso.
E per questo motivo, ogni complicazione, come quella attuale, penso di sapere a chi va addebitata.
Gli avvocati che ho consultato fino ad oggi mi hanno parlato chiaro: “Signora Giuseppini, non vi sono dubbi.
Lei è la madre, cioè la figura più importante e non può muoversi da Roma.
Si sosterrà e si dimostrerà che il rifiuto a trasferire suo figlio vicino a lei, è un “abuso” che già al momento può avere recato un danno anche psicologico e a rischio di depressione in questo ragazzo.
Saranno nominati dei periti e quantificato il danno risarcitorio.
E’un fatto almeno sospetto che suo figlio uscito dalla Rianimazione, sia stato solo tre o quattro giorni in Neurologia e poi subito passato a Riabilitazione dove è insorta la febbre, a loro dire causata dal fungo Candida, fungo a loro dire debellato, ma la febbre è ricomparsa e il che parla chiaro. Inoltre quando lei ieri ha detto che suo figlio vuole venire a Roma, le è stato risposto che non fa testo perché è incapace di intendere e volere… e quando lei ha preteso che le si confermasse questa dichiarazione gravissima, le si è detto: “Io riferisco ciò che dicono i medici. Suo figlio è vigile su piccole cose ma non è in grado di elaborare…”. Signora Giuseppini, questa dichiarazione non contrasta forse con il “Tutto bene” riferito dalla Neurologa e dal Primario?
E allora, dobbiamo sospettare che se Andrea ricordasse il misterioso motociclista, sarebbe considerato “incapace di intendere e volere? Si ricordi abbiamo le registrazioni abusive che le ha dato quella persona…”
Ecco vedete, queste cose me le hanno fatte considerare gli esperti.
Andrò fino in fondo, ma dopo questo comunicato non renderò più pubbliche le mie mosse, questo per non intralciare le azioni del Tribunale del Malato. O
ra dobbiamo agire a sorpresa e in tutte le sedi anche quelle della Sanità a livello della Regione Lombardia.
Vi dico pure che ho chiesto il divorzio, sono sette anni che sono legalmente separata, ma voglio dare un taglio ancora più netto e soprattutto non voglio più avere beni in comune con un uomo che ho cancellato dalla mia vita in questo frangente dell’incidente di Andrea.
Vi ringrazio per avermi dato voce, vi aggiornerò quotidianamente, ma vi prego di non pubblicare quanto vi dirò di riservatissimo. Sappiate solo che questa è una sporca storia…. Nemmeno immaginate cosa ho scoperto.”

Vincenza Giuseppini
Didascalia foto: 1).Roberto Formigoni; 2). Luciano Bressani

 

 

Nostro servizio - Sabato 15 Agosto 2009

OSPEDALE DI SONDALO… MA I MEDICI SE NE FREGANO ANCHE DELL’INTERVENTO DEL VICEMINISTRO DELLA SALUTE, FERRUCCIO FAZIO…
INTANTO MADRE-CORAGGIO NON MOLLA, RIVUOLE SUO FIGLIO ANDREA, CHE ORMAI CONSIDERA QUASI UN “OSTAGGIO” DI QUESTO OSPEDALE, SPECIE DA QUANDO PERSONE AMICHE CHE LAVORANO LI’ DENTRO, PUR CHIEDENDO DI NON FARE I LORO NOMI, HANNO INVIATO ALLA SIGNORA VINCENZA UN CORPOSO DOSSIER DI CASI DI MALATI TUTTI MERITEVOLI DELL’INTERVENTO DA PARTE DELLE COMPETENTI AUTORITA’.

OSPEDALE DI SONDALO…
E BRAMBILLA ACCUSA MADRE-CORAGGIO:
“LEI COSI’ NON VUOLE IL BENE DI SUO FIGLIO!”

Sono le dieci di sera, quando Vincenza Giuseppini telefona sconvolta alla nostra redazione.

Registriamo la telefona e su richiesta dell’interessata la pubblichiamo fedelmente.

“Scusatemi se vi disturbo a quest’ora, ma ho parlato poco fa col primario che cura mio figlio a Sondalo, quel Brambilla…
Gli ho detto che il Viceministro Fazio, si era interessato e che la segretaria era stupita che per trovare un posto a mio figlio a Roma, i medici di Sondalo lo cercassero telefonicamente e non secondo le normative…
Brambilla ha insistito che bisogna attendere che lo prendano al Santa Lucia… e quando io ho replicato che non voglio attendere più, e che voglio che mio figlio venga a Roma in una qualunque struttura, ce ne sono tante con la riabilitazione, lui mi ha accusato di non volere il bene di mio figlio, capite, cosa si sente dire una madre?
Ora ci penso io con l’Ordine dei medici ma anche con chi di dovere…
Pensate un po’, quando gli ho detto che a Roma c’è il Sant’Andrea che funziona benissimo per casi come quello di mio figlio, sapete che mi ha risposto Brambilla?
“Signora, ho cercato in internet, ma io non ho trovato nulla su questo Sant’Andrea…. Nemmeno un recapito telefonico…” .
E allora, mentre lo ringrazio per il suo interessamento, chiedo ancora una volta al Ministro di mandare subito gli ispettori all’Ospedale di Sondalo, e di verificare l’idoneità dei medici che non sono capaci nemmeno di trovare un numero telefonico… oppure mi prendono per i fondelli?
Come lo devo gridare al mondo che voglio mio figlio vicino a me a Roma, che non voglio che stia un giorno in più nell’Ospedale di Sondalo di cui non mi fido nel modo più assoluto.
Loro forse non me lo mandano perché temono di dover trasmettere l’intera cartella clinica?
O forse pensano che io sia stata ferma con la Magistratura? Si sbagliano…
Vediamo come se la sono aggiustata quando mio figlio è stato portato lì con l’elicottero, vediamo perché della sua identità si è saputa ufficialmente solo dopo due ore, mentre guardate caso a me mi rintracciarono quando ancora Andrea era sul luogo dell’incidente, e vediamo chi era il motociclista che qualcuno sta coprendo…. O era forse uno in divisa?...
O un medico sportivo?
Basta, non ne posso più, Brambilla ieri ha toccato il fondo, quando mi ha detto che sono io a non volere il bene di mio figlio… Per favore, che intervenga il Ministro, il Vice Ministro Fazio, ma che mio figlio sia mandato subito a Roma… prima che sia troppo tardi.
Io lavoro nella Sanità, ricordatevelo!
Mio figlio non deve ricordare altro che di aver frenato, quando è caduto, vero?
E’ per questo che lo tengono “prigioniero” delle loro “cure” a Sondalo?
E’ facile, ottenere ciò che si vuole quando c’è stato un trauma cranico tanto grave, un coma profondo di 15 giorni… e la memoria che va e viene…
E ora un danno assonale diffuso di cui non si conosce l’entità e nemmeno quanto sia permanete o recuperabile.
Liberate il mio Andrea da chi lo tiene “prigioniero” nel corpo e nella mente!”

Vincenza Giuseppini


OSPEDALE DI SONDALO
AGGIORNAMENTI

“Restituitemi mio figlio Andrea!”

E’questo il grido di Vincenza Giuseppini, la mamma che non si arrende fino a quando il suo Andrea non sarà trasferito in una struttura sanitaria di Roma.
L’abbiamo incontrata, è una donna forte, e non si lascia abbindolare da alcuna rassicurazione che gli provenga dal personale medico dell’Ospedale di Sondalo.

“La sapete l’ultima? Ora in quell’ Ospedale mio figlio ha contratto anche la Candida bronchiale, e i medici sdrammatizzano, come se io non sapessi che cos’è questo fungo, come se non sapessi quali conseguenze può causare in un ragazzo immunodepresso.
A loro basta che la febbre sparisca, avete capito, io lavoro in un ambiente medico, e tutti, dico tutti, mi hanno detto che la Candida è insidiosa e anche quando sembra che sia debellata invece è un fungo invasivo e dopo mesi a volte anche due anni ci si ritrova con lesioni che portano alla morte.
Mi hanno detto che loro l’avevano messa nei conti…
Io voglio che il Ministro della Sanità mandi lì gli Ispettori, e vediamo se quando un paziente è in rianimazione si fanno entrare parenti, amici, conoscenti, senza mascherine, senza cuffie per i capelli…. Questa è la prevenzione?
Il fungo mio figlio come lo ha contratto?
Se ci fosse stato l’igiene, se tutto fosse stato asettico, questa complicazione non si sarebbe presentata!
E ancora ieri sera Brambilla mi parlava del Santa Lucia…
Mi hanno perfino mentito, mi hanno detto che al Santa Lucia non lo hanno preso perché non c’è posto, invece io che ho conoscenze lì dentro, ho saputo che non lo hanno preso perché mio figlio deve essere prima curato in ambiente specialistico … altro che riabilitazione….!
E poi, l’ultima beffa!
Mi hanno detto che loro per trasferirlo in un Ospedale di Roma, non hanno conoscenze…
Ma vi rendete conto?
Certo che per accettare un malato che sia stato curato a Sondalo, visto che lì ci si prende pure la
Candida ai bronchi, evidentemente servono le conoscenze, il solito clientelismo.
Loro non possono fare un fonogramma al Gemelli, al Sant’Andrea, a Tor Vergata, insomma a Roma ce ne sono tanti di posti dove mio figlio può essere curato, ma me lo tengono “prigioniero” li, e sapete perché?
Perché loro ritengono di poterlo curare. Io invece no, non mi fido, punto e basta.
E poi, come ha scritto quel primario psichiatra, io stessa, come madre, rappresento la più importante terapia per mio figlio, e loro gliela stanno negando.
Ma questa storia non finisce qui… intanto la Magistratura sta cercando il motociclista che chiamò i soccorsi e del quale dalla Polizia Stradale mi è stata negata l’esistenza. Invece la registrazione abusiva che ha fatto una persona che si era sintonizzata sulla linea del 118, è uscita fuori….
Capite? Il mio Andrea è “prigioniero” di una vicenda torbida e voglio che oggi stesso mi sia trasferito a Roma!
Per favore pubblicate questo mio appello, e mandatelo al Ministro della Sanità! “

Vincenza Giuseppini

 

NEWS: OSPEDALE DI SONDALO:
MONITO DEL NOTO PSICHIATRA A.V.
AI COLLEGHI MEDICI
CHE HANNO IN CURA IL PAZIENTE ANDREA MAGNONI.

Continua la battaglia di Vincenza Giuseppini, la madre-coraggio che da circa un mese chiede a gran voce che il proprio figlio ricoverato in coma profondo lo scorso 13 luglio presso l’Ospedale di Sondalo, venga trasferito a Roma.

Negli articoli da noi pubblicati la storia di Andrea è stata resa pubblica su richiesta di questa mamma,

Tante sono state le testimonianze di solidarietà, ma una più di tutte, per la autorevolezza e la grande competenza dell’autore, merita di essere pubblicata, nella speranza che i sanitari dell’Ospedale di Sondalo si rendano sensibili alle riflessioni dell’illustre psichiatra.

Così in una email indirizzata alla signora Vincenza ha scritto il professor A.V.

“Gentilissima signora Vincenza, sto seguendo in internet il caso che ha visto il suo figliolo vittima del tragico incidente occorsogli il 13 luglio.
I problemi da affrontare sono tanti e di varia natura, non da ultimi quelli legati al comportamento incomprensibile dei suoi familiari.

E’ presumibile che abbia agito in loro il fattore di comodo di alloggiare nella casa di suo figlio, impedendo di fatto di disdire il contratto di locazione e potersi garantire questo ragazzo del proprio stipendio, che stia pur certa gli servirà, purtroppo, per curarsi.

Un malato di questo genere, sebbene curato in strutture pubbliche dovrà integrare a proprie spese le tantissime necessità complementari alle terapie di base.
Io stesso seguo alcuni pazienti preso il centro di riabilitazione Santa Lucia, e posso dirle che anche lì, alcuni trattamenti sono a pagamento.

Dunque anche un solo euro detratto allo stipendio di suo figlio, appare come un furto.

Ma vorrei far considerare ai colleghi medici dell’Ospedale di Sondalo, un aspetto a mio avviso fondamentale e che dovrebbe indurli a chiedere loro e a trovare il posto per un immediato trasferimento del paziente a Roma, vicino alla sua mamma.

Vede signora, il mio è un mestiere “ingrato”, ma non posso sottrarmi nel sensibilizzare la Direzione Sanitaria sulla importanza e l’urgenza che questo povero ragazzo ha di sentire vicino a sè la mamma.

Durante la mia lunga esperienza, ho curato dal punto di vista psichiatrico e psicologico molti giovani vittime di traumi simili a quello del suo Andrea.

Ebbene, quelli che sono sopravvissuti, nei casi in cui non hanno trovato la presenza e il sostegno della figura materna, purtroppo sono caduti in gravissime depressioni, e talvolta si sono suicidati.

Per questo motivo, penso che i colleghi di Sondalo debbano trasferire Andrea dove sta la mamma, poiché non vi è nessun’altra figura, né padre né sorelle che possano sostituirsi a quella unica figura che da la vita, e sprona a vivere, a reagire, quando il destino mina la basi della vita stessa.

Ai mie colleghi dico, e concludo: “Non assumetevi questa responsabilità, se un giorno Andrea dovesse ricorrere per depressione ad un gesto estremo, voi non ve lo perdonereste mai.
E sappiate che la mancanza della figura materna si insinua furtivamente nell’incoscio di un mondo sommerso fino ad esplodere un giorno quando sarà troppo tardi.
Ogni tanto, ascoltate il parere degli psichiatri…”

(Lettera firmata)

 

Nostro servizio - Sabato 8 Agosto 2009

OSPEDALI: COSA SUCCEDE A SONDALO? SI E’ RIVOLTA AL NOSTRO GIORNALE LA MAMMA DI UN GIOVANE RICOVERATO PRESSO L’OSPEDALE DI SONDALO, IN STATO DI COMA, GIA’ IL 13 LUGLIO SCORSO. SULLA VICENDA ABBIAMO PUBBLICATO L’ARTICOLO CHE POTETE LEGGERE QUI CORRELATO.
SUCCESSIVAMENTE, A QUANTO CI RIFERISCE QUESTA MAMMA DISPERATA PER LE CONDIZIONI DEL PROPRIO FIGLIO, SEMBRA CHE A TANTO DOLORE SI SIANO AGGIUNTI COMPORTAMENTI DA PARTE DEL PRIMARIO PAOLO BRAMBILLA CHE NON COMMENTIAMO, TUTTAVIA ACCOGLIAMO LA RICHIESTA DI UNA MADRE COSTRETTA A SCRIVERE UNA LETTERA APERTA, DOPO ESSERSI SENTITA NEGARE LE NOTIZIE SULLA SALUTE DEL PROPRIO FIGLIO.

LETTERA APERTA AL PROFESSOR PAOLO BRAMBILLA, PRIMARIO PRESSO L’OSPEDALE DI SONDALO.

Egregio Professor Brambilla,

ARTICOLO CORRELATO:
CADE DALLA BICICLETTA… UNO STRANO INCIDENTE CHE SI TINGE DI GIALLO…
E LA MADRE DI ANDREA MAGNONI, IN COMA PRESSO L’OSPEDALE DI SONDALO GIA’ DALLO SCORSO 13 LUGLIO, VUOLE VEDERCI CHIARO E INGAGGIA UN INVESTIGATORE… IL NOME?
TOP SECRET… MA CI RACCONTA I FATTI COSI’ COME DA LEI VISSUTI IN PRIMA PERSONA… EFFETTIVAMENTE I CONTI NON TORNANO…
ORA E’ IL CASO DI DIRE: “CHI SA PARLI… PERCHE’ QUALCUNO, INCONSAPEVOLMENTE HA GIA’ PARLATO…”

 

Nostro servizio - Sabato 15 Agosto 2009

OSPEDALE DI SONDALO… MA I MEDICI SE NE FREGANO ANCHE DELL’INTERVENTO DEL VICEMINISTRO DELLA SALUTE, FERRUCCIO FAZIO…
INTANTO MADRE-CORAGGIO NON MOLLA, RIVUOLE SUO FIGLIO ANDREA, CHE ORMAI CONSIDERA QUASI UN “OSTAGGIO” DI QUESTO OSPEDALE, SPECIE DA QUANDO PERSONE AMICHE CHE LAVORANO LI’ DENTRO, PUR CHIEDENDO DI NON FARE I LORO NOMI, HANNO INVIATO ALLA SIGNORA VINCENZA UN CORPOSO DOSSIER DI CASI DI MALATI TUTTI MERITEVOLI DELL’INTERVENTO DA PARTE DELLE COMPETENTI AUTORITA’.

Da un mese circa abbiamo ritenuto di dare spazio a questa storia umana ma anche grottesca, una storia in cui con una inspiegabile ostinazione, i medici dell’Ospedale di Sondalo, nonostante la madre del loro paziente Andrea Magnoni, abbia dichiarato più volte la propria totale sfiducia a riguardo delle capacità professionale del personale sanitario, non decidano di trasferire questo ragazzo in una struttura sanitaria di Roma, dove la signora Vincenza vive e lavora.

Lei è preoccupata, non si da pace, e le autorità Ministeriali hanno accolto il suo appello, il vice Ministro Fazio ha interessato subito il Policlinico Gemelli, uno dei posti più qualificati in tema di Sanità, e con un ottimo reparto di riabilitazione, ma intanto a Sondalo nessuno parla di trasferimento, nessuno si esprime su una data immediata.

Sappiamo che avevano presentato domanda perché Andrea fosse accolto presso la struttura romana del Centro di Riabilitazione Santa Lucia.
La signora Vincenza anche lì è riuscita ad avere alcune informazioni.

Ebbene, formalmente sulla carta Andrea sarebbe accolto, ma i tempi sono lunghi, e il funzionario del centro le ha detto che seppure avessero avuto intenzione di chiamarlo tra un mese, già doveva comparire in un certo registro, cosa che non è avvenuta.

La signora Vincenza teme nell’ennesima beffa, nel senso che l’Ospedale di Sondalo con la scusa che Andrea è in lista di attesa al Santa Lucia, trattengano presso di loro il ragazzo chissà per quanto tempo ancora, ma lei suo figlio, lo rivuole subito, non vuole che stia lì nemmeno un giorno in più. Lunedì 17 agosto tornerà alla carica ma non solo col Vice Ministro, ormai per lei è guerra, e invierà una relazione su ciò che si verifica nell’Ospedale di Sondalo alla 3^ Commissione Sanità della Regione Lombardia, che il prossimo 17 settembre si recherà presso detto presso l’Ospedale “Morelli”.
La visita dovrebbe consentire ai consiglieri regionali, componenti la Commissione, di poter discutere con maggior cognizione di causa la proposta di Legge sull’autonomia, ossia il distacco del “Morelli”dall’A.O.V.V. (Azienda Ospedaliera di Valtellina e Valchiavenna).
La signora Vincenza dice senza peli sulla lingua: “O mi trasferiscono a Roma mio figlio immediatamente, oppure la auspicata autonomia se la sognano, io sono in grado di bloccargli tutto, nelle mie mani c’è un vero e proprio dossier che mi hanno fatto avere gli stessi dipendenti paramedici dell’Ospedale e poi ho anche parlato con qualche medico onesto che da quell’Ospedale ha preferito andarsene”.
La signora è un fiume in piena, e si sente veramente forte come chi ormai è ben documentato.
Ci dice: “Basterebbe che si vadano a leggere i commenti sui tanti blog, in cui i cittadini di Sondalo sconsigliano l’autonomia per quell’Ospedale, uno dice addirittura.. leggete qua:

“Ma quale autonomia pretendono??
All’ospedale di Sondalo vige già la piena anarchia!
Da parte dell’AOVV non c’è la ben che minima vigilanza: pazienti non mobilizzati nei letti in medicina e neurologia che sviluppano piaghe da decubito; un bambino di dieci anni ricoverato per CINQUE giorni in ortopedia con la madre che non riceveva nessun tipo di informazione ed aveva solo e soltanto una microfrattura alla caviglia!!! La madre ha dovuto chiamare il 118 ed in un attimo il figlio è stato trattato e dimesso!! La signora è stata pure sgridata dal medico:”lei faccia la mamma che io faccio il dottore!”
Il bambino doveva essere trattato e dimesso in giornata!
Questa è la razionalizzazione delle risorse??
Questa è la “centralità della persona” tanto sbandierata nel sito dell’AOVV??
Non accadrebbe se ci fossero dei supervisori seri ed attenti, altro che autonomia!!! “

Siamo quasi increduli, chiediamo alla signora Vincenza il link di questo blog, lei ce lo da senza problemi:
www.altarezianews.it.

La signora Vincenza Giuseppini è una impiegata dell’ISPESL (Istituto Superiore Prevenzione e Sicurezza Lavoro), e se ne frega di come questa sua battaglia venga giudicata tra sanitari e parenti nei meandri di pettegolezzi che girano nei corridoi dell’Ospedale, dove ancora oggi, quando questa mamma chiama per sapere di suo figlio, ancora una volta con la febbre, gli si risponde negandogli notizie e i medici si fanno negare.
“Allora, se i medici non ci sono, è illegale, perché un medico di guardia deve esserci sempre, e se non c’è nemmeno quello, che vadano i carabinieri e che il Ministro chiuda la struttura.”.
La signora è talmente agguerrita che decidiamo di intervistarla, vogliamo comprendere meglio le ragioni profonde di questa sua battaglia.

D: “Signora Vincenza, da dove si origina questo suo turbamento?”

R: “Semplice. Quando mi avvertirono dell’incidente e viaggiai tutta la notte per arrivare all’Ospedale di Sondalo dove mi figlio era in coma, mi resi subito conto che in quel posto i malati non erano al sicuro. Figuratevi, era la prima volta che mi capitava di vedere con i miei occhi che in un reparto di rianimazione facevano entrare tutti, solo con un camice… niente altro, capite? Capelli al vento, niente mascherine per l’alito, e lì’ tutti a toccare e sbaciucchiare il paziente, mica solo i parenti stretti, tutti, perfino gli amici, i conoscenti … insomma una vergogna. Pensai subito che il mio Andrea si sarebbe preso qualche infezione, come di fatti poi è stato… ancora oggi ha la febbre, passano da un antibiotico all’altro, sta due giorni senza febbre e poi gli ritorna. E poi, ci fosse stato un solo medico che ha fatto la stessa diagnosi, tutte diagnosi diverse, dunque una madre, secondo voi, deve stare tranquilla? Ho nominato un avvocato di medicina legale, ora farò fare al più presto una perizia e poi vedremo se mio figlio poteva essere curato meglio a Roma.

D: Signora, lei non è medico, ma sembra molto sicura di quanto afferma…

R: Non sono medico, ma ho sottoposto il caso di mio figlio ad illustri primari, e tutti si sono stupiti che ad Andrea non siano state fatte alcune terapie e alcune indagini.

D: Ci scusi, ma questi primari che lei ha consultato, su che base si sono espressi?

R: Sulla documentazione che persone amiche che lavorano in quell’Ospedale, non medici, mi hanno procurato, diciamo in un modo non ortodosso. Ma è gente che conosce fin troppo bene la situazione di questo Ospedale e non fanno altro che dirmi: “Signora, si porti via suo figlio!”
Poi sono entrata in contatto con parenti di pazienti che sono morti nello stesso Ospedale, e alcuni hanno fatto denunce per omicidio colposo a carico dei medici, altri chiedono il risarcimento per incuria professionale, insomma, ho lavorato giorno e notte e per questo credo che se non mi rimandano a Roma mio figlio, sono in grado di bloccargli l’autonomia che chiedono.
Vedremo se la Commissione che andrà in visita a settembre, con il mio dossier gli concederà questa autonomia.

D: Lei però ha contro anche il suo ex marito e le altre due figlie, che sono su ad assistere Andrea, è così?

R: Si, loro sono sempre stati contro di me, non hanno mai accettato che io mi separassi dal loro padre, ma la mia storia è troppo triste, e a un certo punto una donna non ce la fa più.
In questo frangente poi hanno toccato il fondo. Sapete perché sono lì da un mese? Sfruttano la casa che Andrea ha in affitto, e che paga con il suo stipendio di dipendente delle Poste, bollette comprese. Io ho trovato questo fatto profondamente immorale, e so per certo che se non avessero avuto questa comodità, dopo un giorno loro stessi avrebbero chiesto il trasferimento di Andrea.
Non lo fanno perché a Roma, le porte della mia casa sono chiuse.

D: Signora, le sue sono accuse gravi, lei ci sta dicendo che per stare lì usano lo stipendio di suo figlio, che potrebbe curarsi anche meglio, o pagarsi qualche visita di consulto privatamente?

R: Si, è così. Ma ora la festa è finita.

D: Che vuol dire, ci spieghi meglio, per favore.

R: Semplice. Il contratto di affitto di mio figlio scadeva in questi giorni. Ho comunicato la disdetta date le sue condizioni fisiche, e a fine mese la casa deve essere lasciata libera.
Idem ho fatto per i contratti delle utenze.

D: E i suoi come hanno reagito?

R: Non li ho avvertiti, si ritroveranno a dover uscire di casa e a organizzare il trasloco delle cose di Andrea.

D: Lei pensa che un giorno suo figlio non voglia tornare a lavorare a Sondalo?

R: Magari, vuol dire che mio figlio avrà per quel tempo riacquistato la piena autonomia. Ma intanto ci vorranno mesi di riabilitazione e dovrà stare vicino a me che sono la mamma. Poi, se vorrà, avrà modo di trasferirsi di nuovo e affitterà un’altra casa. Nel frattempo il suo stipendio non sarà consumato da nessuno che ne approfitta.

D: Signora, pensa che lei manchi molto ad Andrea? Che tipo è suo figlio?

R: Si, lo psichiatra, il professor A.V. me lo ha spiegato, lui sostiene che continuare a tenerlo lontano da me è un crimine, e dice anche che quando Andrea cadrà in depressione io devo chiedere i danni all’Ospedale, cosa che naturalmente farò.
Mio figlio è un ragazzo che ha subito molto fin dall’infanzia la soggezione della figura paterna.
Per questo ha avuto problemi di balbuzie.
Pensate, qualche anno fa, credevamo che gli mancasse un esame alla laurea, poi scoprimmo che aveva dato si è no due o tre esami, ed io dovetti rendermi sua complice, senza dirlo al padre, per evitare una tragedia.
Di contro, si era messo a fare politica, naturalmente con gruppi di estrema destra, una reazione scontata per chi subisce sopraffazioni o mortificazioni.
Ma vi prego, non fatemi ricordare gli anni più brutti della mia vita… la colpa è mia, perché i motivi per separarmi subito dal mio ex marito, li ebbi fin da prima che nascesse Andrea… Poi, si sa, uno cerca di tirare avanti, e per fortuna il mio lavoro mi ha salvato, fino a quando non ce l’ho fatta più e ho detto basta.

D: Ma i medici di Sondalo, sono a conoscenza di questa situazione familiare? Sa, in questi casi, la figura materna diventa indispensabile…

R: Si, non solo sanno tutto, ma ascoltano anche come mi rispondono il padre e le sorelle di Andrea.
Due giorni fa, mi sono sentita dire: “Noi stiamo facendo da madre ad Andrea assai meglio di te…”
E così mio figlio invece di avere un padre e due sorelle, si ritrova al posto della vera madre, tre madri sostitute… Ai medici fa comodo così, ormai sono prevenuti, addirittura uno di loro mi ha detto “Sappia che questa telefonata la sto registrando…”

D: Cosa? Signora Vincenza dice sul serio? Guardi che una cosa del genere, per questo medico prevede guai seri, lo sa?

R: E perché credete che mi sia rivolta al Ministro e alla Magistratura… Mi auguro per questo Ospedale che lunedì mi mandino mio figlio a Roma… e rispettino la sua volontà, senza continuare a fargli il
lavaggio del cervello che deve aspettare che lo chiamino dal Santa Lucia… Tanto anche il Santa Lucia, leggerà domani stesso di questo caso, manderò loro la documentazione in mio possesso e vedrete che non lo prenderanno più… se questo è l’unico modo per uscire da un tunnel di bugie e molto altro…

D: Molto altro? Cosa intende dire signora Vincenza…?

R: Bè, vi ho già detto molte cose, qualche carta lasciatemela di riserva….

D: D’accordo, speriamo solo che averle dato spazio nel nostro sito, serva a farle riabbracciare il suo Andrea…

R: Io non credevo nella forza di internet… ma voi mi avete dimostrato che questo linguaggio, quando si è onesti può raggiungere anche i poteri forti…. Grazie….

E siamo in tanti a dire ancora una volta a madre-coraggio: “Resista, lei è un esempio di mamma!” Ringraziamo anche noi il Ministro e il Vice Ministro della Salute, persone che meritano di governare per il solo fatto di essersi resi sensibili alla voce del cuore, al di là della gelida burocrazia.


La nostra Redazione, credendo di interpretare i sentimenti di Andrea, dedica questa canzone a Vincenza, una mamma vera, una mamma forte, una mamma che forse tutti vorrebbero avere.
 

Didascalia immagini:
1. Viceministro della Sanità Ferruccio Fazio;
2. Ospedale di Sondalo;
3. Andrea Magnoni;
4. 5. 6. 7. Vignette satiriche.

 

Nostro servizio - Sabato 8 Agosto 2009

OSPEDALI: COSA SUCCEDE A SONDALO? SI E’ RIVOLTA AL NOSTRO GIORNALE LA MAMMA DI UN GIOVANE RICOVERATO PRESSO L’OSPEDALE DI SONDALO, IN STATO DI COMA, GIA’ IL 13 LUGLIO SCORSO. SULLA VICENDA ABBIAMO PUBBLICATO L’ARTICOLO CHE POTETE LEGGERE QUI CORRELATO.
SUCCESSIVAMENTE, A QUANTO CI RIFERISCE QUESTA MAMMA DISPERATA PER LE CONDIZIONI DEL PROPRIO FIGLIO, SEMBRA CHE A TANTO DOLORE SI SIANO AGGIUNTI COMPORTAMENTI DA PARTE DEL PRIMARIO PAOLO BRAMBILLA CHE NON COMMENTIAMO, TUTTAVIA ACCOGLIAMO LA RICHIESTA DI UNA MADRE COSTRETTA A SCRIVERE UNA LETTERA APERTA, DOPO ESSERSI SENTITA NEGARE LE NOTIZIE SULLA SALUTE DEL PROPRIO FIGLIO.

LETTERA APERTA AL PROFESSOR PAOLO BRAMBILLA, PRIMARIO PRESSO L’OSPEDALE DI SONDALO.

Egregio Professor Brambilla,
mio figlio Andrea Magnoni, alcuni giorni fa veniva trasferito nel suo reparto dopo essere stato molti giorni in coma profondo presso la Rianimazione e poi presso il reparto di Neurochirurgia.

Ho pertanto preso contatto telefonico con lei, e da lei apprendevo circa una situazione clinica generale in cui versa Andrea, situazione oggettivamente grave, pur con lievi speranze di recupero in un arco di tempo presumibilmente lungo.

Nel corso della nostra prima telefonata, io le chiedevo quali iniziative avreste preso a riguardo delle “fratture multiple scomposte” sulla parte sinistra del volto, così come diagnosticate nella relazione a me rilasciata a firma del dottor Della Morte.

Lei mi rispondeva che di tale aspetto , in termini di “fratture multiple scomposte” non era a conoscenza, e così io, madre premurosa e molto preoccupata mi affrettavo ad inviarle un mio fax allegando la suddetta relazione.
La mia preoccupazione era data anche dalla comparsa improvvisa di febbre, di cui i sanitari non conoscevano la causa.

Il giorno successivo, dopo vari tentativi, riuscivo nuovamente a parlare con lei, rimanendo a dir poco sconcertata dai sui toni, di certo non conformi alla deontologia di un medico.

Mi sono sentita dire: “Io con lei non parlo più, e non le dò più alcuna informazione su suo figlio.”
E alla mia domanda di spiegazioni, su cosa potesse essere accaduto: “ Se lo faccia dire da sua figlia”, e interrompeva la telefonata.

La “giustificazione” di tale suo comportamento, sembra il non volere problemi con i reparto dove era stato nei giorni precedenti mio figlio.
Dunque, problemi interni divenivano “vendetta” nei confronti di una madre?

Da quel momento su sua disposizione, nessun altro del personale del reparto di cui lei è primario, ha voluto darmi notizie su mio figlio, a me che come madre ho precisi diritti, come anche il Tribunale del Malato mi ha confermato.

Eppure, lei professore, come tutti gli altri sanitari che hanno curato Andrea, è stato formalmente informato che io sono legalmente separata dal padre di mio figlio e che con questo uomo io non ho alcun tipo di rapporto né vorrò mai averlo, idem con le altre due figlie schierate con il padre.

Lei è stato informato che io non posso muovermi da Roma, in quanto dipendente dello Stato
Non ho più ferie disponibili, e non posso rubare allo Stato mettendomi io in falsa malattia per venire a Sondalo. O mi si chiede questo? Il Ministro sarebbe d’accordo?

Inoltre non disporrei nemmeno dei denari per alloggiare a mie spese a Sondalo.

Preciso anche che il mio ex marito vi ha sottoscritto una dichiarazione autorizzandovi a darmi notizie di mio figlio, anche telefonicamente.

Sulla base di tali gravi motivazioni, formalizzate ai suoi colleghi sempre a mezzo fax, il personale sanitario mi ha dato giornalmente notizie di mio figlio, nell’ambito dei miei diritti di madre.

Questo fino al suo non commendevole rifiuto.

Eppure mio figlio, da oltre una settimana ha presentato febbre, le cui cause sono state ricercate in diverse direzioni, fino a ieri quando sembra che sia comparsa come complicazione un fungo bronchiale. Lei sa che tra bronchi e polmoni la distanza è assai poca e sa come i funghi si espandano velocemente.

Non sono medico, ma i medici che ho consultato, pur non conoscendo ancora la specificità di questo fungo, mi hanno confermato la gravità di tale complicanza che può portare anche alla morte.
Oltre al fatto che in molti casi si rende necessaria una resezione chirurgica, e comunque gli anitibiotici che si somministrano in questi casi, sono altamente tossici e compromettono la funzionalità renale, quando non si va incontro a crisi respiratorie fatali.

Eppure non vi è stato giorno che raccomandavo ai sanitari di non sottovalutare le fratture multiple scomposte sulla parte sinistra del volto, temendo complicazioni sinusali, secrezioni, che avrebbero potuto causare complicanze, appunto come quella di un fungo.
Mi si rispondeva che lo specialista sarebbe dovuto venire da fuori, non disponendone la vostra struttura, e intanto i giorni trascorrevano e la febbre permaneva.

Mi chiedo come possa essere accaduto un fatto del genere, sebbene ricordo che anche quando mio figlio era in Rianimazione, entravamo indossando un camice e dei copriscarpe, ma nessuna mascherina e nemmeno un copricapo.

Come pure, sono state consentite visite, scusi il termine, a “cani e porci”, amici di politica, amici d’infanzia, zii e conoscenti. Dunque non solo madre, padre e sorelle, ma gente estranea! Gente che toccava mio figlio e poi mi riferiva di aver avuto la sensazione che capisse, o che muovesse un dito... E chi può sapere se queste persone hanno portato qualche germe ad un ragazzo in coma?

Tutto questo, nonostante il Ministro della Sanità stia invitando alla prudenza a causa della pandemia!

E penso che mio figlio, in quanto a difese immunitarie, ne abbia ben poche.

Ma devo constatare che al padre e alle sorelle, di cui una da poco rientrata dall’Irlanda, (!) è consentito perfino trascorrere la notte al suo capezzale. L'Irlanda risulta tra i Paesi con maggiore incidenza di pandemia!

E fino a qualche giorno fa, passavano a mio figlio, me compresa, anche il telefono cellulare. pensi un pò che igiene...!
Da ieri, stranamente, mi veniva vietato di sentire il respiro di mio figlio, perché questi sono i suoi ordini, egregio professore.

Ebbene, voglio sperare che con questa mia lettera aperta lei riveda la sua posizione nei miei confronti, e applichi lo stesso rigido comportamento indistintamente, anche se mio figlio il fungo lo ha contratto quando certe restrizioni non erano imposte.

E vi è prova che io dopo i primi giorni, sono tornata a Roma. E dal mio rientro a Roma, sono trascorsi molti giorni prima della comparsa della febbre. E penso a questo punto che un più severo controllo sui parenti che gli sono accanto, non farebbe male, onde eviitare responsabilità.

In uno spirito di sincerità, le confermo che fin dall’inizio, come risulta da numerosi fax ho insistito per un trasferimento di mio figlio presso una struttura sanitaria di Roma, verso cui mi sento più serena e fiduciosa.

Non credo sia una colpa, prediligere un Ospedale piuttosto di un altro, almeno da parte di una madre che lotta per la vita del proprio figlio.

E altrettanto sinceramente le dico che proprio da lei mi sarei aspettata maggior rispetto ed umanità, se non altro perché lei stesso, fu vittima di una situazione giudiziaria spiacevole, così come è pubblicata in internet, in un articolo che riporto volentieri qui di seguito.

DAL CORRIERE DELLA SERA DEL 5 OTTOBRE 1993 (PAG. 45)

TRAGEDIA IN OSPEDALE: IL PRIMARIO A GIUDIZIO

Il primario dell' ospedale Morelli di Sondalo, Paolo Brambilla, e' stato rinviato a giudizio con l' accusa di omicidio colposo per la morte di Giuseppe Triaca, ricoverato e operato in quell' ospedale circa 1 anno fa.
SONDRIO (m.pu.).La morte sospetta di un malato finira' davanti ai giudici. Il dottor Paolo Brambilla, primario della divisione di neurochirurgia dell' ospedale regionale "Morelli" di Sondalo, e' stato rinviato a giudizio al termine delle indagini coordinate dal procuratore capo della procura circondariale di Sondrio, Gianfranco Avella. Il prossimo 3 novembre il medico sara' processato a Tirano: dovra' rispondere dell' accusa di omicidio colposo. L' inchiesta era scattata circa un anno fa dopo la denuncia dei familiari, assistiti dall' avvocato Giordana Caelli, e del Cevada, il Centro valtellinese per la difesa dei malati. Il caso trova origine nella morte di un anziano di Tirano, Giuseppe Triaca, nell' ospedale dell' Alta Valtellina, all' avanguardia nella chirurgia del ginocchio.
L' uomo era stato ricoverato per un' operazione di ernia al disco e sottoposto a un doppio intervento nell' arco di soli dieci giorni. "L' anziano . aveva rivelato, nell' esposto trasmesso a Palazzo di Giustizia, don Bruno Della Moretta, presidente del Cevada . fu trasferito nel reparto di rianimazione solo cinque ore dopo il secondo intervento". Il pensionato mori' dopo un lunghissimo calvario. E ora la figlia, l' architetto milanese Bianca Maria Triaca, chiede giustizia.


Concludo questa mia lettera aperta, egregio professore, chiedendole nuovamente di provvedere al trasferimento di Andrea a Roma, e nel frattempo, di rispettare i mie diritti di madre di un malato così grave, diritti che non possono essere assorbiti dagli altri familiari, che vantano diritti separati dai miei, e dai quali io non posso legalmente dipendere.

Sono spiacente, che il suo rifiuto a parlare con me, mi abbia costretta ad una lettera aperta, che di certo non farà piacere a chi deve tutelare il buon nome dell’Ospedale. Questo Ospedale ha ottenuto il marchio CEE.

Per questo molti giovani medici, ai fini del loro curriculum, ambiscono a fare pratica, come è pur vero che vi sono sanitari inseriti nella politica, con ruoli di assessorato, o anche scrittori di romanzi, e soprattutto soci del Rotary Club….maestri di educazione e deontologia.

Di qui, il mio sconcerto, nel sentirmi sbattere il telefono in faccia… da un primario.

Vincenza Giuseppini

PS: Chiedo che questa mia lettera aperta, sia inviata per conoscenza al Ministro della Sanità, al Direttore Sanitario dell’Ospedale di Sondalo, e al Tribunale del malato per la Regione Lombardia. Chiedo inoltre a questa redazione di consentire agli utenti, i commenti a questa mia lettera. Confido infatti sulla solidarietà di chi può essersi trovato nelle mie stesse condizioni.
Sono una madre che lotta e non intendo arrendermi ad alcuna sopraffazione.

Vincenza Giuseppini


PER CORRETTA INFORMAZIONE PUBBLICHIAMO UN ARTICOLO DE “IL GIORNALE” DEL 22 MAGGIO 2009


LUIGI MESCIA, IL PRIMO FIRMATARIO

«Questo ospedale va salvato Oggi è in uno stato precario»

— SONDALO —
«IL PRESIDIO OSPEDALIERO di Sondalo versa al momento in uno stato precario». Così Luigi Mescia, primo firmatario della proposta di legge, appoggiata da 9.850 ...


«IL PRESIDIO OSPEDALIERO di Sondalo versa al momento in uno stato precario». Così Luigi Mescia, primo firmatario della proposta di legge, appoggiata da 9.850 firme, nell’introduzione della pubblicazione «Autonomia per Sondalo: un ospedale per la Lombardia», che appoggia e spiega nei dettagli il progetto di cui si è fatto promotore insieme ad altri illustri cittadini della provincia di Sondrio.
«Nel 2003, quando venne costituita l’Aovv - si legge - e Sondalo entrò a farne parte, si acuì il disagio in cui già versava la struttura per carenze di prospettive e discutibili alternanze dei vertici aziendali che si erano succeduti negli ultimi anni. La gestione portò a rilevanti perdite annuali ed un clima di rassegnazione iniziò a serpeggiare anche fra gran parte dei dipendenti. Inoltre, si ridimensionò a tal punto l’amministrazione (tanto è vero che oggi si ipotizza la chiusura delle strutture) che oggi non è minimamente presidiata nelle direzioni amministrative e sanitarie. La dirigenza dell’Aovv, per la verità, si è sempre spesa a rassicurare tutti che Sondalo avrebbe conservato un ruolo importante nelle funzioni di base e nelle riabilitazioni, anche investendo parecchi milioni di euro. Il fatto preoccupante sta però nel verificare che di fronte a simili asserzioni l’ospedale «navighi a vista» senza una meta ben precisa, senza prospettive di medio e lungo percorso. In questo contesto 10 persone si misero in campo per studiare e proporre alternative, tentando di frenare il decadimento dell’ospedale».
I 10 promotori della proposta di legge sono: Luigi Mescia (presidente dal 1973 al 1991 dell’Ente ospedaliero di Bormio e Sondalo), Umberto Bongiorno (direttore Struttura complessa di Ortopedia dell’ospedale di Sondalo), Gianfranco Cucchi (dirigente medico Unità operativa di Cardiologia dell’ospedale di Sondrio), Pietro del Simone (sindaco di Tirano), Elisabetta Ferro Tradati (sindaco di Bormio), Alberto Frizziero (ex sindaco di Sondrio ed ex presidente della Comunità montana della Valtellina), Massimo Magi (primario ospedaliero dal 1975 al 1993 nell’ospedale di Sondalo), Giuseppe Occhi (direttore Struttura complessa di Riabilitazione cardiologica all’ospedale di Sondalo), Giuliano Pradella (già direttore del Dipartimento di emergenza urgenza nel presidio ospedaliero di Sondrio e già diretore sanitario dell’Azienda ospedaliera di Sondalo e dell’Aovv, oggi responsabile dell’Osservatorio sulla sanità allestito dalla Provincia) e Valentino Togni, sindaco di Sondalo.

«L’OSPEDALE DI SONDALO, dopo gli anni bui dal 1970 al 1980 e il suo rilancio quale ospedale regionale e di interesse nazionale, oggi è tornato pesantemente in crisi - scrive Alberto Frizziero nella presentazione della pubblicazione - ed è per questo che abbiamo sentito il dovere di rispondere positivamente all’invito rivolto da Luigi Mescia dando corso alla Proposta di legge di iniziativa popolare. Una proposta tendente per prima cosa a ridare piena autonomia al Morelli ed in secondo luogo a far sì che possa essere intrapresa la strada che porta al suo riconoscimento quale Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico. Una via che risolverebbe “il problema Sondalo” ma darebbe respiro all’intera sanità provinciale e non a discapito di Sondrio, che potrebbe vedere rinvigorito il suo ruolo. La strada da percorrere è lunga e insidiosa, ma se si saprà trovare una solidarietà diffusa tutto è possibile. A tutti è rivolto un invito all’attenzione e a sostenere fino in fondo tale proposta. Tutti dovranno pronunciarsi: dalle istituzioni ai partiti, dalle organizzazioni sindacali alle forze economiche, e si giudicherà».
Susanna Zambon

 

 

di Matteo Mantovani - Lunedì 27 Luglio 2009

CADE DALLA BICICLETTA… UNO STRANO INCIDENTE CHE SI TINGE DI GIALLO…
E LA MADRE DI ANDREA MAGNONI, IN COMA PRESSO L’OSPEDALE DI SONDALO GIA’ DALLO SCORSO 13 LUGLIO, VUOLE VEDERCI CHIARO E INGAGGIA UN INVESTIGATORE… IL NOME?
TOP SECRET… MA CI RACCONTA I FATTI COSI’ COME DA LEI VISSUTI IN PRIMA PERSONA… EFFETTIVAMENTE I CONTI NON TORNANO…
ORA E’ IL CASO DI DIRE: “CHI SA PARLI… PERCHE’ QUALCUNO, INCONSAPEVOLMENTE HA GIA’ PARLATO…”

E’ la sera del 13 luglio, quando la signora Vincenza Giuseppini è nella sua abitazione di Roma, e riceve una telefonata sul proprio cellulare, proveniente dal telefono cellulare del figlio Andrea.

“Signora, siamo della Polizia Stradale, suo figlio Andrea ha avuto un incidente con la bicicletta…
Quelli del 118 lo stanno soccorrendo… il ragazzo è rigido… non risponde… Le diamo i numeri dei colleghi, così le diranno in quale Ospedale lo porteranno…”

E’ l’inizio di un dramma, un dramma che vivono purtroppo ogni giorno tante mamme, momenti in cui si pensa solo e unicamente alla vita.. o alla morte .. e si ripercorrono i ricordi di una nascita, delle tante emozioni che ci accompagnano nel ruolo di genitori… la prima parola, il primo giorno di scuola, i primi amori, le contestazioni, fino a quando i nostri figli sono grandi…

Il tempo di avvertire l’ex marito, e le altre due figlie, e poi salire in macchina per viaggiare tutta la notte fino a giorno inoltrato e correre al capezzale di un giovane di soli 30 anni, che lotta tra la vita e la morte, nel Reparto di Rianimazione dell’Ospedale di Sondalo.

Andrea è in coma, è come al momento dei primi soccorsi…
La mamma chiede a chiunque come possa essere accaduto, ma il medico che lo ha accolto non lo sa, tante ipotesi, anzi dice che in ospedale hanno saputo dell’identità del ragazzo dopo due ore dal ricovero…
Sarà vero ?

Eppure chi ha avvertito Vincenza era in possesso dei documenti di Andrea, ed anche del cellulare, peraltro intatto, dal quale ha ricavato il numero della mamma…

Certo che la botta che ha ridotto in questo stato il giovane, appare abnorme per essere stata provocato da una caduta casuale dalla bicicletta.

Il giorno dopo i familiari si recano presso la Polizia Stradale, e insieme agli agenti vanno sul luogo dell’incidente.
Effettivamente il percorso è assai impervio, e i segni della improvvisa frenata delle bicicletta sono evidenti.
Siamo in prossimità di un dosso, peraltro segnalato. Tuttavia, qualcuno esperto, in via riservata ha ipotizzato che Andrea abbia freanto in quel modo, quando si è visto venire contro un altro veicolo... Ha forse tentato di evitare di essere investito? Dunque la tragica caduta potrebbe essere stata indotta da chi resta nell'ombra?

All’Ospedale dicono che forse si è schiantato contro un albero.

Ma notizie precise non ve ne sono sulla dinamica dell’incidente, molti particolari strani tuttavia emergono poco a poco.

Sembra che la bicicletta sia stata ritrovata appoggiata con cura ad un muro, prima che la Polizia Stradale, intervenuta, la portasse al deposito giudiziario, ove è stata subito restituita ai parenti di Andrea.
Forse trattenerla di più per una perizia… un eccesso di zelo?

La bicicletta è intatta, sembra che nemmeno si sia accorta dell’accaduto, addirittura chi l’ha rinvenuta racconta alla signora Vincenza di averla trasportata a mano per un tratto, e che anche le ruote giravano normalmente.

Qualcuno dice che il casco sia volato via, e per questo Andrea ha poi sbattuto la testa ferendosi e riportando anche fratture multiple scomposte alla parte sinistra del volto.

Vincenza ci riferisce che quando le sono stati consegnati gli effetti personali di suo figlio, tra cui il casco… “dentro era sporco di sangue”…

Strano… si era giustificata la botta subita da Andrea, perché senza casco, essendo questo presumibilmente volato a causa della brusca frenata…
Dunque il casco sarà finito da qualche parte a terra mentre il giovane si fracassava e si feriva sbattendo contro un albero, o l’asfalto… in ogni caso, l’impatto era diretto, senza casco…

E allora come faceva ad esserci il sangue nel casco?

Il casco poi, a detta della signora Vincenza, sembra sia stato rinvenuto ancora allacciato nel punto della chiusura, ma erano slabbrate le cinghie laterali, da un solo lato, come se qualcuno vedendo “volare” il ragazzo, si fosse poi avvicinato e costatando il sangue abbia provato a sfilargli il casco allentando le cinghie… magari la chiusura era bloccata, chissà?

Alla signora Vincenza ripetono e confermano che un signore che passava di lì con un furgoncino, accortosi che Andrea giaceva a terra ha chiamato i soccorsi.

Sui giornali locali del giorno dopo, il 14 luglio, la notizia viene riportata, come potete leggere qui di seguito:

LA PROVINCIA DI SONDRIO

Ciclista cade a San Salvatore
Ora lotta tra la vita e la morte

Difficili le operazioni di soccorso, nei boschi, a quota 1300 metri

Albosaggia - Impegnativo intervento di recupero quello effettuato intorno alle 19 di ieri dal personale del 118 di Sondrio. Dai monti sopra Albosaggia, infatti, è giunta una disperata richiesta di aiuto. Un ciclista è stata trovato riverso a terra, lungo la ripida, sebbene asfaltata, strada che dal paese, all'altezza del castello Paribelli, si inerpica fino a San Salvatore, a circa 1300 metri di quota.
Il ciclista, di cui ci sono note solo le iniziali, A.M., 30 anni, residente a Roma, è stato rinvenuto privo di coscienza, in condizioni apparentemente disperate, da un motociclista che si trovava a transitare in zona e che ha subito lanciato l'allarme alla centrale operativa del 118 di Sondrio. Immediate sono scattate le operazioni di soccorso, non facili anche per via del fatto che si trattava di raggiungere una zona parecchio impervia, immersa nella folta vegetazione, dove il transito dei mezzi di soccorso non è propriamente agevole.

Tant'è che è stato richiesto anche l'intervento del personale dell'elisoccorso portatosi sul posto per cercare di accelerare il più possibile l'intervento, la cui tempestività è fondamentale rispetto ad una situazione tanto critica. Medico, infermieri, volontari del soccorso, quindi, una volta giunti sul posto, hanno valutato il paziente decidendo per il suo trasferimento immediato nel reparto di Rianimazione dell'ospedale di Sondalo dove è giunto intorno alle 20.30. Vivo, ma in prognosi riservatissima, tant'è che il codice di invio era decisamente rosso indice di una gravità molto marcata. Le prossime ore saranno, quindi, decisive rispetto alle condizioni dello sfortunato appassionato delle due ruote.

Elisabetta Del Curto

 

La signora Vincenza, chiede agli Agenti di poter contattare il motociclista che ha soccorso Andrea, per ringraziarlo, dato che se nessuno fosse passato di lì, Andrea sarebbe sicuramente morto.

Unanime la risposta dell’Ispettore F. e i colleghi della Polizia Stradale:
“Ma quale motociclista? I soccorsi sono stati chiamati da un signore che passava lì per caso con un furgoncino…E questa persona non vuole che si faccia il suo nome, quindi non possiamo metterla in contatto con lui…”

A quel punto Vincenza mostra i giornali all’Ispettore, e fa notare che c’è scritto che Andrea “è stato rinvenuto privo di coscienza, in condizioni apparentemente disperate, da un motociclista che si trovava a transitare in zona e che ha subito lanciato l'allarme alla centrale operativa del 118 di Sondrio.“.

E ancora: “Ma non dia retta a quello che scrivono i giornali… sono tutte bugie… le cose sono andate come gliele stiamo riferendo…”

Passano alcuni giorni, ma il sesto senso di una mamma non consente a Vincenza di accontentarsi delle versioni ufficiali, e così contatta un vecchio amico del Viminale, il quale a sua volta la indirizza a qualcuno, che “vecchio del mestiere”, imbastisce in quattro e quattrotto qualche “trappola” … scoprendo che…

Chi sia il bravissimo “Mister X” non ci è dato saperlo, ma abbiamo prova sufficiente per poter confermare che effettivamente sul posto c’era un motociclista… come dovrebbe essere possibile riscontrare dalle registrazioni del 118…

Alla signora Vincenza qualcuno ha anche detto, che spesso queste registrazioni vengono tenute per pochi giorni e poi distrutte come da prassi.

Tuttavia, così come esistono i videoamatori, nel caso di Andrea qualcuno era presumibilmente sintonizzato “abusivamente” sulla linea del 118 riuscendo a seguire tutte le operazioni di soccorso e forse se fino ad ora non si è fatto avanti ufficialmente, è perché teme di incorrere in qualche sanzione giudiziaria.

Qualcun altro però, dovrebbe uscire allo scoperto, il motociclista. Costui tanto bravo ad indicare a distanza dove i soccorritori dovevano dirigersi, “voltate di qua, poi voltate di là…”, fino a recuperare il corpo privo di sensi del ragazzo, per quanto a dir poco “negligente” nel presentarsi alla mamma di Andrea e raccontare qualcosa che temiamo si voglia nascondere…

Dovremmo sperare che Andrea quando uscirà dal coma, ricordi, ma se i nostri timori sono fondati, potremmo trovarci di fronte ad un fenomeno mnemonico di “rimozione”, o ad un fenomeno di ricordi indotti mediante tecniche in uso a taluni particolari apparati… quando si vuole proteggere la verità dalla verità…

Chissà se il motociclista della cui presenza siamo certi, è un privato cittadino o altro….?

Coraggio signora Vincenza, non si arrenda, questa verità è preziosa quanto la vita stessa del suo Andrea!
Abbia fiducia, vedrà che quando leggeranno il nostro articolo, qualcuno lo invierà alla Procura della Repubblica di Sondrio, magari gli stessi medici che lo stanno curando con amore… e in ogni caso, può presentare un esposto lei stessa…

Matteo Mantovani

Pubblichiamo qui di seguito la liberatoria pervenutaci dalla mamma di Andrea, sig.ra Vincenza Giuseppini

Vincenza Giuseppini

Roma, 27/07/2009

Dottor Matteo Mantovani
Redazione
ROMA

Oggetto: Liberatoria per la pubblicazione articolo.

Egregio Dottor Mantovani,

con la presente la ringrazio per aver pubblicato l'articolo da me richiesto, e nel quale lei ha fedelmente riportato ciò che le ho riferito nell'intervista autorizzata e registrata.
La prego di informarmi su qualunque reazione le provenga da qualunque parte, in modo da consentirmi, nel mio pieno diritto di madre, di agire in tutte le sede competenti, a tutela della mia libertà di pensiero e di azione.
Le confermo anche di essere stata io ad autorizzare che fosse pubblicato il mio nome, nonché la foto e il nome di mio figlio, già peraltro pubblici in internet.
A conferma di ciò, le basterà digitare sul motore di ricerca Google, il nome e il cognome di mio figlio, e potrà facilmente giungere alla sua identità, essendo lo stesso iscritto a Facebook.

Grazie ancora per avere aderito alla mia richiesta.

Distinti saluti

Vincenza Giuseppini